Manovra in ritardoIl voto di fiducia slitta a domani, tornano le multe agli esercenti che rifiutano il Pos

Terminato l’esame degli emendamenti. Niente scudo penale sui reati tributari, salta il tetto di sessanta euro sui pagamenti elettronici, modificato il bonus ai diciottenni: sarà sostituito da due carte. Sparisce l’aggettivo «congrua» dall’offerta di lavoro che, se rifiutata, fa perdere il reddito di cittadinanza

Il ministro dell'Economia Giorgetti
Foto: Mauro Scrobogna/LaPresse

Doveva arrivare in aula oggi, ma dopo maratone notturne, bisticci di maggioranza e altri ritardi la legge finanziaria verrà votata domattina. Sarà in aula dalle 8. Il governo è intenzionato a mettere la fiducia, l’approvazione del Senato – senza la possibilità di emendamenti – dovrà arrivare entro il 31 dicembre per scongiurare l’esercizio provvisorio. La commissione Bilancio di Montecitorio ha terminato nella prima mattina di oggi l’esame degli emendamenti.

Ha fatto discutere la possibilità di una moratoria ai reati tributari. Ne aveva parlato il viceministro della Giustizia, il forzista Francesco Paolo Sisto, per cui «La pace fiscale non è un condono e non si applica alle frodi». Fratelli d’Italia e Lega hanno disconosciuto l’idea, mentre già l’opposizione la contestava come «una schifezza». Il Pd che teme l’esercizio provvisorio e anche il leader di Azione, Carlo Calenda, boccia una manovra «inguardabile».

Tra le principali novità della nottata, tornano le multe per i negozianti che rifiutano i pagamenti elettronici. È passato un emendamento che annulla il tetto di sessanta euro, introdotto nel testo originale, entro il quale gli esercenti potevano negare il Pos senza venire sanzionati. Come scrive Repubblica, è stata approvata anche una modifica di Noi Moderati per eliminare la parola «congrua» dalla prima offerta di lavoro che, se declinata, fa perdere il diritto al reddito di cittadinanza.

Tra gli altri emendamenti, la tassa sugli extraprofitti delle società energetiche sarà applicata a quelle i cui proventi dalla vendita di elettricità, gas e idrocarburi hanno rappresentato più del 75 per cento dei ricavi. Lo stralcio automatico delle cartelle esattoriali sotto i mille euro non si applicherà a multe e tributi locali, ma saranno gli enti locali a decidere se rottamarle o incassarle lo stesso. Nel primo trimestre del 2023, scende al cinque per cento l’Iva sui servizi di teleriscaldamento e al dieci quella sul pellet.

Il congedo parentale aumenta all’ottanta per cento (era al trenta) della retribuzione media giornaliera, potranno avvalersene anche i padri. Passa anche la modifica al bonus per i neo-diciottenni, sarà sostituito da due bonus, ciascuno da cinquecento euro: una «Carta della cultura Giovani» basata sul reddito (Isee fino a trentacinque mila euro) e una «Carta del merito» a chi si diploma con cento su cento. Sono cumulabili.

Oltre ai ritocchi sulla rivalutazione delle pensioni, sono accolti il tetto a 240 mila euro per lo stipendio dei manager delle banche salvate dallo Stato e sono prorogate fino al 30 giugno 2023 le agevolazioni ai ristoratori per tavolini e dehors all’aperto. Infine, al termine dei lavori rispunta la battaglia di FdI per consentire di abbattere «fauna selvatica» nelle città per «motivi di sicurezza stradale». La seduta è stata sospesa, ma alla fine l’emendamento è stato incluso.

Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

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