Magie isolaneLa vera vacanza è vivere come se non fosse una vacanza

Stromboli, l’isola più a Est dell’arcipelago eoliano, è la parte emersa di un vulcano alto tremila metri. Qui i sensi si abituano a cose inusuali, tra nuovi rumori, sensazioni e sapori che non vi lasceranno più

L’aliscafo si avvicina all’attracco del porticciolo di Stromboli e, a meno che voi non ci siate già stati altre volte, non avete idea di cosa vi attende. Avete dalla vostra le aspettative, i racconti degli amici e le informazioni lette in articoli online ma niente è sufficiente per anticiparvi che tipo di tempo passerete su questo vulcano. Preparatevi a momenti in cui i sensi dovranno abituarsi a cose inusuali: sentirete rumori nuovi, i piedi toccheranno un calore mai sentito, riuscirete a vedere nel buio e, se avrete voglia, sentirete sapori che non vi lasceranno più.

 

Questa è una guida che non vuole suggerirvi i ristoranti dove mangiare o i locali in cui bere, ma è un invito al vivere normale: fare la spesa, preparare una cena, farsi suggerire qualche ricetta. Perché quello che qui è normale diventerà un ricordo straordinario e vi farà sentire di appartenere a questa terra bollente. 

L’isola di Stromboli è la parte emersa di un vulcano alto tremila metri, di cui solo 926 sembrano galleggiare sul mare; è l’isola più a Est dell’arcipelago eoliano. Ecco perché sentirete anche, nei sapori e negli accenti, persino un pizzico dell’esperienza napoletana. È una di quelle isole dove l’acqua non è potabile perché arriva con la nave cisterna, e dove la sera le strade sono buie perché la luce pubblica è, sinceramente, una modernità inutile. 

Svegliatevi presto a Stromboli, siete circondati dal mare e le cose interessanti avvengono alle prime ore dell’alba: arrivano le materie prime dal continente, circolano i pettegolezzi sul giorno prima, i pescatori fanno ritorno dal mare e il sole basso vi permette di andare per l’isola alla ricerca di cose buone, lungo i vicoli stretti, senza soffrire troppo il caldo. Insomma, è il momento per fare la spesa e organizzare una cena isolana.

Il pesce all’alba
Fatevi trovare alle 8:00 già al porto. Cappuccio e cornetto a Il Malandrino, e gli occhi puntati sul mare alla ricerca delle barche da pesca che fanno rientro. Mario, Gaetano e gli altri pescatori ritirano le barche verso quest’ora, nel tratto di spiaggia di fronte all’Hotel Ossidiana. Arrivate in tempo per godervi la bellezza dei gozzi colorati che tornano sulla terra, spinte dalla forza di questi uomini di mare con barba e capelli lunghi e dai loro figli.

Attendete il recupero dei pesci dalla rete e chiedete di poterne acquistare. I pescatori sono persone gentili ma non sfidateli facendo richieste bizzarre tipo «ci sono pesci con poche spine?». Qui venite a comprare il pescato locale, che probabilmente non trovereste al banco del pesce che frequentate abitualmente, dovete accettare la cosa e aprirvi all’esperienza. Con molta probabilità, vista la posizione e il periodo estivo, porterete a casa varietà come mupe, scorfani, minnule (menole, in italiano) o pesci spatola, che proprio nella stagione calda si avvicinano ai fondali bassi. Fatevi suggerire da loro anzi, fate fare a loro. Vi indicheranno pure come è meglio cucinare il pesce acquistato e, una volta avvenuta la transazione, si ricorderanno di voi fin quando sarete sull’isola. Ottenuto l’ingrediente principale, si passa al resto.

Tornare alla spesa essenziale
Il martedì e il sabato alla bottega D’angelo arrivano le mozzarelle dalla Campania, insieme ad altri formaggi. Ci sono anche le scamorze piatte affumicate che la signora al banco vi suggerisce di grigliare con le foglie di limone.

Fare la spesa sull’isola è sfidante per chi è abituato a cucinare con mille ingredienti. I prodotti a lunga conservazione sugli scaffali sono pochi, essenziali. Pasta, legumi in scatola, biscotti, caffè per moka. Già le capsule sono un’inutile sovrastruttura alimentare. I surgelati ci sono solo perché devono esserci, ma lo strato di ghiaccio dei banchi frigo fa capire quanto siano poco richiesti e quanto la catena del freddo sia una sfida immensa per i prodotti che arrivano su un’isola così scomoda. 

