Motore dell’economiaIntesa Sanpaolo ha ridotto quasi a zero la sua esposizione verso la Russia

Nei primi nove mesi dell’anno la banca registra un utile di 4,4 miliardi di euro, escludendo le riduzioni per gli accantonamenti relativi ai Paesi in conflitto. Trenta miliardi a favore di imprese e famiglie

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La grave crisi internazionale causata dal conflitto scatenato dalla Russia in Ucraina, con il notevole incremento dell’inflazione hanno trovato un’economia italiana solida e in grado di reagire. A fronte di qualche rallentamento nel prossimo anno, la prospettiva che vediamo per l’anno successivo è di un chiaro ritorno della crescita. Tutto ciò grazie a un apparato produttivo duttile e dinamico, con imprese competitive sui mercati internazionali che ci collocano ai vertici globali in termini di saldo commerciale. Allo stesso tempo siamo consapevoli di come la crisi energetica e l’aumento del costo della vita stiano causando un notevole peggioramento delle condizioni di vita di molte famiglie, in un contesto sociale già difficile.

Merito soprattutto di chi ha saputo rimodulare i propri impegni in risposta alle particolarità dello scenario internazionale. È il caso di Intesa Sanpaolo, che ha ormai può essere considerata una banca a esposizione zero verso la Russia.

«Nel commentare i risultati al 30 settembre – ha dichiarato in una nota Carlo Messina, Consigliere delegato e Ceo di Intesa Sanpaolo – sottolineo come, nel solo terzo trimestre, abbiamo ridotto di circa il sessantacinque per cento la nostra esposizione verso la Russia, pari ora allo 0,3 per cento degli impieghi alla clientela del Gruppo».

Nelle prossime settimane e nei prossimi mesi lavorerà per ridurre la limitata esposizione residua. Che è anche un modo per schierarsi, prendere una posizione, parlare a tutta la platea di clienti e stakeholder.

«Quando si prospetta una complessità, la affrontiamo immediatamente con soluzioni efficaci. È stato così nella gestione degli NPLs e successivamente con la crisi da pandemia. Ora abbiamo affrontato l’esposizione verso la Russia. È il nostro approccio manageriale, finalizzato a ottenere una redditività elevata e sostenibile nel medio e lungo termine», ha detto Messina.

Intesa ha annunciato lo stanziamento di 30 miliardi di euro a favore di imprese e famiglie, dando la possibilità di sospendere o rimodulare mutui e prestiti, concedendo erogazioni a tassi agevolati e permettendo rateizzazioni a tasso zero.

Risorse messe a disposizione del Paese anche grazie a una solidità, una redditività e una professionalità che alla Banca sono riconosciute da tempo.

Nei primi nove mesi dell’anno, Intesa ha un utile netto di 4,4 miliardi di euro, escludendo gli accantonamenti relativi all’esposizione verso la Russia e l’Ucraina: il miglior risultato dal 2008. Escludendo questi accantonamenti, i conti sono pienamente in linea con l’obiettivo previsto dal Piano d’impresa di un utile netto di oltre 5 miliardi nel 2022.

Dei 2,3 miliardi di euro di dividendi già maturati a valere sull’utile netto dei primi nove mesi del 2022, il prossimo 23 novembre saranno distribuiti 1,4 miliardi come acconto dividendi.

Gli interessi netti nei nove mesi crescono in maniera significativa, con un +8,2 per cento; il terzo trimestre mostra una forte accelerazione nonostante un minor contributo da TLTRO: la crescita rispetto al secondo trimestre 2022 è pari al 14,2 per cento. I proventi da commissioni mostrano resilienza, in un contesto di mercato sfavorevole; i profitti assicurativi hanno raggiunto livelli record. Mentre Intesa continua a investire sulle leve della crescita, in particolare in tecnologia, i costi diminuiscono ulteriormente del 1,8 per cento rispetto ai primi nove mesi dello scorso anno e il livello di cost/income raggiunto al 30 settembre – pari al 49,4 per cento – colloca il gruppo a livelli di vertice tra le maggiori banche europee.

Gli ottimi risultati di questa fase – che comprendono le principali iniziative industriali del Piano d’Impresa 2022-2025 – tracciano il percorso verso gli obiettivi del prossimo decennio: c’è un target di 6,5 miliardi di risultato netto al 2025 e il settanta per cento di dividend payout in ogni anno del Piano.

Anche l’avvio della nuova banca digitale, Isybank, potrà dare un significativo contributo al miglioramento della struttura dei costi. «Stiamo dando impulso alla nuova unità (Isy Tech) per lo sviluppo di Isybank con 300 specialisti; prosegue con decisione il rafforzamento delle competenze in ambito digitale dell’attività core della Banca», ha detto Carlo Messina.

Inoltre Intesa Sanpaolo si conferma come motore dell’economia reale e sociale del Paese: nei primi nove mesi dell’anno le erogazioni a medio e lungo termine a favore di famiglie e imprese in Italia sono state pari a 46 miliardi (64,5 miliardi in totale) e hanno dato supporto a tremiladuecento imprese italiane rientrate in bonis.

«Portiamo avanti e rafforziamo il nostro programma a supporto dei bisognosi – ha concluso Messina – con l’impegno di raggiungere nel corso del Piano l’obiettivo di cinquanta milioni di interventi, in aggiunta ai ventotto milioni di interventi effettuati a partire dal 2019. Nei primi nove mesi dell’anno abbiamo messo a disposizione 6,5 miliardi di euro di credito sociale rispetto all’obiettivo di venticinque miliardi di flussi cumulati annunciati nel Piano di Impresa. La qualità professionale delle nostre persone è stata ed è il fattore chiave per raggiungere risultati solidi, sostenibili a favore di tutti gli stakeholders: a loro va il nostro grazie».