IrrespirabileIl menefreghismo del governo Meloni sull’inquinamento atmosferico in Italia

Quali sono le misure del centrodestra per sconfiggere l’inquinamento delle città e contrastare il riscaldamento globale? Risposta semplice: nessuna

LaPresse

I numeri ci sono, forse sono conosciuti da pochi ma esistono. Parliamo di quelli inerenti alla qualità dell’aria e delle stime dei morti per inquinamento. L’Unione europea ci condanna ma non importa niente a nessuno. L’aria è irrespirabile ma ormai la respiriamo assuefatti. L’Organizzazione mondiale della sanità rileva come l’inquinamento atmosferico causi sette milioni di morti premature ogni anno ma non vi sono bollettini giornalieri a reti unificate che ne danno conto. L’emergenza esiste, eccome se esiste. Soprattutto nella Pianura Padana, di certo per capirlo non serviva la foto dell’astronauta Paolo Nespoli che nel 2017 – dalla Stazione Spaziale Internazionale – fotografava una coltre gigantesca che copriva tutta la zona e che impediva addirittura l’osservazione ottimale del satellite. Ma tant’è.

Infatti basta farsi un giro per i territori più industrializzati del Paese per rendersi conto giorno dopo giorno cosa la gente è costretta a respirare. Eppure queste cose non fanno audience. Intanto la gente si ammala di diverse patologie e molti muoiono per i tumori più disparati. Ma la vita della politica continua, si combatte il mostro con le domeniche a piedi o i piani regionali per la qualità dell’aria (sempre inattuati). Le cause dell’inquinamento sono diverse: traffico veicolare, riscaldamento delle case, industrie, allevamenti intensivi e altro. Sulle prime due in queste settimane sta intervenendo l’Unione europea attraverso altrettante proposte di direttive. E il Governo cosa fa? Le barricate! Forse bisognerebbe mandarli nella Stazione Spaziale Internazionale per fargli vedere con i propri occhi che non c’è più tempo da perdere: la gente vive soffocata.

Certo, qualcuno dirà che quei provvedimenti vanno aggiustati tenendo in seria considerazione la specificità di ogni singolo Stato membro, questo va sinceramente da sé: siamo tutti d’accordo Però mettersi di traverso come sta facendo il governo italiano senza tenere in minima considerazione l’impatto negativo che continua ad avere l’immobilismo su argomenti chiave quali l’efficienza energetica delle case e l’automotive è sintomo di conservatorismo che produce morti e feriti.

A ciò si aggiunga l’intervento della maggioranza Meloni contro il super bonus. In molti hanno espresso più volte critiche, anche feroci, contro il provvedimento nato con il governo Conte, contestazioni molto ben argomentate e in buona parte veritiere. Dopodiché il problema della qualità dell’aria e dell’inquinamento proveniente dal riscaldamento delle case rimane. Infatti, il riscaldamento degli edifici residenziali e di altro tipo incide sulle emissioni di CO2 per oltre il 17,7 per cento. Particolarmente consistente il ruolo del riscaldamento residenziale nell’inquinamento atmosferico: da solo, infatti, è responsabile di circa il 64 per cento della quantità di PM2,5, del 53 per cento di PM10 e del 60 per cento di CO emessi.

Ricapitolando il governo Meloni dice no alle nuove direttive europee su case e automotive, no al super bonus. Bene – si fa per dire – ma allora la domanda sorge spontanea: quali sono le misure che il centrodestra vuole mettere in campo per sconfiggere l’inquinamento delle città e contrastare il riscaldamento globale? Risposta semplice: nessuna.

Massimiliano Iervolino è il segretario di Radicali Italiani

Le newsletter
de Linkiesta

X

Un altro formidabile modo di approfondire l’attualità politica, economica, culturale italiana e internazionale.

Iscriviti alle newsletter