Il bicchiere e il portafoglioI rossi di 10 grandi terroir a meno di 20 euro

Regalare o regalarsi una bottiglia di classe senza spendere una fortuna si può. Le regioni vinicole più blasonate spesso offrono (anche) prodotti che non costano una cifra esagerata ma che sicuramente sapranno conquistare chi li acquista e li assaggia

Foto Medhat Ayad - Pexels

Valpolicella, Langhe, Chianti, ma anche Medoc, Rioja, Napa Valley: ci sono nomi che nella geografia del vino sono scritti in rosso. Perché è da queste terre che vengono i rossi più apprezzati e più quotati.

Bottiglie che fanno commuovere gli intenditori ma sanno parlare anche a chi non è un patito di degustazioni, bottiglie che in tavola rendono speciale un pranzo o una cena e che, se regalate, non lasciano indifferente chi le riceve.

Certo, ma chissà quanto costano: dopo aver contemplato il valore intrinseco di questi vini, rivolgiamo il pensiero al portafogli, e al valore (quello economico) dell’acquisto da fare. Non siamo pronti per un salasso, non oggi almeno. Ma non è detto che sia necessario sborsare una cifra folle o che si debba rinunciare a un vino di charme.

Ecco che abbiamo pensato a una selezione di vini sicuramente eccellenti, provenienti dai terroirs più rinomati, che sanno raccontare la loro terra di origine e farsi amare nel bicchiere, ma che, con un prezzo inferiore a 20 euro, sono accessibili dal punto di vista delle tasche.

Montalcino, Chianti &co.
La Toscana è terra di grandi rossi, sicuramente tra i più noti e ricercati. Ma è anche terra di rossi che raccontano storie e paesi, capaci di parlare a tutti i palati e di declinarsi su tutte le fasce di prezzo possibili.

Si può puntare dritti sul cuore del Chianti e scegliere il Castello di Querceto Chianti Classico Riserva, oppure lasciarsi conquistare da un Morellino di Scansano Docg con una bottiglia di Rinaldone dell’Osa, un rosso intenso, che ha tutto il profumo e la forza della Maremma.

Ancora, ci possiamo spostare verso Montalcino, località simbolo del bere alla toscana, ricordandoci che non esiste solo il celebrato Brunello. Un Rosso di Montalcino certamente non scontenterà chi lo assaggia, ma consentirà di contenere la spesa. Il Rosso di Montalcino Doc Tenute Silvio Nardi affascina con il suo colore rubino e la vena speziata che accompagna il profumo di frutti rossi sprigionato dal calice: morbido e pieno, sa raccontare le colline toscane a tuttotondo.

Il Piemonte
La terra del Barolo non può mancare in una rassegna di grandi territori. Ma anche in Piemonte si può bere bene spendendo il giusto. Scegliendo, ad esempio, una bottiglia di Bricdelbaio di Ca’ del Baio, Nebbiolo importante, maturato in grandi botti in rovere di Slavonia per almeno dodici mesi, ottenuto da vigneti coltivati nei Cru di Barbaresco e Treiso.

Una proposta di grande suggestione è il Policalpo Monferrato Doc di Cascina Castlet: un nome arcaico, elitario, colto come il gusto che incontra ed è il nome del vigneto dal quale si raccolgono le uve Barbera e Cabernet destinate a produrre questo vino.

Profuma di Langhe il Dolcetto Dogliani Poderi Luigi Einaudi, mentre una proposta piemontesissima è il Verduno Pelaverga Doc Diego Morra, con le sue inconfondibili note di spezie e di pepe.

Valpolicella
“Sicuramente qui andiamo fuori budget”. E invece no. Possiamo stare sul filo dei 20 euro con Valpolicella Classico Le Miniere di Novare di Bertani, dalle eleganti note di pepe bianco e dal gusto sapido e leggiadro.

Oppure si può optare per un ripasso, come Regolo Valpolicella Ripasso Classico Doc Superiore di Sartori di Verona.

La caratteristica di questo prodotto è il successivo “ripasso” del vino sulle vinacce dell’Amarone nel mese di febbraio. Durante questa seconda fermentazione si favorisce sia l’estrazione dei tannini – che assicurano a questo vino la longevità che lo caratterizza – sia l’estrazione degli aromi che ricordano quelli dell’Amarone.

