Reporter de gueraIl pacifista militante è in ferie, ma tornerà presto a giustificare la carneficina di Putin

Si è temporaneamente fermato il tentativo di giustificare le nefandezze del Cremlino. Ma davanti alle nuove turpitudini che l’esercito russo perpetrerà, vista la piega terrorista della resistenza, il solito filoputiniano allargherà le braccia spiegando che questo è quel che succede quando ci si sottrae al dovere morale della resa

LaPresse

Evidentemente il pacifista comunista sindacalista collaborazionista è in ferie. Era quello che indagava sulla verosimile messinscena di Bucha, perché al reporter de guera non gliela racconti, perché ne ha viste tante e fino a prova contraria quei cadaveri potevano anche essere manichini, o ucraini desiderosi di essere denazificati e perciò uccisi dai nazisti ucraini, e poi perché mancavano i bossoli, perché le foto satellitari vai a sapere che non fossero confezionate in Photoshop, perché è vero che i russi avrebbero potuto fare quel massacro, ma è vero anche che gli ucraini sarebbero stati capaci di inventarselo.

Quindi pari e patta. Vero sì, vero no, amen, c’è la pubblicità e poi si passa alle stuprate, che però chissà, andiamoci cauti che c’è tanta propaganda, e pure sui deportati c’è da discutere perché a ben guardare, e se la si smette una buona volta di dar credito alle veline di Kiev, potrebbero benissimo risultare gente stufa marcia di essere governata da drogati e omosessuali. 

Per non parlare dei covi nazisti camuffati da ospedali, delle donne incinte e dei bambini usati come scudi umani dagli sgherri del presidente con villa in Versilia, dell’acciaieria dove tramavano gli 007 di Boris Johnson e poi tutta quella tv del dolore che intervista la madre del bambino fatto a pezzi o indugia sul ciclista abbattuto dal cecchino, che come insegnava il grecista apulo-staliniano erano tutt’al più dei “passanti”, vittime semmai della guerra di Biden e dei suoi sudditi di Bruxelles.

Ebbene, deve essere appunto l’interludio vacanziero a inibire analoga solerzia investigativa se una bomba fa esplodere un’attivista russa e in quattro e quattr’otto è pronto il profilo ucraino dell’attentatrice. Ma tornerà in servizio, il pacifista comunista sindacalista collaborazionista: e davanti alle nuove turpitudini che l’operazione speciale perpetrerà dopotutto comprensibilmente, vista la piega terrorista della resistenza, allargherà le braccia spiegando che questo è quel che succede quando ci si sottrae al dovere morale della resa.

Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

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