Quesiti linguisticiQuando si usa «prettamente»? Risponde la Crusca

La sua etimologia non è sicura, ma potrebbe essere da ricondurre a una sincope di puretto, con il valore di «genuino», «non alterato». L’aggettivo «pretto» si usa in relazione al vino, all’oro, ma soprattutto al modo di parlare

(Unsplash)

Tratto dall’Accademia della Crusca

Alcuni lettori hanno chiesto chiarimenti sull’uso dell’avverbio prettamente. Qualcuno chiede se possa essere usato come sinonimo di esclusivamente. Un altro lettore si domanda invece se si possa fare il comparativo dell’avverbio, avendo detto in una seduta di laurea che “l’uso del dialetto è un fenomeno più prettamente maschile”.

Risposta
Le due alternative proposte dai lettori, prettamente ed eclusivamente, non sembrano a prima vista compatibili (*più esclusivamente è evidentemente inaccettabile); ma in realtà lo diventano considerando lo spettro di significati che ha assunto l’avverbio in questione.

L’aggettivo pretto da cui prettamente deriva non è certo di ampio uso oggi. La sua etimologia non è sicura, ma potrebbe essere da ricondurre a una sincope di puretto, e le sue collocazioni meno rare sembrano essere specialmente limitate a contesti in cui ha il valore di ‘genuino’, ‘non alterato’: vino pretto (‘schietto, non diluito’), oro pretto, ma soprattutto con riferimento al modo di parlare: un pretto accento genovese.

L’avverbio prettamente è un po’ più diffuso dell’aggettivo, e manifesta in parte lo stesso tipo di evoluzione che ha avuto il ben più comune puramente: quest’ultimo avverbio oggi non è quasi utilizzabile col valore letterale di ‘in modo puro’, mentre è comunissimo con un valore più astratto, affine a soltanto, unicamente, esclusivamente, che in linguistica si chiama di “focalizzatore restrittivo”. A differenza di soltanto o esclusivamente, puramente predilige però la funzione sintattica di modificatore di aggettivi.

Lo stesso avviene per prettamente, che ha acquisito anch’esso il valore di focalizzatore restrittivo; ma a differenza di puramente, ha anche sviluppato un ulteriore valore, corrispondente a ‘tipicamente’. Il passaggio si capisce molto bene considerando contesti riferiti ad esempio al modo di parlare, in cui le due interpretazioni sono in buona misura sovrapponibili: se uno dice un’espressione prettamente toscana, può aver voluto intendere ‘puramente, soltanto toscana’, ma il suo interlocutore può benissimo interpretarla, senza reale danno comunicativo, nel senso leggermente attenuato di ‘tipicamente toscana’.

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