Dopo tre anni di buioUna nuova luce alla Rocca di Angera

Il ritorno dell’arte contemporanea tra le mura del castello sul Lago Maggiore è segnato dalla mostra collettiva a cura di Alberto Salvadori. Piano dopo piano, si passa senza soluzione di continuità tra naturale, artificiale e organico

Installation view, Oltre il buio, Rocca di Angera, Ala Scaligera, Terre Borromeo, April 17 - October 1, 2023 © Andrea Rossetti

Tre anni di buio. Era dal 2020, infatti, che le porte della Rocca di Angera, il castello Borromeo che domina il lago Maggiore dalla sponda lombarda, non si aprivano più all’arte contemporanea. Ora, a riportare la luce nelle sale del corpo più antico della fortezza, è arrivata Oltre il buio, mostra collettiva a cura di Alberto Salvadori. Ad accogliere le ventiquattro opere di quindici artisti, rappresentati dalla Galleria Franco Noero di Torino, sono le sale dell’Ala Scaligera, l’edificio che nel Tredicesimo secolo Bernabò Visconti fece erigere in onore della moglie Regina della Scala. 

Le ricche decorazioni delle sei stanze, affrescate con motivi araldici, rombi e stemmi, affiorano dalle pareti degli spazi dedicati ai progetti di creatività artistica del XXI secolo, mettendo in dialogo biscioni Viscontei e scale del casato veneto con l’architettura contemporanea degli interni, realizzata durante l’importante restauro avvenuto dal 2015 al 2017 a cura dell’architetto Salvatore Simonetti e dello Studio di Restauro Carlotta Beccaria. E il dialogo tra passato e presente, tra medievale e “supercontemporaneo” è proprio la chiave di questo intervento, desiderato dal Principe Vitaliano Borromeo come impegno verso le generazioni future, a cui poter tramandare e lasciare in eredità testimonianze della propria epoca.

Tre anni di buio, che hanno tenuto chiuso il palazzetto, e che ora lasciano il passo alla luce delle opere selezionate da Salvadori a rappresentare una rinascita, una vita nuova, per dirla con Dante, che proprio come il prosimetro del sommo poeta, possa diventare un magazzino di ricordi e permetta di ricostruire la realtà non in ogni suo dettaglio, ma con una visione di insieme. Va oltre la metafora, il curatore, e dal buio della condizione esistenziale recente arriva alla percezione visiva, alla necessità di vedere, all’importanza della luce per l’esistenza umana.

Installation view, Oltre il buio, Rocca di Angera, Ala Scaligera, Terre Borromeo, April 17 – October 1, 2023 © Andrea Rossetti

«La luce è stata un’ossessione dell’umanità e il luogo dove siamo è il frutto di un periodo dell’umanità, il Medioevo, in cui il paesaggio luminoso era costruito con scelte che imponevano la quantità di luce, le occasioni, gli edifici e le persone da illuminare, anche in funzione del loro ruolo sociale», scrive Salvadori nel catalogo. 

«La luce poi costruiva anche la sera, costruiva le occasioni di vita. Nel Medioevo la notte crepitava di vita e di fiamme accese. La luce artificiale è l’effetto speciale nato nel Medioevo. Con la luce artificiale nascevano anche i grandi cicli pittorici, le decorazioni parietali e i dipinti per i luoghi sacri. Gli spazi di Angera oggi ci ripropongono questo straordinario divenire che ha favorito una forma di convivenza tra uomo e natura, tra l’uomo e l’arte».

Così, già sulla facciata esterna della costruzione duecentesca, la tela A Painting of a Bird #004 di Henrik Håkasson riprende questa unione, apparentemente contraddittoria, di artificiale e di organico, con il suo ramo sporgente – meridiana o rifugio per gli uccelli? Una convenzione del tutto umana, o la più spontanea delle manifestazioni naturali?

Installation view, Oltre il buio, Rocca di Angera, Ala Scaligera, Terre Borromeo, April 17 – October 1, 2023 © Andrea Rossetti

Fanno eco, dalle sale interne, la vegetazione acrilica e sotto vetro della Spiaggia Arcaica di Piero Gilardi, gli azzurri delle stoffe che riproducono il colore e la distanza dal cielo in diversi punti del mondo di Jason Dodge, i cani e i fiori delle stampe fotografiche di Robert Mapplethorpe e Simon Starling – quest’ultimo autore anche del film “Red Rivers (In Search of the Elusive Okapi)” che con i suoi frame in movimento illumina di rosso la sala oscurata in cui è proiettato, in un gioco semantico in cui documentario naturalista, azione artistica e mockumentary si incontrano sullo schermo per raccontare insieme la vera storia di una spedizione scientifica di inizio secolo. 

Scrive ancora Salvadori: «È caratteristica specifica del testo letterario quella di accogliere istanze e contenuti in contraddizione tra loro, di accettarne la compresenza come apportatrice di senso e di valore estetico ad un’opera. Tale assunto vale ed esiste anche nell’opera d’arte che porta con sé istanze e contenuti in contraddizione tra loro, nel suo essere insieme di componenti semantiche ed espressive frutto non di un processo scientifico ma all’opposto governato da un impossibile spiegazione logica».

Installation view, Oltre il buio, Rocca di Angera, Ala Scaligera, Terre Borromeo, April 17 – October 1, 2023 © Andrea Rossetti

Umano, troppo umano, come l’albero fuori scala di Figlio unico di Lara Favaretto, che attrae le persone sul suo bordo per poi cercare di inglobarle; le foglie rigogliose che invadono le automobili di VW do Brazil di Lothar Baumgarten e la sua [Arché] _(Ark), concepita negli anni Sessanta e portata a termine solo nel 2016, dopo aver vissuto a lungo nella regione remota dell’alto Orinoco con la popolazione Yanomami in Amazzonia. Nei tre piani della mostra si passa senza soluzione di continuità tra passato, presente, futuro, naturale, artificiale, organico. Insieme, per superare il buio, e accogliere le luci dell’arte. 

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