Visione e tecnologia Il piano di Intesa Sanpaolo per combattere il cybercrimine con l’intelligenza artificiale

La banca più importante d’Italia ha presentato L’AFC (Anti Financial Crime Digital Hub), un consorzio che guiderà il lavoro di scienziati ed esperti per sviluppare metodi per individuare online casi di occultamento dei guadagni illeciti: dal riciclaggio al terrorismo, dall’abuso di mercato alle frodi

banca Intesa San Paolo
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L’intelligenza artificiale può essere il migliore strumento per contrastare il riciclaggio e il crimine finanziario, sviluppando dei modelli tecnologici che individuino in tempo reale attività illecite online: dal riciclaggio al terrorismo, dall’abuso di mercato alle frodi. È questo il messaggio positivo lanciato da Intesa San Paolo durante la presentazione del consorzio AFC Digital Hub. (Anti Financial Crime Digital Hub), creato dall’Innovation Center della Banca in collaborazione con il Politecnico di Torino, l’Università di Torino e CENTAI, il nuovo centro di ricerca dell’intelligenza artificiale. 

Il team di scienziati, esperti e accademici di AFC è già all’opera per diventare un punto di riferimento per il contrasto del riciclaggio e del terrorismo. Per perseguire quest’obiettivo, i soci organizzeranno periodicamente degli incontri con la possibilità di aprire il consorzio ad altri istituti di credito e intermediari del sistema.

Il CEO di Intesa Carlo Messina ha spiegato che grazie al nuovo Digital Hub sarà più semplice garantire la pianificazione dei modelli tecnologici più efficienti per contrastare il cybercrime, in modo da avere una risposta pronta entro il 2025. Il problema non è tanto delineare questi modelli, ma saperli padroneggiare. Una conoscenza che secondo Messina avrà un impatto positivo sulla società. E non solo: «AFC Digital Hub può rappresentare un elemento di supporto alla candidatura italiana quale sede della futura Autorità dell’Unione Europea per il contrasto al riciclaggio, catalizzando l’arrivo di investimenti e risorse altamente qualificate e accelerando il processo di innovazione e digitalizzazione del Paese», ha spiegato Messina. 

Nel suo intervento, Piero Boccassino, Chief Compliance Officer di Intesa Sanpaolo, ha discusso i presupposti che la banca ha identificato per contrastare le azioni di occultamento dei guadagni illeciti, sottolineando come priorità l’individuare strategie efficace per le intercettazioni e un allineamento piani dell’agenda Europea nel contesto dei crimini finanziari. La network analysis e i prototipi “Velocity”, che sono in fase di sviluppo, rappresentano due pilastri fondanti nel portfolio di attività di cui l’Hub si occuperà nel breve termine.

Le potenzialità offerte dalle nuove tecnologie consentiranno a Intesa Sanpaolo e alle banche e alle società che successivamente sceglieranno di aderire al consorzio di aumentare l’efficacia nel presidio del rischio, di rendere più efficaci i processi di gestione e di definire nuovi standard qualitativi in tutti gli ambiti di attività.

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