Montefalco
Se l’Umbria è il cuore verde d’Italia, Montefalco, quando si parla di vino, è il cuore dell’Umbria. Il Montefalco Rosso Doc di Arnaldo Caprai è prodotto con Sangiovese, Sagrantino e Merlot, profuma di fiori di campo e di frutti rossi, ed è compagno ideale di un tagliere di formaggi e salumi, ma anche di un saporito arrosto di carne.

Dalla Puglia
Quando si parla di Puglia non si può non pensare al Primitivo di Manduria. Da sempre considerato tra i rossi pugliesi più importanti e richiesti sia in Italia che all’estero, il Primitivo di Manduria si presenta come una straordinaria selezione di uve vendemmiate precocemente (da cui il nome Primitivo) e raccolte a mano in cassette. Un prezzo decisamente contenuto ma una qualità decisamente elevata sono la cifra di San Gaetano Primitivo di Manduria Cantine Due Palme. Da provare anche il rosso Susumaniello Varvaglione con la sua grande intensità e persistenza gustativa.

Il sole della Sicilia
Il profumo del Mediterraneo, il respiro di una storia millenaria che da sempre è legata alla cultura del vino.
Questo è un rosso siciliano. Come Rina Russa Frappato Terre Siciliane Igp di Santa Tresa: un vino bio che nasce dalle uve di antichi cloni selezionati di questo autoctono siciliano. “Rina Russa” in dialetto siciliano significa “sabbia rossa”, un omaggio alle tonalità dei suoli delle campagne di Vittoria.

O come Il Nerello Mascalese di Azienda Agricola Cortese che nasce da uve 100% Nerello Mascalese, uno degli autoctoni siciliani più apprezzati nel mondo, perfetto come aperitivo e con i piatti di pesce del Ragusano.

 

E quello della Sardegna
Classico il Cannonau, la scelta perfetta per chi vuole ricordare i colori dell’isola. Costera di Argiolas, intenso e deciso, accompagna perfettamente specialità come maialetto ed agnello arrosto o il pecorino sardo.

Vive la France
Ah, i vini francesi! Sarà una banalità, una tendenza tutta italiana all’esterofilia, ma tutto quello che ha un nome che inizia con “chateau” ci sembra più buono e più bello. Insomma, anche nel bicchiere l’erba del vicino è sempre più verde. Certamente i francesi hanno fatto e fanno grandi cose in campo di vini. E certamente si possono trovare bottiglie eccezionali a un prezzo ragionevole.
Basta provare Château Troupian Haut-Médoc, che nasce da uve 69% Merlot, 23% Cabernet Sauvignon, 8% Cabernet Franc in una delle zone vinicole più famose al mondo: l’Haut-Médoc gode di un’antica reputazione, forse meglio consolidata di quella del Médoc vero e proprio. Oppure il Côtes Du Rhône Clos De La Grande Grange, ideale con tutte le carni rosse, alla griglia o in salsa, oppure carni saporite come agnello arrosto, costata di manzo, carne di manzo, petto d’anatra o selvaggina. Una scelta francesissima? Il Beaujeaulais Villages.

Rioja
Vino in spagnolo si dice Rioja. È il territorio più famoso, da cui provengono le bottiglie più apprezzate. Per raccontare gli spazi che sembrano infiniti e la luce splendente della valle dell’Ebro basta una bottiglia di Marques de Caceres Crianza, prodotto principalmente da uve Tempranillo, con quantità di Garnacha e Graciano. Il suo colore è rosso e profondo, il suo profumo è ricco di con belle note di legno tostato e spezie, abbinate a frutta rossa candita a base di liquirizia, il gusto è lungo, ricco e setoso.

Napa Valley
Un classico, ma fuori dagli schemi quanto basta. La posizione, il microclima, quasi mediterraneo, le caratteristiche uniche dei terreni hanno fatto della Napa Valley una delle più grandi regioni vitivinicole del mondo. E per provare una bottiglia proveniente da questo paradiso vinicolo d’oltreoceano non servono cifre spaventose. Zinfandel Diamond Collection di Francis Ford Coppola, a filo sotto la soglia dei 20 euro, sorprende con profumi e aromi di frutta che ricordano il mirtillo e la ciliegia. Non basta? Beringer Rosso costa ancora meno, ma sicuramente non deluderà chi lo assaggia.

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