Giustizia ciecaNordio non può sindacare la decisione dei giudici sul caso Uss, dice Spataro

In una intervista a Repubblica, l’ex procuratore di Torino spiega che il ministro non può punire la Corte d’Appello di Milano per aver scelto i domiciliari invece del carcere per il controverso uomo d’affari russo evaso il 22 marzo

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Il ministro della Giustizia Carlo Nordio non può sindacare a posteriori la decisione della Corte d’Appello di Milano di dare gli arresti domiciliari con sorveglianza elettronica – invece della detenzione in carcere –  per Artem Uss. Neanche se quella decisione ha involontariamente aiutato l’uomo d’affari russo, figlio del governatore della regione siberiana Krasnojarsk, a evadere il 22 marzo. Questa è l’opinione dell’ex procuratore di Torino Armando Spataro che in un’intervista a Repubblica spiega che la politica non può condannare le decisioni della magistratura, anche se queste ultime si rivelano imprudenti: «un conto è il legittimo diritto di critica, altro è ipotizzare colpe dei giudici, a rischio di scatenare il furor di popolo».

Secondo Spataro la scelta della Corte d’Appello di Milano è stata addirittura «ineccepibile», nonostante il Procuratore generale avesse chiesto il carcere per Uss, accusato di traffico internazionale di armi e petrolio e fermato a Malpensa il 17 ottobre a causa di un mandato di arresto internazionale proveniente dagli Stati Uniti. «Uss non stava affatto fuggendo quando è stato fermato a Malpensa, ma si apprestava a raggiungere il figlio minore a Mosca. E aveva ormai stabile dimora a Basiglio con la famiglia», spiega Spataro. 

La scelta della Corte d’Appello di Milano non è stata impugnata né dall procuratore generale, né da Nordio che invece «ha tranquillizzato gli Usa sul fatto che la misura garantiva la sicurezza detentiva. Se Uss era una spia, avrebbero potuto occuparsene in parte anche i servizi segreti. Ma ho letto che non sarebbero mai stati al corrente della situazione, il che non depone per l’efficienza del nostro sistema di sicurezza». 

Per Spataro sarebbe incostituzionale se Nordio punisse i giudici per una scelta che rientra nella normale attività di interpretazione di norme del diritto. La valutazione del fatto e delle prove è a totale discrezione dei giudici, come si legge nel codice disciplinare. 

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