Cleptocrazia criminalePutin sta perdendo la guerra all’Ucraina perché la Russia è un paese corrotto

Razioni alimentari scadute, kit medici risalenti all’epoca sovietica, furto sistematico di alimenti e mancanza di equipaggiamenti sono le falle sempre più evidenti nelle forze armate del Cremlino. E il frutto dei saccheggi spediti a casa dai soldati al fronte viene rubato dagli impiegati delle poste

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Perché la Russia si è impantanata in Ucraina? Vari studi e rapporti segnalano l’impatto delle sanzioni nel rendere l’apparato militare russo meno efficace, la determinazione degli ucraini a resistere ha stupito il mondo, i Servizi russi sembrano aver fatto errori in quantità nel rappresentare un quadro che ha indotto Putin ad attaccare nella certezza di vincere in tre giorni, o comunque con la stessa facilità con cui si era preso la Crimea. Ma un duro se pur breve rapporto dell’Intelligence britannica identifica anche un altro grave problema come origine dei fallimenti di Putin in Ucraina: la corruzione endemica.

Le osservazioni sono in uno di quei Tweet mattutini di «Intelligence Update» del ministero della Difesa di Londra che sono in breve diventati una delle fonti più seguite per comprendere come sta andando questa guerra. Tra di esse c’è quella secondo cui i riservisti russi richiamati abbiano dovuto acquistarsi i giubbotti antiproiettile a proprie spese, facendone schizzare i prezzi alle stelle. «È probabile che molti riservisti debbano acquistare la propria armatura, in particolare il moderno giubbotto 6B45, che dovrebbe essere distribuito in generale alle unità da combattimento come parte del programma di equipaggiamento personale Ratnik».

Il ministero ha affermato che il giubbotto è stato venduto sui siti di shopping online russi per 40.000 rubli, pari a 640 dollari: più del triplo, rispetto ai 12.000 rubli di aprile. Nel 2020, le autorità russe avevano annunciato che 300.000 set di armature Ratnik erano stati forniti alle sue forze armate, «abbastanza per equipaggiare le forze attualmente dispiegate in Ucraina». Ma, evidentemente, così non è stato. 

L’Update ha anche osservato che «la corruzione endemica e la scarsa logistica» continuano a essere una delle cause delle «scarse prestazioni» della Russia in Ucraina. Per cui la quantità media di equipaggiamento personale che la Russia sta fornendo ai suoi riservisti mobilitati sarebbe «quasi certamente inferiore alla già scarsa scorta delle truppe precedentemente schierate».

In effetti, si tratta di dati che avrebbero potuto essere osservati da tempo, ma che analisti anche autorevoli avevano ignorato, come ipnotizzati dalla immagine di potenza e spietata efficacia che il Cremlino aveva dato con l’operazione degli «omini verdi» in Crimea, e prima ancora  con la guerra in Georgia e con l’intervento in Siria. Senza considerare che appunto in Crimea l’esercito ucraino era stato scientemente indebolito dal regime di Yanukovich, la Georgia è un Paese piccolo, in Siria la Russia ha sostanzialmente fornito appoggio aereo e di artiglieria a una massa di fanteria sacrificabile-carne di cannone costituita essenzialmente da volontari sciiti iraniani e libanesi. 

Dopo l’attacco all’Ucraina, l’handicap cleptocratico dell’apparato militare putiniano è stato invece evidenziato da una quantità di cose: l’uso di razioni alimentari scadute, la fornitura di kit medici risalenti all’epoca sovietica, il rilascio di armi risalenti alla guerra in Afghanistan, forniture logistiche inadeguate per le truppe sul campo, soprattutto il furto sistematico di alimenti ed equipaggiamenti. È parte di questo tipo di cultura sia il fatto che i soldati russi in Ucraina si sono messi a saccheggiare a tutto spiano, per spedire a casa ogni tipo di cosa che potesse sembrare di valore; sia l’altro fatto che però i due terzi di quanto spedito è stati poi rubato dagli impiegati delle poste. 

Anche i fondi che Putin aveva dato all’Fsb per «ungere» in Ucraina sono stati in realtà quasi tutti intascati dai pezzi grossi dei Servizi e dai loro interlocutori, salvo però continuare a spiegare al presidente russo che anche grazie a quei fondi i suoi soldati sarebbero starti accolti come liberatori.      

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