Avvertimento a Meloni & Co.Dombrovskis dice che se si ridiscute il Pnrr c’è il rischio di perdere i soldi

Il vicepresidente della Commissione Ue spiega che «iniziare a ridiscutere tutto può far rallentare l’attuazione dei piani». E anche su eventuali altri scostamenti di bilancio è cauto: «Non è possibile fornire un sostegno su vasta scala come è stato fatto in risposta alla crisi del Covid perché gli Stati sono usciti dalla pandemia con livelli di debito molto più alti». Inoltre è importante che le misure anti-rincari non siano in contraddizione con l’obiettivo della Bce di ridurre l’inflazione: «Bisogna trovare un equilibrio prudente»

(AP Photo/Francois Mori)

Il vicepresidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis raffredda le aspettative di chi sogna, dopo il 25 settembre, d entrare a Palazzo Chigi e riscrivere il Piano nazionale di ripresa e resilienza. A chi, come Giorgia Meloni, ha annunciato che a Bruxelles «la pacchia è finita», risponde che apportare piccoli aggiustamenti al Piano nazionale di ripresa e resilienza è possibile se ci sono «circostanze oggettive», ma pensare di poterlo ridiscutere è pericoloso: c’è il rischio di perdere tempo e di conseguenza i fondi perché «le tempistiche di attuazione sono molto strette».

In un’intervista alla Stampa, Dombrovskis avverte che i margini per un intervento in questo senso sono estremamente limitati e che anche le tentazioni di uno scostamento di bilancio per rispondere al caro-energia andrebbero tenute a bada perché è necessario mantenere «un prudente equilibrio».

Il vicepresidente spiega che «al momento ci aspettiamo che gli Stati membri si facciano avanti con una revisione dei loro piani nazionali di ripresa e resilienza in due diversi contesti. Il primo è basato sul fatto che ci sarà una riallocazione dell’ultima tranche di sussidi: di conseguenza, specialmente i Paesi che avranno fondi aggiuntivi, dovranno aggiustare i rispettivi piani con ulteriori investimenti e riforme per ricevere le risorse addizionali. Il secondo è invece nel contesto del programma RepowerEu al fine di preparare i capitoli dedicati».

Sui maggiori costi dovuti all’inflazione, prosegue, «nelle ultime linee-guida abbiamo esplicitamente incluso l’inflazione tra le circostanze oggettive che possono ostacolare il raggiungimento dei traguardi o degli obiettivi. In ogni caso, però, vogliamo che la revisione non porti a un abbassamento del livello di ambizione dei piani e non torni indietro rispetto ai traguardi e agli obiettivi concordati».

Ma non è possibile una revisione dei piani per motivi «politici», come potrebbe accadere con il cambio di governo: «Il regolamento è chiaro su quelle che sono le basi per una revisione dei piani. E vale la pena far notare che le tempistiche di attuazione sono piuttosto strette. Quindi, anche da quel punto di vista, iniziare a ridiscutere tutto può far rallentare l’attuazione dei piani, con il conseguente rischio di non riuscire a utilizzare tutti i fondi». E ribadisce: «Noi pensiamo che sia importante che ora gli Stati si concentrino sull’attuazione dei piani. Quei fondi erano stati concepiti per spingere la ripresa economica post Covid e ora stiamo affrontando un altro rallentamento dovuto all’aggressione russa contro l’Ucraina, quindi è importante che gli Stati membri utilizzino effettivamente quei fondi per sostenere l’economia e per agevolare le riforme e gli investimenti».

Altra questione poi sono i conti pubblici in bilico, soprattutto per Paesi come l’Italia. In questa fase c’è la necessità di intervenire con sostegni pubblici a favore delle famiglie e delle imprese per combattere il caro-energia, ma «bisogna trovare un equilibrio prudente», precisa Dombrovskis. «Da un lato la clausola di salvaguardia del Patto di Stabilità continuerà ad applicarsi anche nel 2023 e dunque, sotto questo punto di vista, non esistono obiettivi quantitativi di deficit da rispettare. Ma dall’altro lato stiamo già assistendo a un’inflazione record e l’irrigidimento della politica monetaria della Bce sta già portando a cambiamenti sui mercati e sul costo di finanziamento del debito sovrano. Si tratta di un aspetto che gli Stati membri devono prendere in considerazione. Per questo è importante che le misure di sostegno siano ben mirate e temporanee. Oggi non è possibile fornire un sostegno su vasta scala come è stato fatto in risposta alla crisi del Covid perché gli Stati sono usciti dalla pandemia con livelli di debito molto più alti. Inoltre è importante che tali misure di sostegno non siano in contraddizione con quello che è l’obiettivo della Bce, vale a dire la riduzione dell’inflazione. Bisogna trovare il giusto equilibrio».