Nel cestinoIl picnic, celebrazione gastronomica della primavera

Uno splendido paesaggio sullo sfondo, una tovaglia stesa sul prato, un cestino pieno di delizie: è l’immagine che tutti abbiamo del picnic, un momento per apprezzare la bella stagione, i bei posti e il mangiar bene. E nelle giornate festive primaverili è un classico per divertirsi mangiando in compagnia. Con qualche dritta per un risultato perfetto

Foto di Carolina Marinelli su Unsplash

«Picnic!» grida Mr. Silvera. «Picnic!» Senza dirlo, riesce a dare l’impressione che il picnic in piazza San Marco sia una bella sorpresa, un’originale variante espressamente programmata dall’agenzia. (…) Non diversi dai piccioni, i 28 si accoccolano quasi tutti sui gradini lungo il colonnato e cominciano a becchettare il pasto improvvisato. Chi cerca un tovagliolo di carta, chi rovescia il vino o l’aranciata sui pantaloni, chi fotografa dal basso in alto la memorabile scena».
Fruttero&Lucentini, “L’amante senza fissa dimora”

Può essere frutto di un imprevisto, come spesso capita quando si è in viaggio; oppure può essere l’esito di una lunga e meticolosa organizzazione. Ci possono essere la coperta stesa a terra, la tovaglia a quadri bianchi e rossi, il cestino di vimini foderato e ricolmo di ogni ben di Dio; oppure si possono sfruttare i tavolacci di legno delle innumerevoli aree attrezzate, presenti in parchi, boschi e prati. Lo sfondo può essere urbano o agreste, l’importante è che sia bello. Sì, perché per un picnic ben riuscito contano forma e sostanza. La forma è quella dei luoghi: morbide colline bionde di grano o verdi distese d’erba, bianche spiagge assolate o freschi pascoli di montagna. Un ruscello o un laghetto sono optional sempre graditi. Indispensabile è il bel tempo, anche se un tocco di nuvole di passaggio non guasta.
La sostanza è data, naturalmente, dal cibo, che deve essere buono. Panini e tramezzini, quiche e torte salate, insalate e piatti freddi, vale qualsiasi cosa, purché si possa trasportare senza incidenti e consumare facilmente, in linea con lo spirito originario di questa occasione: “piluccare cose da nulla” è il significato letterale dell’espressione picnic, derivata dalla lingua francese. Il menu può dunque essere il più vario, e abbracciare carni, pesci e verdure, non solo salumi e formaggi. Via libera a frittatone e insalate miste, pizze e focacce, senza dimenticare sandwich e panini di ogni tipo.

Ad accompagnare il tutto, acqua a volontà, bibite rinfrescanti, succhi di frutta per i bambini e, ovviamente, vino buono. La scelta può ricadere su tipologie diverse a seconda dei gusti e delle occasioni, ma le bottiglie più gettonate saranno quelle più conviviali, dal Lambrusco al Prosecco.

Se il meteo non ci è proprio favorevole, possiamo trasferire il picnic in casa. In questo caso dovremo in primo luogo creare la giusta atmosfera: tutto quello che fa primavera è bene accetto, fiori, piante, e anche la musica di sottofondo! Meglio infatti accendere lo stereo e spegnere la televisione! Per terra, magari sopra al tappeto, stendiamo la nostra tovaglia. Qualche cuscino per sedersi, tovaglioli e piatti di carta, e soprattutto un bel cestino, da preparare con cura, pieno di panini golosi. Se ci sono bambini, non dovranno mancare quelli più semplici, di solito più graditi ai piccoli: un panino al latte con prosciutto cotto, un toast semplice o una focaccina al salame.

Se invece le difficoltà sono legate alla poca voglia o al poco tempo per preparare e organizzare, non dimentichiamo che ci sono hotel e ristoranti che completano la loro offerta con un elegante picnic.

Il Romantik Hotel Villa Margherita di Mira (Venezia), sontuosa villa del diciassettesimo secolo, propone un cestino ricco di prelibatezze, tra cui salmone affumicato, insalata di Kamut con verdure, mini sandwich con lattuga e formaggio e polpettine di tonno, accompagnate dalle bollicine del Prosecco locale, tutto da assaporare nello splendido parco che circonda la villa.

Oppure il Baglio Occhipinti, membro di Les Collectionneurs: qui si potranno gustare tra oliveti e vigneti i prodotti della Val di Noto custoditi in un cestino vintage: formaggi come il Ragusano Dop, il pecorino pepato e di capra, ma anche salumi locali, piatti della tradizione siciliana, come il pesce d’uovo (tipica frittata) alla ricotta, la scaccia ragusana, i pomodori dell’orto ripieni, il pane cunzato, le crudité di verdure con intingoli.

Ancora, La Tenuta di Artimino, member of The Meliá Collection, offre ai suoi clienti l’Exclusive Pic-Nic, un picnic privato per massimo dieci persone, organizzato in cima alla collina dove si trova la straordinaria Villa Medicea patrimonio dell’umanità Unesco,in un panorama sconfinato. Nel cestino da picnic, un’ampia proposta di prelibatezze locali cucinate con dedizione e sapienza dal ristorante dell’hotel Biagio Pignatta, accompagnate dai pregiati vini della Tenuta di Artimino serviti da un sommelier, conoscitore esperto che racconta ciascuna etichetta e guida gli ospiti nella degustazione.

Infine Passalacqua, lussuosissimo hotel sul Lago di Como, con il suo favoloso “Chic-nic”, un picnic elegante e preparato al momento, da gustare nei giardini della villa o a bordo di una delle barche d’epoca di Passalacqua, per un momento davvero indimenticabile.

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