Dopo il QatargateRoberta Metsola annuncia che sarà tagliata la pensione agli eurodeputati condannati

La presidente del Parlamento europeo spiega le misure che si stanno studiando dopo lo scandalo che ha investito l’istituzione elettiva dell’Ue. «Sulle interferenze straniere avremmo dovuto vigilare di più», dice

AP/Lapresse

«Sulle interferenze straniere avremmo dovuto vigilare di più». Non solo per quanto riguarda il Marocco e il Qatar ma anche sulla Russia e la Cina. La presidente del Parlamento Europeo Roberta Metsola su Repubblica parla del Qatargate e delle potenze straniere che fanno attività di lobbying a Bruxelles.

Il Parlamento europeo, spiega, «non meritava questo scandalo» e ora serve una risposta in tempi brevi. Ieri ha proposto un pacchetto di 14 misure per provare ad arginare i rischi di corruzione e inquinamento dell’attività parlamentare. «Tutti i gruppi mi hanno detto di andare avanti». In discussione c’è anche l’ipotesi di sospendere la pensione per chi viene condannato a oltre due anni di reclusione. «Ridurremmo i tempi» anche per la revoca dei due eurodeputati indagati, Andrea Cozzolino e Marc Tarabella, ma serviranno «due mesi», dice. «Lunedì dichiarerò l’apertura della procedura. Poi va alla commissione Affari giuridici. Normalmente il deputato ha un mese per rispondere. E poi si va in plenaria. Di solito questo iter dura 90 giorni. Abbiamo deciso di togliere 30 giorni».

Poi Metsola annuncia una serie di provvedimenti per fermare la corruzione. «Alcune regole ci sono già: dichiarazioni sugli incontri, conflitto di interessi, chi ti paga, cosa dichiarare. Possiamo rinforzarle subito e renderle operative. E da subito fermiamo gli accrediti permanenti per gli ex europarlamentari. Su questo ho ricevuto il sostegno unanime dei capigruppo. Ho il permesso di approfondire subito tutti i temi immediatamente. Poi ci sono altre questioni che riguardano il comitato etico o la commissione d’inchiesta e che richiedono tempo. Sono procedure sui cui dobbiamo stare attenti. Toccano le istituzioni», spiega.

A queste va unito il blocco delle “porte girevoli”: «Per me è importante introdurre un sistema per cui non si può cominciare subito a fare lobbying. Dovremo negoziare, a partire dalla tempistica. Su quanto deve durare il divieto». Ma non solo: Metsola pensa anche a «un codice di condotta che se viene violato si può venire da me, in presidenza, con una raccomandazione del comitato che si occupa di questi casi. Voglio insomma assicurarmi che ci siano sanzioni disponibili e rapide. Le sanzioni sono i veri deterrenti. Oggi è così per tutti? Ad esempio per i relatori-ombra? No e allora voglio che non sia più così».

Infine, le sanzioni: «Alcune sono già previste nel regolamento. Si può perdere lo stipendio. Un paio di gruppi hanno chiesto di andare oltre e di bloccare anche la pensione. Chi viene condannato a più di più di due anni di reclusione, perde la pensione. È un’ipotesi ma devo vedere se è legalmente possibile. So che il potere può portare il crimine e allora servono dei “firewall”. L’allarme insomma deve suonare prima».

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