Fuori luogoPerché l’intervento di von der Leyen nella campagna elettorale italiana è stato un errore

La presidente della Commissione Ue avrebbe potuto risparmiarsi le dichiarazioni da Princeton sulle elezioni del 25 settembre. Perché, tra le altre cose, ci sono delle procedure europee nel caso in cui uno Stato o un governo minacci di violare i valori fondamentali dell’Unione

LaPresse

La Commissione europea non è mai intervenuta in una campagna elettorale nazionale, così come ha evitato per anni di intervenire nelle elezioni europee e nella campagna referendaria che ha aperto la via alla Brexit.

Nel caso delle elezioni europee e della Brexit noi riteniamo che il silenzio della Commissione europea sia stato un grave errore perché sarebbe stato suo diritto e suo dovere intervenire spiegando concretamente il valore aggiunto dell’integrazione europea

Nel caso delle elezioni italiane noi riteniamo che la dichiarazione di Princeton di Ursula von der Leyen sia stato un errore:

– perché ci sono delle procedure europee nel caso in cui uno Stato o, meglio, un governo minacci di violare i valori fondamentali dell’Unione europea;

– perché sono state stabilite di comune accordo delle condizioni per la concessione di prestiti e sovvenzioni legate al rispetto dello Stato di diritto giudicate dalla Corte di Giustizia conformi ai Trattati;

– perché – contrariamente alle sgangherate affermazioni di Salvini – i soldi del Next Generation Eu non sono degli italiani ma fanno parte di un debito pubblico europeo;

– perché il Trattato contiene due principi costituzionalmente vincolanti sulla solidarietà e sulla cooperazione leale.

Meloni, Salvini, Berlusconi e Lupi sono perfettamente coscienti di questi vincoli e non era necessario a nostro avviso ricordarli alla vigilia del voto del 25 settembre, sapendo che molti italiani sono convinti del valore aggiunto dell’integrazione europea a sostegno degli interessi del nostro Paese.

A quarantotto ore dal voto in Italia, Ursula von der Leyen avrebbe dovuto tacere. Quello che noi ci aspettiamo invece dalla Commissione, e che è stato fermamente richiesto dal Parlamento europeo a larga maggioranza, è che essa si batta concretamente perché i sistemi di garanzia dello Stato di diritto vengano resi davvero efficaci come avviene in un sistema federale e che non siano sottoposti al ricatto di un sistema confederale.

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