Rinvio al 30 giugnoLa proroga dello smart working divide lavoratori pubblici e privati

Lavoro agile solo per i fragili negli enti pubblici, anche per i genitori con figli minori di 14 anni nelle aziende. È quanto prevedono due emendamenti, di Lega e Pd, al decreto Milleproroghe

(Unsplash)

Nella parte finale dell’esame del decreto Milleproroghe alle commissioni Affari costituzionali e Bilancio del Senato, è rispuntato lo smart working semplificato. Ma la soluzione trovata divide dipendenti pubblici e privati. Per i lavoratori della pubblica amministrazione, con un emendamento della Lega viene estesa al 30 giugno la possibilità di lavoro agile generalizzato per i fragili. Per i secondi, un emendamento del Pd estende la stessa opzione ai genitori di figli fino a 14 anni, ma solo quelli che lavorano nel settore privato, anche quando il tema non è disciplinato da accordi aziendali. Una riapertura dei termini scaduti a fine 2022, in pratica.

Più che per le differenze politiche, il doppio trattamento si spiega con ragioni di conti pubblici, spiega Il Sole 24 Ore. Nella pubblica amministrazione, il lavoro fragile ad ampio raggio richiede la copertura finanziaria indispensabile quando l’interessato è impiegato un attività impossibili a distanza e quindi deve essere sostituito. Nel settore privato, invece, il problema non si pone.

La misura aveva bisogno di coperture, in particolare per i dipendenti della pubblica amministrazione, che sono stati reperite dal governo: 16 milioni. In sostanza, la questione riguarda i lavoratori fragili che, per poter fruire del lavoro agile, devono essere adibiti ad altre mansioni e “sostituiti” (come gli infermieri).

Il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, a margine dei lavori delle commissioni ha spiegato che sulla questione della proroga dello smart working per i lavoratori fragili, in particolare della pubblica amministrazione, «c’è stato l’impegno personale da parte della presidente Meloni a risolvere questa questione che era purtroppo arenata per una difficoltà a reperire le risorse».

La legge di Bilancio aveva prorogato lo smart working per i lavoratori fragili fino al 31 marzo. A fine gennaio la ministra del Lavoro Marina Calderone, replicando a una interrogazione del Pd in Senato, aveva detto che «il ministero del Lavoro sosterrà ogni iniziativa volta alla proroga almeno trimestrale», del lavoro agile per i fragili.

Tra gli emendamenti al decreto Milleproroghe, diversi hanno come avuto a oggetto la questione del lavoro agile. I Dem hanno proposto, tra l’altro, la proroga dal 31 marzo (come attualmente previsto) al 30 giugno. Il Movimento Cinque Stelle si è spinto, invece, fino al 31 dicembre aggiungendo la possibilità anche per i fragili che non possono svolgere la mansione in modalità agile di equiparare i periodi di assenza al ricovero ospedaliero, escludendoli dal periodo di comporto (ovvero al lasso di tempo in cui il lavoratore subordinato assente per malattia ha diritto alla conservazione del posto). La stessa proposta era contenuta in un emendamento di Fratelli d’Italia.

Il provvedimento andrà al voto dell’aula martedì prossimo, prima del passaggio alla Camera per la ratifica dal momento che la scadenza al 27 febbraio non permette una terza lettura.

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