Madeleine olfattiveTesoro, profumi di pasticcino

Se anche voi avete trovato una dolce fragranza sotto l’albero, siete in ottima compagnia. E anche eau de parfum, eau de toilette ed extrait sono sempre più gastronomici

Foto di Omkar Jadhav - Unsplah

Come regalo gettonatissimo, a Natale il profumo gioca da protagonista. Potremmo reputarlo un classico déjà-vu, ma attenzione alle tendenze: stiamo assistendo all’inarrestabile affermarsi della famiglia olfattiva gourmand. A categorie aromatiche tradizionali (fiorita, legnosa, chypre…) in tempi relativamente più recenti si è affiancato infatti un corposo insieme di composizioni incentrate su note golose e ghiotte come dolcetti, da divorare senza subire il minimo effetto catastrofe sulla bilancia. Ecco quindi che nelle nuove piramidi olfattive oltre a elementi naturali quali vaniglia, cacao, caffè troviamo sempre più spesso materie prime di natura sintetica (aroma chemicals) che ricostruiscono alla perfezione l’odore di praline, biscotti, toffee, panna montata. Persino tiramisù.

Ma perché vogliamo percepire anche tramite l’olfatto, il più misterioso e sottostimato dei sensi, la stessa idea di sicurezza e conforto che ci dona gustare un cioccolatino? Le neuroscienze si occupano da tempo di questa tematica e sembrano orientarne l’interpretazione alla luce delle piacevoli esperienze dell’infanzia. La sensazione di amabilità e accoglienza che provavamo trincando beati il latte materno si è indissolubilmente legata alla componente zuccherina dell’alimento atavico per eccellenza e a distanza di decenni proviamo a far scaturire dopamina dalla dolcezza contenuta in una bottiglietta spray, a costo calorico nullo.

Certo è che a partire dal rivoluzionario Angel di Mugler (1992) e dalla sua originale combinazione di zucchero filato, cioccolato e patchouli, di eau de parfum ad alto contenuto glicemico sotto i ponti ne sono passate parecchie e hanno portato a una notevole diffusione della categoria sia nella profumeria commerciale che in quella di nicchia, con nasi creatori che trovano riconoscibilità nella combo rosa e caffè (Pierre Montale, in doppia versione: Intense Café e Ristretto), marchi che dedicano intere linee a variazioni sul tema cacao o vaniglia (Maison Tahité), nuovi lanci che a colpi di crema pasticcera e confettura ci trasportano in una lussuosa pâtisserie parigina (Glaze Ecstasy di Simone Andreoli). Per non parlare delle numerose chicche di Demeter: Brownie, Marshmallow, Cinnamon Bun… nomen omen.

Stiamo però osservando anche i primi casi di contaminazione a rovescio, ovvero il profumo accolto in pasticceria: Dammann Frères e il coffret di tè aromatizzati Rêves, realizzato in collaborazione con la storica maison di Grasse Fragonard; il panettone tradizionale Fiasconaro (collezione Dolce & Gabbana) e il suo vino perpetuo Vecchio Samperi conservato in una deliziosa boccetta d’antan, con pompetta e nappina; il biscotto alla lavanda di Kucino, laboratorio artigianale sito a L’Aquila ma con radici egiziane (a proposito di dolciumi e aromaterapia).

Attendiamo fiduciosi altre coraggiose incursioni e soprattutto teniamo d’occhio quella che potrebbe essere la nuova ondata odorosa, perché sono comparse fragranze dai nomi inequivocabili: Bollicine (Zeromolecole), Dom Rosa (Liquides Imaginaires), Sparkling Notturno (Farmacia SS. Annunziata). Saremo presto adottati da una nuova famiglia olfattiva connessa al mondo dei calici? Se son rose fioriranno… e saranno profumatissime.