Barbari sognantiI ribelli leghisti che sostengono Moratti in Lombardia (anche per fare un dispetto a Salvini)

Amministratori, esponenti di liste civiche e quattro consiglieri regionali cercano di entrare nelle liste della candidata del Terzo Polo per riportare le istanze autonomiste al centro della politica lombarda. E non solo

LaPresse

C’è fermento intorno alla lista di Letizia Moratti, Lombardia Migliore, che presenterà il suo progetto politico per le elezioni regionali domenica prossima al Palazzo Stelline con il presidente del gruppo consiliare Polo Civico-Lombardia Migliore al Pirellone, Manfredi Palmeri. E c’è tanto fermento anche nella galassia autonomista tradita dalla Lega che non è stata capace di difendere vexata quaestio settentrionale. Fuoriusciti o emarginati dalla Lega Salvini premier; amministratori, esponenti di liste civiche e persino quattro consiglieri regionali del Comitato Nord voluto da Umberto Bossi che è nato all’interno della Lega del Capitan Salvini.

In questi giorni sono in tanti, forse persino troppi, quelli che sperano di entrare nella lista della ex vicepresidente della Regione Lombardia con un doppio obiettivo: mettersi di traverso all’eventuale vittoria di Attilio Fontana per dare uno schiaffo a Matteo Salvini e – per quanto riguarda i consiglieri regionali – sperare di essere rieletti (anche entrando in Azione di Carlo Calenda). 

Alle riunioni che si stanno tenendo per interloquire con Lady M, sono diversi i soggetti politici che hanno deciso di sostenere la sua corsa per la guida della Regione. Gianni Fava, che ha sfidato Salvini all’ultimo congresso federale, ha applaudito la Moratti dopo che ha dichiarato a Radio Lombardia: «Il raggiungimento dell’autonomia è un percorso importante perché è un dato di fatto che la Lombardia è una Regione Stato con oltre 10 milioni di abitanti e un territorio vasto e differenziato con grandi città, aree metropolitane, ma anche montagne, valli e zone collinari». Il 31 ottobre Fava ha fondato il Mal, Movimento Autonomista Lombardo, per entrare in campo alle regionali dopo l’assemblea del 15 ottobre scorso a Biassono con tutti i dissidenti fuoriusciti dalla Lega. 

Davide Boni, ex presidente del consiglio regionale lombardo, oggi coordinatore lombardo di Grande Nord, il movimento fondato dall’imprenditore Roberto Bernardelli, afferma: «Sono tanti gli autonomisti traditi dalla Lega di Salvini che vedono nel progetto della Moratti una grande occasione per riportare le istanze autonomiste al centro della politica lombarda». Molti anche gli amministratori locali, come l’ex segretario della Lega di Sondrio, Christian Borromini, che ha portato l’associazione Lombardia Migliore in Valtellina dopo un incontro con Letizia Moratti. 

E anche civici, come Massimo Tizzoni, che è stato capogruppo della lista Maroni presidente al Pirellone, che ha partecipato alle riunioni con la ex vicepresidente della Regione, Letizia Moratti. E oggi ha un motivo in più per portare avanti la battaglia autonomista. «In memoria di quello che ho sempre chiamato il mio pres», ammette con profonda amarezza dopo che ieri Bobo Maroni ha perso la sua ultima battaglia, quella più difficile, contro il cancro.  

L’ex chierichetto con il talento da organista che quando il Senatur, l’11 marzo del 2004 crollò a terra per un ictus, venne tenuto alla larga dal Capo perché il cerchio magico guardava con sospetto l’eterno frondista poi diventato due volte ministro e governatore della Lombardia. Quello che veleggiava ogni volta che poteva, mandava messaggi criptici ai conoscenti, saluti in latino agli amici e ai leghisti celoduristi non è mai stato troppo simpatico perché lo consideravano un eterno frondista e un po’ troppo di sinistra anche se poi ha sempre adottato un approccio doroteo. 

I funerali del capo dei barbari sognanti saranno venerdì prossimo: un’occasione per i leghisti della prima ora, fuoriusciti o meno – dopo i discorsi e le lacrime – di contarsi di nuovo prima di lanciarsi nella nuova avventura politica e sostenere la Moratti nel nome della sacra autonomia e ancora una volta contro Roma ladrona e padrona.  Fra i tanti autonomisti che ora guardano alla coalizione guidata dalla Moratti, ci sono anche i sostenitori dell’ex ministro della Giustizia, Roberto Castelli, che ha fondato l’associazione Autonomia e Libertà. Lui tergiversa, prende tempo, ma all’interno della sua associazione in tanti premono per fare un accordo con Letizia Moratti.

«Lombardia Migliore non è solo una chance per noi autonomisti, è l’ultima spiaggia», dice con ironia un dirigente leghista a Linkiesta, uno fra i primi a farsi avanti per sostenere la campagna elettorale di lady M. Con la speranza di far perdere la partita al governatore Attilio Fontana e vendicarsi di tutti i torti subiti da Matteo Salvini.

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