È tutto più costoso per ragioni logistiche, ma almeno la consegna direttamente a casa è gratuita. Basterà dire dove abitate (via e civico sono sostituiti dal nome della casa e del suo proprietario) e vi faranno trovare tutto dietro la porta di casa. Non è dato sapere quando. 

Ci sono tre market sull’isola: Famularo in zona Piscità, il sopra citato D’Angelo e la bottega del Marano.

Famularo è il market più piccolo dell’isola, ma quello più comodo da Spiaggia Lunga. D’Angelo è in zona porto, a due passi dalla macelleria in cui potete acquistare le braciole alla messinese. «Adesso la macelleria è aperta anche in inverno» mi dice soddisfatto Giorgio, un ragazzo strombolano. La Bottega del Marano si trova invece dopo la chiesa di San Vincenzo, prima della scuola. Qui trovate diversi prodotti eoliani: tonno sott’olio, capperi e una buona selezione di vini (siciliani, ovvio) per le cene e gli aperitivi da fare in terrazza o in spiaggia. Verrete attratti dalle olive schiacciate, i formaggi siciliani e i panini al burro: un must della tradizione panaria di questa provincia, simile alla brioscia della granita.  

Scegliete il market che vi intriga di più, acquistate la quantità giusta dei prodotti che vi servono (qui il peso dello spreco vale almeno il doppio) e fatevi portare tutto a casa, in tempo per preparare una cena strombolana. Ma ricordate bene che non siamo in città con l’Esselunga e gli orari continuati. Le attività a Stromboli chiudono alle 13 e riaprono alle 17, se va bene. Prima dei bisogni del cliente, qui, vengono quelli dell’isola e degli isolani.

Ogni casa, un orto
L’agricoltura sull’isola si limita ai bisogni dei local. Limoni, fichi, carrubi e gelsi crescono totalmente indisturbati sugli alberi. Sono saporiti, un po’ selvaggi e sono troppi per un uso privato. Nessuno consuma tutta la frutta che cresce qui, farne un business non è abbastanza un business e quindi finiscono per completare il loro ciclo di vita sull’albero ed essere utili solo per profumare le strade. Di notte, al buio, il profumo di un gelso è più utile di un cartello per indicarci la strada di casa.

Le verdure invece, richiedono troppa acqua per crescere e allora ci si limita con la coltivazione di pomodori, melanzane, zucchine e cetrioli. Questi ultimi di una varietà molto locale, dal sapore asciutto e delicato. 

«Qui non c’è acqua. Vedi? Adesso mi tocca abbandonare queste melanzane che stanno crescendo perché non posso più irrigare. Qui va così». Sono le parole di Pino, liparoto di nascita, trasferito qui per amore e oggi agricoltore dell’agriturismo SoleMare, che gestisce insieme alla moglie Annamaria. Li abbiamo trovati chiedendo in giro se ci fossero agricoltori e ci hanno indirizzati da loro. 

Nel podere si respira aria gentile e pulita, ci tengono a sottolineare che praticano agricoltura biologica, che rispetta i ritmi della natura, riducendo il più possibile l’uso di acqua.

Al SoleMare però le verdure fresche non sono in vendita. Sono tutte utilizzate per la trasformazione in conserve, prodotte con metodi tradizionali e dal sapore disarmante. Passate da qui a prendere delle marmellate per qualche colazione da fare in casa o come regalo dall’isola. 

Potete acquistare sottobanco un po’ di verdura fresca, ma dovete avere la pazienza di girare per l’isola e trovare qualche cartello scritto a mano, oppure chiedete in giro ai gestori del bar o di qualche negozietto. Loro sanno sempre tutto. 

Foto di Alessio Cannata

La cena a Stromboli
Una volta recuperati gli ingredienti, parlato con la gente del posto, fatto il bagno di sudore e abbuffate di volti felici tra i vicoli di Stromboli, siamo pronti per riversare tutte queste belle sensazioni in una cena. Sarà un momento di intimità tra voi e questa terra. Se nella vostra casetta c’è anche un terrazzo dove apparecchiare, allora preparatevi a una serata bellissima. 

