A sangue freddoI russi hanno lanciato oltre ottanta missili sulle città ucraine

Il Cremlino ha colpito undici regioni del Paese, danneggiando le infrastrutture di Leopoli, Kharkiv, Vinnitsa, Zhytomyr e Kovel. Sette milioni di case sono rimaste senza elettricità. Colpito anche il villaggio di Przewodów in Polonia, dove sono morte due persone

LaPresse

Una serie di attacchi missilistici dalla Russia ha colpito le principali città e regioni dell’Ucraina, proprio mentre i leader del G20 si incontravano nel summit di Bali. Sono stati registrati bombardamenti a Kyjiv e nella regione della capitale, a Kharkiv, a Poltava, Dnipro, Zhytomyr, Leopoli e Odessa. Sette milioni di case in Ucraina sono rimaste senza elettricità. Secondo il sindaco di Kyjiv, Vitali Klitschko, nella capitale sono stati colpiti tre edifici residenziali nel distretto di Pechersk, un’area appena a nord della sede governativa.

I missili russi hanno colpito anche il villaggio di Przewodów in Polonia. Secondo Radio Zet due persone sarebbero morte. Il presidente del Consiglio polacco Mateusz Morawiecki ha convocato d’urgenza comitato per la Sicurezza Nazionale.

Secondo il rappresentante delle forze aeree ucraine, Yurii Ignat, la Russia ha lanciato «circa cento missili su tutto il territorio» del Paese. L’amministrazione militare rende noto che almeno una persona è morta nei bombardamenti. Il presidente ucraino Zelensky ha annunciato altri possibili attacchi e ha invitato la popolazione di ripararsi nei rifugi antiaerei: «So che gli attacchi hanno tolto l’energia in molti posti. Stiamo lavorando, ripareremo tutto, sopravviveremo».

Il capo dell’ufficio del Presidente ucraino, Andry Yermak, ha affermato che gli attacchi sono una risposta al discorso del presidente Volodymyr Zelensky al G20. Questa mattina il leader ucraino ha chiesto ai capi di Stato di supportare il paese a terminare la guerra alle proprie condizioni, con il ritiro totale delle truppe russe dalle aree occupate, compresa la Crimea.

Il bombardamento del Cremlino potrebbe essere una risposta al discorso del presidente ucraino Zelensky al G20 di Bali in cui ha definito il summit “G19”, non includendo quindi la Russia.

Il portavoce del Cremilino Dmitry Peskov ha detto che la dichiarazione di Zelensky secondo cui non ci sarebbe nessun accordo “Minsk 3” conferma che Kyjiv non è interessata a i colloqui di pace, mentre il ministro degli esteri russo Lavrov ha affermato a Bali che «tutti i problemi sono dalla parte ucraina, che rifiuta categoricamente ogni negoziato e propone condizioni che sono ovviamente irrealistiche e inadeguate alla situazione». Lavrov ha incontrato la risposta del consigliere di Zelensky, Mykhailo Podolyak, che ha replicato dando la colpa per la continuazione della guerra alla «manipolazione pubblica e alla riluttanza a smettere di uccidere» del ministro russo.

La Casa Bianca ha dichiarato che gli Stati Uniti «condannano fortemente» l’ondata missilistica sull’Ucraina, in un comunicato che afferma come gli attacchi odierni «serviranno solamente ad ampliare le preoccupazioni nel G20 rispetto all’impatto destabilizzante della guerra di Putin». Gli Stati Uniti e i loro alleati «continueranno a fornire all’Ucraina ciò che le serve per difendersi, inclusi i sistemi di difesa aerea. Sosterremo l’Ucraina per quanto sarà necessario» ha detto Il consigliere per la sicurezza nazionale Jake Sullivan.

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