Pacifisti suonatiLa storia del più grande artista d’Ucraina che non può esibirsi a Milano

Il concerto degli “Zhadan and the dogs”, guidati dal principale scrittore ucraino Serhiy Zhadan, è saltato. Il locale di Paderno Dugnano ha cancellato la data perché, dicono, verrebbero raccolti fondi per l’esercito di Kyjiv e la guerra. «Alcuni europei continuano a giocare al pacifismo e ai doppi standard», è stato il commento

(Da Twitter)

Il concerto era previsto per il 2 settembre allo Slaughter Club di Paderno Dugnano, a nord di Milano. Ma l’esibizione della band punk rock ucraina “Zhadan and the dogs”, con base a Kharkiv, è saltata. Il motivo della cancellazione, secondo le comunicazioni del locale del 21 agosto, è che con quella serata si sarebbero raccolti fondi per l’esercito ucraino. Quindi niente live. Tutto in nome della pace.

A riferirlo è il frontman della band, Serhiy Zhadan, il principale scrittore ucraino contemporaneo, poeta, musicista, vincitore di vari premi internazionali, tradotto anche in Italia e candidato al Nobel. Zhadan ha, appunto, anche una band di punk rock molto famosa in Ucraina con cui gira l’Europa per raccogliere fondi per l’esercito di Kyjiv. «Mi spiace ma nel nostro Paese è illegale fare un concerto per raccogliere soldi per una guerra», hanno risposto dall’account Instagram del locale milanese. E quando Zhadan gli ha fatto notare che si trattava di un tour di beneficenza e che con i soldi raccolti non avrebbero comprato armi ma solo auto, dal locale di Paderno non hanno fatto passi indietro. «Non avete scritto questo su Facebook. Non possiamo rischiare. Lo Slaughter Club è una struttura apolitica che promuove la musica e la cultura e non si schiera né a favore né contro nessuno», è stata la replica. «È estraneo al vostro conflitto e intende restarne tale».

Il 31 agosto Zhadan ha pubblicato un post su Facebook per spiegare ai fan che il concerto era stato annullato. «Alcuni europei», ha scritto, «continuano a giocare al pacifismo e ai doppi standard e credono sinceramente che, mentre proteggono le loro vite e il loro paese, gli ucraini stiano violando alcune delle loro idee di pace e armonia. E che quelli che cercano di sostenere i loro connazionali nella lotta contro stupratori e saccheggiatori siano fascisti ed estremisti. Sinceramente vergognoso e disgustato. Mentre gli ucraini mantengono il quadro di un’Europa libera, gli europei si mostrano pigri, cercando di non entrare in politica. Sembra che il Novecento non abbia insegnato a tutti la responsabilità».

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