La libertà dei bambini La due giorni a Venezia dedicata al disagio infantile insieme a eurodeputati e premi Nobel

Il 15 e il 16 luglio al Monastero di San Nicolò il Parlamento europeo e il Global Campus of Human Rights discutono a proposito di giustizia tra i minori. Tra gli obiettivi della Commissione figura la proibizione dei centri detentivi per migranti e degli orfanotrofi

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Il 15 e il 16 luglio il Parlamento europeo organizza una conferenza sui diritti umani insieme al il Global Campus of Human Rights, centro interdisciplinare per la promozione dei diritti umani e della democrazia, con sede a Venezia.

Si tratta del secondo appuntamento, dopo lo scorso anno, per discutere dello stato globale dei diritti umani, con attenzione particolare ai bambini e alla loro condizione nel mondo.

Come riportato dall‘Osservatorio dei diritti, circa sette milioni di bambini sono privati della loro libertà. Oltre a essere interdetti della possibilità fisica di andare a scuola e di istruirsi, molti sono rinchiusi fisicamente in centri di detenzione per migranti o nelle carceri. Altri in orfanotrofio. Questo influisce in negativo sulla stessa società, perché se gli adulti di domani sono stati in passato abusati e discriminati, a risentirne saranno tutti i comparti civili, politici e anche economici.

Nel 2014 è stato commissionato un primo studio dalle Nazioni Unite e nel 2019 il rapporto ha visto la pubblicazione, sotto il coordinamento di Manfred Nowak, segretario generale di Global Campus of Human Rights.

Esperti provenienti da tutto il mondo hanno condotto la ricerca sul campo, intervistando 274 bambini e dividendo poi sei aree tematiche principali di ingiustizia infantile: giustizia, detenzione presso i loro tutori primari, per motivi migratori, nelle istituzioni, nel contesto di conflitti armati o per motivi di sicurezza nazionale.

In questa occasione, eurodeputati e commissari europei, premi Nobel per la pace e rappresentanti di organizzazioni internazionali si riuniranno al Monastero di San Nicolò al Lido di Venezia.

Tra questi, la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola, la presidente del Global Campus of Human Rights Veronica Gomez, il direttore esecutivo della Right Livelihood Foundation Ole von Uexküll, la commissaria europea per i partenariati internazionali Jutta Urpilainen, il presidente della commissione Affari esteri del Parlamento europeo David McAllister, la presidente della sottocommissione per i diritti umani Maria Arena, il vincitore del premio Sacharov e del premio Nobel per la pace Denis Mukwege e diversi membri del Parlamento europeo.

I tre panel su cui si concentrerà il confronto sono intitolati “Bambini dietro le sbarre”, “Bambini vittime di conflitti armati e violenza” e “I giovani come motori del cambiamento”.

È un bene che in un momento come questo sia data finalmente importanza e seria progettualità alle nuove generazioni. Purtroppo, anche se è difficile ammetterlo, anche questa è una emergenza: a parte i contesti di vero e proprio degrado psichico e fisico, la sensazione di precarietà e di totale insignificanza che i giovani vivono a tutte le latitudini geografiche, ha effetti gravissimi sulla percezione del futuro di tutti.

 

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