
«Siamo al surreale», ha ammesso il ministro-capitano Matteo Salvini senza rendersi conto di aver elaborato il commento perfetto a proposito di una delle sue più stravaganti dichiarazioni politiche degli ultimi mesi.
Secondo Salvini, ieri in visita a Trieste, «le Assicurazioni Generali sono un patrimonio triestino, italiano: noi faremo di tutto per riportare cuore, testa e portafoglio a Trieste e in Italia, senza che si investa troppo all’estero».
A meno che non sia successo qualcosa ieri notte, di cui magari è al corrente soltanto Salvini, a Linkiesta non risulta che le Generali siano mai scappate da Trieste (la sede, nel caso il ministro non avesse sotto mano Google Maps, è in Piazza Duca degli Abruzzi 2, 34132 Trieste). Ma anche se nottetempo gli assicuratori triestini avessero trovato riparo a Timbuktu o a Nuova Delhi non si capisce in che modo il governo italiano potrebbe «riportare cuore, testa e portafoglio» a Trieste o anche a Pontida di un’azienda privata quotata in Borsa e senza alcuna partecipazione pubblica.
Per aggiungere il grottesco al surreale, Salvini ha aggiunto che «non possiamo raccogliere risparmio in Italia per decidere di investirlo all’estero da parte di qualcuno che non sta in Italia». Di nuovo, non si sa di chi e di che cosa Salvini stia parlando, ma evidentemente non lo sa nemmeno lui, visto che Generali raccoglie denaro in Italia, in Germania, in Francia e in decine di altri paesi del mondo e ovviamente li reinveste ovunque, con particolare attenzione all’Italia. A Salvini deve essere sfuggito, per dirne una, che meno di un anno fa Generali ha completato l’acquisto del cento per cento di Società Cattolica di Assicurazioni con sede, nel caso Google Maps continuasse a non funzionare, a Lungadige Cangrande, 16 – 37126 Verona.
Eravamo rimasti al Salvini sovranista che berciava contro gli investimenti stranieri in Italia perché così ci arrubbano i nostri gioielli, ma adesso la filosofia economica di Salvini si è ulteriormente raffinata fino a prendersela con le aziende italiane che vanno a comprare i gioielli stranieri. A questo punto, per Salvini, il Nobel per l’Economia è decisamente più vicino del Ponte sullo Stretto.
«Non credo alle coincidenze – ha concluso acrobaticamente il ministro delle Infrastrutture a Trieste – l’attacco al sistema delle auto, l’attacco al sistema della casa e alla nostra cucina, con qualche giornale internazionale che dice che la cucina italiana non esiste e i piatti sono stati inventati in qualche altra parte del mondo. Siamo al surreale». Appunto.