Cercasi adultiIl garangiustizialismo del Pd su Cospito e la strategia della tensioncina di Fratelli d’Italia

Il Partito democratico ha almeno tre posizioni politiche diverse sul tema del 41bis. E così la destra accusa i dem di occhieggiare agli estremisti e contemporaneamente alcuni settori di sinistra li accusano di mantenere una linea della fermezza identica a quella del governo Meloni

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Può essere che Alfredo Cospito sia pronto a fare il martire non tanto per la causa dell’abolizione del 41bis ma proprio per aizzare una mobilitazione anarco-insurrezionalista che, diciamo la verità, al momento è ben lontana dai fenomeni eversivi degli anni Settanta. Può darsi che la prospettiva di morire – a metà tra il jiahidismo e l’anarchia – non gli faccia quell’orrore che suscita nelle persone normali.

Parlando con diverse persone che lo hanno incontrato, per chi scrive l’interpretazione di questo personaggio non è chiara. «Io non sono nessuno per dire agli altri cosa devono fare», ha detto l’anarchico a Michele Usuelli, consigliere regionale radicale della Lombardia che lo ha incontrato ieri nel carcere di Opera.

Può darsi che si tratti di uno sciagurato ma quello che è certo è che Cospito ha scatenato la strategia criminalizzatrice di Fratelli d’Italia contro il Partito democratico che viene additato dai vari Giovanni Donzelli, Andrea Delmastro Delle Vedove, Tommaso Foti, Alberto Balboni come un partito al quale è necessario domandare se sia dalla parte dello Stato o del terrorismo. La destra sta cavalcando Cospito e drammatizzando la situazione. Forse è una piccola strategia della tensione. 

E nella tenaglia tra il (per ora marginale) terrorismo di matrice anarchica e la faccia feroce della destra il Partito democratico come al solito cade perché privo di una linea chiara. Perché è evidente che nel merito della questione il Pd oscilla tra tre posizioni: una, minoritaria, contraria al 41bis in generale in quanto sarebbe in contraddizione col dettato costituzionale e le convenzioni europee; un’altra contraria al 41bis per Cospito (è la posizione di Andrea Orlando e Peppe Provenzano); una terza favorevole al 41bis in generale e anche per quel che riguarda il detenuto anarchico, come sottolineavano ieri le capogruppo al Senato e alla Camera Simona Malpezzi e Debora Serracchiani, «Il Pd non ha mai chiesto la cancellazione del 41bis». 

La visita a Cospito del 12 gennaio di Debora Serracchiani, Andrea Orlando, Walter Verini e Silvio Lai è stata presa al balzo da FdI per giustificare una contiguità con gli anarchici, e forse l’iniziativa poteva essere fatta diversamente, con meno peso politico in campo. Ma per sua fortuna l’incredibile intemerata del Meloni’s boys ha fatto passare in secondo piano quella che sul tema della giustizia nel Pd è una contraddizione reale, in particolare sul tema delle condizioni carcerarie, anche perché da sempre in quel partito convivono sia istanze culturali fortemente garantiste che orientamenti che sbrigativamente si definiscono giustizialisti. 

Il rischio è che il partito, in tutt’altre faccende affaccendato (il congresso), prenda schiaffi da una destra che sostanzialmente lo accusa di occhieggiare agli estremisti e contemporaneamente da settori di sinistra che lo vedono su una linea della fermezza identica a quella del governo («Non si cede ai ricatti»), mescolandosi il tutto nel frullatore mediatico nel quale gli ingredienti sono le urla e le chiacchiere più che i ragionamenti sottili. 

Insomma, tenere una linea razionale che sia al tempo stesso di intransigenza verso i violenti ma aperta alle ragioni della civiltà giuridica non è facile. È anzi un sentiero stretto che bisognerebbe percorrere cercando alleati in quella parte del mondo politico democratico che non si vuole far schiacciare dagli opposti estremismi 2.0. Ne sarà capace un partito in questo momento senza un leader? 

La domanda va posta anche perché i prossimi giorni potrebbero essere molto complicati: sabato a Roma ci sarà una manifestazione degli anarchici che in teoria dovrebbe essere poche centinaia, ma in certi casi anche quattro gatti possono costituire un problema serio, Dio non voglia. E se il quadro di radicalizzasse e l’ordine pubblico diventasse un’emergenza queste per i democratici non sarebbero buone notizie.

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