MemoriesQuando la beneficenza assume la forma del ricordo

Ci sono vari modi per ricordare un amico scomparso prematuramente. Per Gérard Basset, Lewis Chester ha deciso di creare un evento di beneficenza legato al mondo del vino

Ci sono vari modi per ricordare un amico o un collega scomparso prematuramente. Lewis Chester, Ceo di Liquid Icons, la società che produce report per i professionisti del vino ha deciso di celebrare l’amico e socio Gérard Basset, mancato nel 2019, creando un evento legato al mondo del vino per raccogliere fondi destinati alla
beneficenza.

Gérard Basset, scomparso prematuramente nel 2019, è stato uno dei sommelier più conosciuti e decorati a livello internazionale: era l’unica persona al mondo a detenere contemporaneamente i titoli di Master of wine, Master sommelier, Bordeaux kedge wine Mba, Master Oiv e campione mondiale Asi sommelier.

In sua memoria, e per raccogliere fondi destinati alla beneficenza, l’amico (e socio) Lewis Chester – Ceo di Liquid Icons, la società che produce report per i professionisti del vino – ha organizzato i Golden Vines Awards 2022, una sorta di Oscar mondiali del vino, e le Golden Vines 2022 Diversity Scholarships che assegnano prestigiose borse di studio a giovani provenienti da tutto il mondo.

A questi due eventi si sono aggiunte aste, masterclass e visite esclusive alle più importanti aziende del territorio: dai marchesi Antinori nel Chianti classico, al museo Salvatore Ferragamo, al vignaiolo artista Bibi Graetz.
A guidarci in questo esclusivo fine settimana c’era Gabriele Gorelli, il primo (e per ora unico, ndr) Master of Wine italiano, che ha tenuto una masterclass dedicata al Brunello di Montalcino.

«Il Golden Vines Awards –  ha spiegato Gorelli – è un evento che si propone di fare la differenza nel campo del vino, spiriti e ospitalità di livello. Un settore che non è molto diversificato a livello di razza, estrazione e background dei propri protagonisti. I fine wine diventano una strumento per fornire borse di studio legate allo studio dell’enologia; a giovani di tutto il mondo, provenienti da paesi svantaggiati o vittime di situazioni socialmente critiche. Un modo per rendere questo settore da elitario e austero a empatico e inclusivo».

I produttori dei migliori vini del mondo, sono stati premiati nel corso della cerimonia di gala avvenuta nel Salone dei Cinquecento a Palazzo Vecchio. «Qui – ha concluso Gorelli – 275 ospiti hanno potuto gustare una cena di cinque portate preparata da Massimo Bottura con il suo team dell’Osteria Francescana. Il menu comprendeva l’abbinamento con: Dom Pérignon P2, Dom Pérignon Rosé, Trimbach Clos Sainte Hune, Château Cheval Blanc, Château d’Yquem en Magnum e cognac Richard Hennessy».

I vincitori dei Golden Vines Awards 2022 sono stati scelti da 950 player internazionali del mondo del vino, tra cui 56 Masters of Wine, 32 Master Sommeliers, 72 Advanced Sommeliers e 250 diplomati Wset. I principali riconoscimenti sono andati all’ungherese Szepsy Winery premiato come miglior produttore di vini pregiati in Europa e Ridge Vineyards per l’America, mentre la cantina australiana Penfolds si è aggiudicata il titolo migliore produttore nel resto del mondo.

Al termine della cena di gala conclusiva, Massimo Bottura ha consegnato il testimone di Golden Vines a Loïc Pasquet di Liber Pater, il vino più costoso al mondo al momento dell’uscita, e ad Akrame Benallal a nome di Alain Ducasse che serviranno la cena in occasione della prossima edizione dei Golden Vines Awards in programma il 2023 a Parigi.

Nel ripercorrere la tre giorni fiorentina Gabriele Gorelli ha ricordato anche la serata al Tepidarium Del Roster: «Qui gli ospiti sono stati accolti da una cena di cinque portate preparata dagli chef stelle Michelin Davide Oldani e Matteo Lorenzini dell’Osteria di Passignano. Durante la serata la casa d’aste Zachys ha organizzato un’asta dal vivo e una online con oltre 100 lotti, tra bottiglie (grandi formati e vecchie annate di alcune delle più grandi griffe del vino mondiale) ed experiences (degustazioni esclusive e soggiorni in Chateaux e cantine storiche)».

Il lotto top della serata (quotato 100.000 sterline) è stato quello messo a disposizione da Liber Pater, ossia il vino più costoso del mondo, prodotto ogni anno in appena mille bottiglie, e che comprende: Liber Pater Rouge 2007, 2008, 2009, 2010, 2011, 2015, 2018 e 2019, Denarius Rouge 2015 e 2019, e un Vip tour per dieci persone con
degustazione e pranzo nella tenuta con il vigneron Loic Pasquet.

Al termine della cena sono stati assegnati anche le Golden Vines 2022 Diversity Scholarships, le borse di studio create con l’obiettivo di finanziare programmi di educazione alla diversità e all’inclusione nel settore del vino, degli alcolici e della ristorazione. Ad aggiudicarsi il prestigioso contributo sono stati Jarret Buffington dall’Australia, Sandeep Ghaey dagli Stati Uniti, Carrie Rau dal Canada, Jian Cio dal Portogallo che hanno ricevuto le borse di studio del valore di 55.000 sterline ciascuna.