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La rete che serveCosì “Distretto Italia” formerà i tecnici del Pnrr

Il progetto, promosso dal consorzio Elis, coinvolge – oltre a scuole e istituti tecnici superiori – 34 soggetti tra grandi imprese, agenzie per il lavoro e altri enti. Aperte le candidature per le prime quattro Scuole dei Mestieri. Le aziende sono a caccia di oltre diecimila profili: i più ricercati sono i posatori di fibra ottica

(Unsplash)

Si chiama “Distretto Italia” e ha due obiettivi: formare i tecnici necessari a realizzare i progetti del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) e rilanciare la formazione tecnica in un Paese in cui oltre il 57 per cento dei ragazzi e delle ragazze sceglie di frequentare un liceo. Il progetto, promosso dal Consorzio Elis, coinvolge – oltre a scuole e istituti tecnici superiori – 34 soggetti tra grandi imprese, agenzie per il lavoro (tra cui Adecco) e altri enti. Ed è entrato da poco nella fase operativa con l’apertura delle candidature alle prime quattro Scuole dei Mestieri che faranno partire corsi per posatori di fibra ottica, programmatori software, responsabili di cantiere e impiantisti elettrici.

Le grandi aziende sono a caccia di oltre diecimila tecnici nei settori energia, telecomunicazioni, costruzioni e digitale per realizzare le infrastrutture legate al Pnrr. E questi primi quattro corsi rispondono proprio a questa domanda di lavoro.

«Il profilo più richiesto è quello di addetto alla posa di cavi di fibra ottica, che copre il 35 per cento di tutto il fabbisogno. Seguono il responsabile di cantiere e il tecnico operativo. Per le imprese, inoltre, è anche urgente reperire programmatori di software e consulenti Ict», spiega Valeria Bonilauri, Responsabile Innovazione e Sviluppo Elis.

Delle oltre diecimila figure professionali da formare, il maggiore fabbisogno delle aziende è concentrato al Nord (31 per cento), seguito da isole (12 per cento), Centro (6 per cento) e Sud (4 per cento). Il restante 47 per cento rappresenta la domanda di personale tecnico specializzato da parte dell’indotto su tutto il territorio nazionale.

«Uno degli obiettivi cardine di Distretto Italia è proprio quello di accompagnare la trasformazione culturale del Paese, superando gli stereotipi che ostacolano la scoperta delle professioni tecniche, indispensabili per realizzare progetti innovativi», spiega Bonilauri. «Ed è bello vedere l’impegno che le grandi aziende italiane stanno mettendo nel parlare ai giovani con il linguaggio dei giovani».

I dati di Unioncamere e Anpal confermano che la mancanza di manodopera si concentra oggi nelle professioni tecniche. «Molti cantieri della fibra ottica rischiano di essere rallentati per la difficoltà di trovare posatori e giuntisti di cavi», conferma Alessandra Spagnolo, Public Sector Director di The Adecco Group. Un paradosso in un Paese in cui il tasso di disoccupazione giovanile è ancora oltre il 22 per cento e il numero di Neet, ovvero i giovani di età compresa tra i 15 e i 34 anni che non studiano e non lavorano o che lavorano in nero, è dieci punti più alto (23 per cento) della media percentuale europea.

«Adecco investe da sempre nella formazione delle competenze tecniche e oggi siamo impegnati per rispondere alle esigenze di personale – specializzato e non – di quelle aree del mercato del lavoro italiano, dove la domanda è fortemente influenzata dal Pnrr e dove le grandi aziende partecipate del Paese sono particolarmente esposte. Nel progetto Distretto Italia facciamo fronte comune sui fabbisogni del mondo delle infrastrutture e della digitalizzazione», prosegue Spagnolo.

Il valore aggiunto di Distretto Italia, dunque, è quello di mettere in rete i diversi attori protagonisti del mondo del lavoro per superare questo mismatch. «Il mercato del lavoro, in questo momento, soffre da un lato di un cambiamento di visione da parte dei giovani che manifestano nuovi bisogni rispetto al passato, dall’altro di un mismatch di competenze sempre più grave in un momento in cui si registra una grande crescita della domanda di lavoro collegata soprattutto ai progetti del Pnrr, in particolare allo sviluppo di infrastrutture sia digitali che fisiche», spiega Spagnolo. «L’obiettivo di questa iniziativa è quindi anche quello di fare entrare nel mondo del lavoro quei giovani che oggi ne sono al di fuori, attuando percorsi di formazione e attivazione modulati sulla base delle reali esigenze del mercato. Proprio per questo prendiamo parte a tavoli di lavoro insieme altre realtà coinvolte nel progetto, per generare un confronto e una condivisione rispetto alle attuali dinamiche e richieste del mercato».

Un obiettivo che risponde a una necessità immediata di manodopera, ma che guarda anche al lungo periodo per programmare la creazione delle competenze più richieste dalle aziende. «Tra le finalità di lungo termine di Distretto Italia c’è anche quella di offrire ai giovani un orientamento per la scelta del percorso di studi e della professione», dice Bonilauri.

Accanto alle Scuole dei Mestieri, Distretto Italia prevede infatti altre due linee di intervento. Da una parte, Scuola per la Scuola, ovvero attività di orientamento attraverso i Percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento (Pcto). A differenza dei tradizionali Pcto, che vedono una sola impresa pronta ad accogliere gli studenti, i giovani potranno scegliere tra molteplici proposte, per approfondire la propria conoscenza del mondo del lavoro nel contesto che più li interessa.

La terza linea d’intervento si chiama Officine Futuro, e consiste in percorsi di orientamento per gli studenti, che avranno a disposizione anche una piattaforma digitale di gaming. Officine Futuro si rivolgerà anche a coloro che svolgono un importante ruolo di supporto nelle scelte di studio e di lavoro dei giovani, ossia docenti e genitori. In queste settimane, i promotori di Distretto Italia stanno effettuando una serie di incontri, proprio con studenti e docenti di scuole superiori e università, in diverse città italiane, per mettere a punto i nuovi programmi di orientamento.

Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

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