Ritorno al risparmioConvenienze

Dover scegliere ciò che acquistiamo principalmente in base al prezzo ci riporta indietro di anni nel percorso verso la sostenibilità e l’apprezzamento della qualità di ciò di cui ci nutriamo

Foto di Pawel Czerwinski su Unsplash

Erano diversi anni che non sentivamo la parola “conveniente” in una pubblicità di cibo. È capitato qualche giorno fa, e siccome gli spot tv sono quanto di più aderente alla realtà e alle circostanze contingenti si possa trovare, il riso buono e conveniente ci fa capire quali sono le priorità del mondo. E se il pubblicitario decide di sottolineare non la sostenibilità, la praticità, il benessere che ci darà un cibo ma la sua convenienza, allora qualche domanda sulla nostra ridotta capacità di spesa dobbiamo porcela. Se ricominceremo a scegliere gli alimenti in base al loro costo e andremo più al discount, i tanti passi avanti che abbiamo fatto negli ultimi anni ci riporteranno inevitabilmente alla casella di partenza, dove il punto era avere la pancia piena, e non mangiare cose buone, prodotte eticamente e nel rispetto della natura e dei lavoratori. Del resto, alla convenienza del riso in busta si contrappone l’aumento del costo delle uova, alimento base della nostra nutrizione.

Già a maggio 2022 l’Organizzazione Mondiale per la Salute Animale (Oie) aveva rilevato che rispetto allo scorso anno i prezzi delle uova sono cresciuti del 22% in Europa e del 44% negli Stati Uniti. Ma è in questo ultimo mese di gennaio che la situazione sta diventando preoccupante.
Ci sono diverse spiegazioni per l’aumento: un’influenza aviaria altamente contagiosa, ma anche l’aumento dei costi di carburante, mangime, imballaggio e manodopera. Anche altri prezzi alimentari stanno aumentando, ma il costo medio delle uova è quasi raddoppiato e la comunicazione si è subito adeguata, anche in questo caso, dando vita a un curioso fenomeno social, che ha messo le uova al centro di divertentissimi meme al grido di #eggshortage. Don Caldwell, direttore generale e redattore capo del sito di archivio Internet Know Your Meme, dice che parte tutto da un tweet pubblicato il 23 dicembre che suggeriva che le galline si fossero sindacalizzate. Di sicuro non è colpa loro se per mangiarle dobbiamo pagare di più.

Ma a colpi di meme e spot noi riusciremo a reagire all’onda lunga della crisi economica senza dimenticare i principi alimentari che abbiamo introiettato nel tempo? Se alla convenienza sostituiremo l’opportunità, forse.

Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

X

Linkiesta senza pubblicità, per gli iscritti a Linkiesta Club

Iscriviti a Linkiesta Club