Stress testLa finale di Conference League è un biglietto da visita per l’Albania che sogna l’Ue

La partita tra Roma e Feyenoord è un grande evento internazionale che ha attirato a Tirana migliaia di persone. Una prova di maturità per il Paese, che vorrebbe dimostrarsi pronto per legarsi a Bruxelles

AP/Lapresse

Tirana è pronta. Stasera la capitale albanese ospiterà la finale della prima edizione della Conference League, ultima nata tra le competizioni calcistiche per club partorite dalla Uefa. A sfidarsi sul campo dell’Arena Kombëtare ci saranno la Roma di José Mourinho e gli olandesi del Feyenoord. La scelta del moderno impianto albanese ha suscitato diverse polemiche tra la stampa e i tifosi: la capienza dichiarata di 22.500 spettatori renderà possibile la partecipazione a un numero esiguo di sostenitori provenienti da Olanda e Italia, considerata anche la quota di biglietti riservata al pubblico di casa.

Ma le ultime stime dicono che a Tirana arriveranno circa 90mila tifosi: «Le previsioni non erano così alte», ha dichiarato al network albanese Top Channel il responsabile organizzativo della finale, Cade Tomori. Da Roma si prevede un arrivo di 60-70 mila tifosi, ma solo 4mila avranno il biglietto per lo stadio.

Sembra un replay di un’altra scelta recente e simile della Uefa, anch’essa molto criticata: lo scorso anno fu scelto il National Football Stadium di Belfast per ospitare la finale di Supercoppa tra Chelsea e Villareal, un impianto con una capienza dichiarata di poco più di 10mila spettatori.

«Noi ci vantiamo di questo stadio, perché è bello e moderno», dice a Linkiesta E.K., funzionaria del ministero degli Interni albanese che chiede di rimanere anonimo. «Sembra una grande bandiera rossa e nera».

Per dare ospitalità all’esodo di appassionati che si riverseranno sulla città senza biglietto, il sindaco di Tirana Erion Veliaj ha previsto tre diverse fan zone: una per i tifosi della Roma, una per quelli del Feyenoord e la terza mista, per le famiglie. In ciascuna area dedicata sarà installato un maxischermo che proietterà in diretta la partita. E gli uffici pubblici della città rimarranno chiusi per limitare la circolazione tra le strade, che già si troveranno a fronteggiare un’invasione di non facile gestione: basti pensare che i tifosi del Feyenoord, in occasione della trasferta a Roma del 2015, provocarono danni per circa 5,2 milioni di euro.

«La gente a Tirana è entusiasta dell’evento – racconta E.K. – ma c’è un problema di speculazione sui prezzi: ho sentito di camere d’albergo a 6mila euro per due notti: è vergognoso».

L’Albania verso l’Europa
Come spesso avviene per i grandi eventi sportivi, la finale di Conference League funge da cassa di risonanza per la politica nazionale. In questo caso dovrebbe aiutare a veicolare le richieste da parte dell’Albania per adesione all’Unione europea.

«L’adesione alla Nato e all’Unione sono obiettivi costanti, uniformi di politiche e strategie dell’Albania sin dal 1992», racconta a Linkiesta l’Ambasciatore Zef Mazi, Capo negoziatore per l’adesione dell’Albania all’Unione europea. «Queste decisioni hanno goduto del sostegno politico incrollabile dell’intero spettro della società albanese, su tutta la linea».

L’Albania è entrata a far parte della Nato nel 2009 e nello stesso anno ha presentato domanda di adesione all’Unione europea. Dall’aprile 2019 è candidata a pieno titolo e il Consiglio europeo ha deciso di avviare negoziati ufficiali nel marzo 2020. Nell’ottobre 2021 la Commissione europea ha scritto nella sua relazione sullo stato di avanzamento che l’Albania ha soddisfatto i criteri e i requisiti per sedersi al tavolo della prima conferenza intergovernativa insieme all’Unione.

«L’Albania attende ora la decisione di Bruxelles di approvare formalmente la posizione negoziale e la data della prima conferenza intergovernativa ed è consapevole che è necessario avere pazienza strategica. Per l’Albania, questo è il più grande progetto intrapreso dalla fine della Seconda guerra mondiale», aggiunge Mazi.

Quando gli chiediamo se il conflitto in Ucraina potrebbe, in qualche modo, accelerare il processo di integrazione di Tirana nell’Unione, Mazi risponde: «Potrebbe anche rallentarlo, è una medaglia a due facce. Ma questo percorso deve continuare: le esigenze geostrategiche lo rendono sempre più necessario. L’allargamento è e deve essere visto come un investimento strategico da parte di Bruxelles, che allargandosi colmerebbe un vuoto e toglierà spazio ad attori terzi che vogliono esercitare un’influenza negativa sulla decisione autonoma di alcuni Paesi di aderire all’Ue».

Albania e Macedonia del Nord: insieme o separati?
Lo scorso novembre, in occasione della visita in Italia del premier Edi Rama, anche il primo ministro italiano Mario Draghi aveva auspicato un ingresso dell’Albania nell’Unione: «È molto importante per la stabilizzazione dei Balcani, e l’Italia sostiene Tirana, seguendo da vicino il suo allineamento agli standard richiesti».

Ma ci sono ancora ostacoli da superare nel processo di adesione. Uno di questi è rappresentato dalla Macedonia del Nord: Skopje ha aperto i negoziati di adesione insieme a Tirana nel 2020, ma la sua posizione è bloccata, al momento, da un veto della Bulgaria: in via indiretta è come se ponesse uno stop anche alla domanda di adesione albanese.

Per l’Albania, quindi, una soluzione per mandare avanti il processo potrebbe essere separare i due dossier: «L’Albania aspetta ormai da quasi due anni che le divergenze tra due vicini molto amichevoli si risolvano», spiega Zef Mazi. «Abbiamo ripetuto i nostri appelli per l’accordo e ricordato che non abbiamo connessioni con le dispute tra quei due Paesi. Sembra che l’Ue, o qualche Stato membro che ha interesse a tenere insieme Albania e Macedonia del Nord in questo processo, stia esaurendo gli argomenti per rallentare le operazioni. Non ci sarebbero alternative al disaccoppiamento se, entro la fine di questo semestre, la situazione fosse ancora la stessa, con differenze irrisolte».

Conference League e ingresso nell’Unione
In questo scenario, la finale di Conference League a Tirana potrebbe essere un’occasione, per il Paese, di dimostrarsi occidentale, europeo, stabile. La speranza è che tutto fili liscio, senza fatica: sarebbe una prova di maturità importante. «La finale può aiutare a rafforzare l’immagine del Paese – conclude Mazi – liberandola dai pregiudizi: l’Albania è pronta e non vede l’ora di poter ospitare ancora altri eventi di questo livello».