E-commerce paralleloI giovani europei comprano sempre più prodotti contraffatti online e guardano contenuti digitali piratati

Un’indagine EUIPO rivela che più della metà dei ragazzi tra i 15 e i 24 anni intervistati ha riferito di aver acquistato in rete almeno un oggetto illegale nell’ultimo anno, intenzionalmente o accidentalmente, e un terzo di loro ha fruito di servizi in streaming da fonti illegali

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In Italia il 27% dei giovani ha acquistato intenzionalmente un prodotto contraffatto e il 24% ha effettuato l’accesso a contenuti piratati in modo consapevole. È un dato preoccupante in un certo senso, e può sembrare una criticità tutta italiana. In realtà è più o meno in linea con la media europea.

Secondo un’indagine pubblicata oggi dall’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale (EUIPO) più della metà (52%) dei giovani europei intervistati – di età compresa tra i 15 e i 24 anni – ha riferito di aver acquistato almeno un prodotto contraffatto online nell’ultimo anno, intenzionalmente o accidentalmente, e un terzo (33%) ha riferito di aver effettuato l’accesso a contenuti digitali da fonti illegali.

L’edizione 2022 della scheda di valutazione sui giovani e la proprietà intellettuale traccia un quadro sui comportamenti dei giovani nei confronti delle violazioni della proprietà intellettuale nel contesto post-pandemico.

Il 60% dei giovani europei ha riferito di preferire l’accesso a contenuti digitali provenienti da fonti legali, rispetto al 50% del 2019. In Italia, questa percentuale corrisponde al 61% dei giovani, quindi anche in questo caso è in linea con il resto del continente.

Il prezzo e la disponibilità restano i fattori principali per l’acquisto di prodotti contraffatti e per la pirateria digitale, ma anche l’influenza sociale e dei coetanei è sempre più importante. Le minacce informatiche, la frode informatica e l’impatto ambientale sono tra i principali deterrenti.

L’indagine di EUIPO esamina i due aspetti delle violazioni della proprietà intellettuale: le tendenze tra i giovani nell’acquisto di prodotti contraffatti e nell’accesso a contenuti piratati, a partire dal 2016.

In linea con il contesto post-pandemia, la nuova indagine ha evidenziato che il 37% dei giovani ha acquistato intenzionalmente uno o più prodotti contraffatti, il che rappresenta un aumento significativo rispetto ai risultati precedenti (14% nel 2019). Il dato varia notevolmente da un Paese all’altro: la percentuale più alta si registra in Grecia (62%) e la più bassa nella Repubblica Ceca (24%).

I prodotti contraffatti che i giovani acquistano intenzionalmente più spesso sono abbigliamento e accessori (17%), seguiti da calzature (14%), dispositivi elettronici (13%) e prodotti per l’igiene, cosmetici, prodotti per la cura della persona e profumi (12%).

Ma i giovani acquistano prodotti contraffatti anche a causa di indicazioni fuorvianti: anche l’acquisto non intenzionale di prodotti contraffatti si attesta al 37%, e gli intervistati hanno dichiarato di avere difficoltà a distinguere i prodotti autentici da quelli contraffatti. Il 48% non aveva acquistato tali prodotti o non era certo di averli acquistati o meno.

Mentre il prezzo e la disponibilità continuano a essere le ragioni principali per cui si acquistano prodotti contraffatti e si accede a contenuti piratati intenzionalmente, le influenze sociali, come il comportamento di familiari, amici o persone di propria conoscenza, sono motivazioni meno presenti ma sempre più impattanti.

Tra gli altri fattori si annoverano il disinteresse riguardo alla legittimità o meno del prodotto (o della fonte del contenuto), la mancata percezione di qualsivoglia differenza tra i prodotti originali e quelli contraffatti nonché la facilità di reperire o ordinare prodotti contraffatti online. Un intervistato su 10 ha fatto riferimento a consigli da parte di influencer o persone famose.

Per quanto riguarda i contenuti digitali, l’accesso da fonti legali sta guadagnando terreno tra le generazioni più giovani. Il 60% degli intervistati afferma di non aver utilizzato, riprodotto, scaricato o fruito in streaming di contenuti da fonti illegali nell’ultimo anno rispetto al 51% nel 2019 e al 40% nel 2016, confermando così la tendenza in atto.

Tuttavia, la pirateria intenzionale rimane stabile, con il 21% dei giovani consumatori (uno su cinque) che ammette di aver effettuato l’accesso a contenuti piratati consapevolmente negli ultimi 12 mesi. Una percentuale significativa di giovani è stata indotta ad accedere a contenuti piratati da indicazioni fuorvianti. Il 12% ha effettuato l’accesso a contenuti illegali accidentalmente e il 7% non sa se lo abbia fatto. Il principale tipo di contenuti piratati era costituito da film (61%) e serie televisive (52%), seguiti da musica (36%), utilizzando principalmente siti web, app e canali di social media dedicati.

C’è però una cosa che spinge i giovani a pensarci su due volte: sia per i prodotti che per i contenuti digitali, i giovani hanno indicato i rischi personali di frode informatica e le minacce informatiche come fattori importanti in grado di frenare i loro comportamenti. Inoltre, attualmente i giovani intervistati menzionano più spesso una migliore comprensione dell’impatto negativo sull’ambiente o sulla società.

«Questa terza edizione della scheda di valutazione del rapporto tra i giovani e la proprietà intellettuale, pubblicata nel corso dell’Anno europeo dei giovani, conferma le tendenze rilevate nelle edizioni precedenti e offre approfondimenti più dettagliati sulle percezioni e sull’atteggiamento dei giovani», dice Christian Archambeau, Direttore esecutivo dell’EUIPO. «In un momento in cui il commercio elettronico e il consumo digitale registrano una crescita significativa – prosegue – l’aumento di acquisti intenzionali e involontari di prodotti contraffatti costituisce una tendenza preoccupante. La pirateria non diminuisce, anche se i giovani consumatori preferiscono sempre più contenuti provenienti da fonti legali. Questa nuova analisi fornisce un prezioso strumento per aiutare parti interessate, responsabili politici, educatori e organizzazioni della società civile a elaborare iniziative di sensibilizzazione per sostenere le scelte informate dei nostri giovani cittadini e consumatori».