I bieloitalianiTu chiamale se vuoi proscrizioni, ma in realtà sono liste di descrizione del putinismo

Segnalare le bugie storiografiche, la negazione della verità e le teorie del complotto ripetute a pappagallo servirà a futura memoria (se la memoria avrà un futuro)

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Dovremmo fare a capirci un pochetto, sulle liste di proscrizione.

Se io metto in rassegna le cose dette e scritte qui da noi in un quadrimestre di operazioni speciali, con i nomi di chi le ha dette e scritte, che cosa faccio? Una lista di proscrizione?

Io capisco che a questi je rode, come la foto che li ritrae mentre si scaccolano, come l’audio da cui ridonda il congiuntivo deviato, come il video che reitera in versione pacifista la coazione del braccio teso alla Stranamore, ma non è proscrizione: è descrizione.

A segnare l’inizio del corso informazionista 2puntoZeta è il cippo del 25 Febbraio 2022: «Putin? Putin sta puntando sui suoi obiettivi, e nel frattempo cerca di non spaventare la popolazione», e da lì alle ricognizioni più recenti, che indugiano sulle responsabilità «del regime ucraino», è una meravigliosa avventura di covi nazisti camuffati da ospedali, di armi nascoste tra i cavolfiori e le barbabietole dei supermercati, di manichini adibiti a cadaveri, di bossoli mancanti alla prova del colpo alla nuca, di satelliti americani che nascondono gli indizi della messinscena, di «passanti» che la propaganda della Nato spaccia per profughi.

E allora vediamo di intenderci. Se la leggiadra giornalista, alla notizia dello stupro di donne e bambini, si affretta ad anteporre che «però, chissà, in guerra la verità è la prima vittima», io, ricordandolo, che faccio? Proscrivo? Se il pensoso inviato, con il bel viso pieno di rughe democratiche scavate dall’aratro della stronzaggine, commenta lo slalom dei blindati tra i cadaveri di Bucha spiegando che gli ucraini sarebbero capacissimi di essersi inventati tutto, e io riporto lo sproposito, che faccio? Proscrivo? Se le fesserie del geopolitologo eternato in imbalsamazione nella teca di Telecinquestelle sono adoperate per spiegare il nesso eziologico tra l’oltranzismo atlantico e l’ospedale incenerito, uno che virgoletta l’oscena turpitudine che fa? Proscrive? Se il pacifista comunista sindacalista fa volantinaggio della vignetta con Putin e Zelensky accomunati dal braccio fasciato di svastica, e tu registri e rinfacci l’infamia, che fai? Proscrivi?

Stiamo assistendo a una specie di raffinazione del protocollo goebbelsiano, per cui il mendacio, la contraffazione, la contro-verità falsaria, l’immondizia storiografica, la panzana magliara, non si accreditano nella ripetizione: ma nell’innominabilità. La guerra dei russi è colpa dell’Occidente e degli ucraini che lo preferiscono, dunque è colpa dell’Occidente e degli ucraini che lo preferiscono se i russi fanno un secondo Holodomor. Puoi dirlo, e hai diritto di non sentirti dire che l’hai detto, perché dirti che l’hai detto equivale a proscriverti.