I binari della guerraL’impegno Ue sulle infrastrutture ferroviarie è fondamentale per la difesa dell’Ucraina

La logistica dell’esercito russo è organizzata intorno al trasporto su rotaia: bisogna creare dei punti di rottura lungo i confini, anche quelli con la Bielorussia. Allo stesso tempo è necessario che le aziende ferroviare europee aiutino ad ammodernare le tratte interne

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Le autorità ucraine hanno recentemente lanciato un invito a presentare proposte per migliorare le capacità di difesa del Paese. Ecco a seguire una proposta che, a mio avviso, potrebbe contribuire a rafforzarle, sia nell’immediato che nel lungo periodo, e che potrebbe inoltre accelerare l’integrazione dell’Ucraina nell’area economica europea.

L’idea nasce dal fatto che la logistica dell’esercito della Federazione Russa è organizzata intorno al trasporto ferroviario, come avveniva per l’esercito sovietico. Per impedire all’esercito russo di utilizzare la rete ferroviaria ucraina per il trasporto di uomini, attrezzature e munizioni, la proposta mira logicamente a creare dei “punti di rottura” lungo i confini tra Ucraina e Russia e Bielorussia.

In altre parole, si tratterebbe di passare dall’attuale scartamento sovietico (1520 mm) a quello europeo (1435 mm) su tutti i segmenti (50-100 km) della rete ferroviaria ucraina che collegano questi confini ai vari centri regionali. In questo modo si creerebbe una rete ferroviaria regionale, che permetterebbe agli abitanti di queste regioni di confine di continuare a beneficiare del servizio, costringendo allo stesso tempo l’aggressore russo a utilizzarlo solo al prezzo di costose interruzioni di carico.

Il primo passo sarebbe quello di convertire le linee che collegano il confine bielorusso alle città ucraine di Kove, Rivne, Korosten e Chernihiv e quelle che collegano il confine russo a Konotop, Charkiv, ecc. Finché l’esercito ucraino non disporrà di risorse antiaeree e di contro-artiglieria sufficienti a garantire un’efficace protezione del personale che opera in queste zone di confine, i lavori di trasformazione degli ultimi chilometri, che sono ancora nel raggio d’azione dell’artiglieria russa (30 km), potrebbero limitarsi allo smantellamento dell’infrastruttura esistente.

In una seconda fase, altri tratti attualmente situati nelle zone occupate dall’esercito russo potrebbero, dopo la loro liberazione da parte delle forze armate ucraine, essere modificati: dal confine russo a Izium, Luhansk, Kraznyiluch, Makijvka, da Mariupol a Donetsk, da Berdiansk a Dnipro, da Simferopol a Melitopol, da Kerch a Kherson, ecc.

Un po’ controintuitivamente, un progetto del genere avvierebbe anche la tanto necessaria modernizzazione della rete ferroviaria ucraina, non iniziando dalle linee che collegano le principali città del Paese, ma da quelle che collegano le regioni periferiche a una serie di centri regionali. Secondo i dati forniti dal Ministero delle Infrastrutture nel 2021, il 90% del materiale rotabile doveva essere sostituito e 11.000 km (su 27.000) di binari necessitavano di riparazioni urgenti.

Il ministero dei Trasporti ucraino e la Società ferroviaria ucraina (Ukrzaliznytsia) potrebbero proporre alle aziende ferroviarie e alle società di gestione delle reti dei Paesi dell’Unione Europea di partecipare al progetto sulle varie tratte da ammodernare, in particolare fornendo attrezzature adattate allo scartamento europeo e nuovo materiale rotabile. Tale progetto potrebbe rientrare nel piano di ricostruzione, su cui le autorità ucraine e varie organizzazioni internazionali stanno già lavorando. Avrebbe il vantaggio di poter essere attuato senza aspettare la fine della guerra. Inoltre, trattandosi di un progetto di ricostruzione, potrebbe con ogni probabilità beneficiare della partecipazione al finanziamento da parte della Commissione europea.

Infine, in un momento in cui centinaia di migliaia di ucraini hanno perso il lavoro a causa della politica russa di distruzione massiccia delle infrastrutture pubbliche e delle imprese private, questo progetto potrebbe offrire nuove opportunità di lavoro a un numero significativo di ucraini.