Mettete in fresco del vino bianco, possibilmente eoliano. 

Preparate un’insalata con i pomodori e i cetrioli coltivati qui. Non servirà altro che lavarli e tagliarli senza togliere le bucce, sarebbe uno scarto di troppo. Condite con olio e con le aromatiche che avete trovato in giro: basilico e origano andranno bene. Non aggiungete sale perché le verdure sono sapide abbastanza. 

Nel frattempo, scaldate una padella per le scamorze piatte, quelle del market D’Angelo e che arrivano da Napoli. Avvolgetele in foglie di limone raccolte sull’isola. E fate cuocere fin quando non avranno quella consistenza succulenta.

Poi è il turno del pesce, che può essere la base sia per un primo sia per un secondo piatto.

I pesci ricchi di spine sono spesso anche molto saporiti. Dopo averli puliti ed eventualmente squamati (ma tranquilli, sicuramente ci avrà pensato il pescatore), lasciateli cuocere in umido con olio, aglio, sale, prezzemolo e pomodorini. Potete sfumare con del vino bianco per poi cuocere dolcemente. Una volta cotto, pulite il pesce togliendo le spine e disponendo le carni in un piatto da portata con un filo d’olio, sarà il vostro secondo. Nella pentola lasciate il sugo di cottura che sarà il condimento di uno spaghetto. Lasciateci dentro un po’ di polpa del pesce facendo attenzione a togliere tutte le spine, buttateci dentro la pasta una volta cotta. Se volete potete aggiungerci anche del pangrattato tostato aromatizzato con una grattugiata di buccia di limone, come fosse parmigiano. 

Manca il dolce, ma non è un caso. Godetevi tutta la cena ma tenetevi pronti a tornare negli stessi vicoli percorsi durante il giorno. Questa volta però saranno al buio e vi portano verso locali dove bere la malvasia o mangiare un cannolo. Farete nuove conoscenze, racconterete l’avventura dell’aver cucinato con i prodotti locali. E se siete fortunati sarà anche una di quelle sere in cui parte spontanea una festa notturna in spiaggia tra musica e occhi colmi di entusiasmo.

Indirizzi di Stromboli
Il Malandrino, via Marina: l’unico bar dell’isola aperto all’alba. Ideale per cornetto e cappuccino. Ma se passate più sul tardi, provate il pidone con scarola, formaggio e acciuga. Addio!

Market d’Angelo, via Roma: la bottega di generi alimentari specializzata in mozzarelle e formaggi campani. Disponibile anche frutta e verdura.

La bottega del Marano, via Vittorio Emanuele: il più fornito dell’isola, specie se cercate anche del vino. Prodotti di gastronomia e generi vari. Consegna a domicilio garantita!

Panificio La Pagnotta, via soldato Natoli: sulla strada in salita di fianco la farmacia, nel percorso che porta al vulcano. Qui trovate pane fresco, focacce ma anche dolci come sfogliatine e biscotti alla cannella, ripieni di ricotta.

Agriturismo SoleMare, vico Belfiore: un paradiso dentro il paradiso. Questo posto è un luogo di soggiorno ma potete passare da qui nel pomeriggio dopo le 17. Troverete Annamaria che vi vende le marmellate di agrumi e le conserve fatte con solo ingredienti dell’isola.

Bar Ingrid, piazza San Vincenzo: è un po’ il centro nevralgico dell’isola. Massimiliano, il gestore, è molto simpatico ma più che venire qui solo per lui, venite per la granita o il dolce del dopocena. Anche se la tavola fredda a pranzo, merita anche.

L’ape car cocktail, via Marina: in un piccolo spiazzo su via Marina, Natalia e suo marito servono drink con bar su Ape car dall’aperitivo a notte inoltrata. Attenta selezione di alcolici ma ancora più attenta la cura che hanno dei loro clienti. Vi racconteranno mille storie e sarete felici anche senza per forza essere sbronzi.

La Libreria, via Vittorio Emanuele: una libreria, un ritrovo per la colazione, l’aperitivo o il drink dopocena. Un punto di incontro piacevole dove accadono cose belle e tutti sembrano aperti a rivolgerti un sorriso.

Le newsletter de Linkiesta

X

Un altro formidabile modo di approfondire l’attualità politica, economica, culturale italiana e internazionale.

Iscriviti alle newsletter