Milano beachUna settimana dedicata agli oceani nella città d’acqua che non ti aspetti

L’Ocean Week 2023, dall’8 al 12 giugno, ha l’obiettivo di consolidare una “cultura della risorsa idrica” ancora molto acerba nel nostro Paese. Dai ghiacciai ai mari, passando per i fiumi, i laghi e i canali artificiali: l’ecosistema acquatico è un un’unica e articolata entità che verrà celebrata all’università Bocconi, al Teatro Franco Parenti e al Museo della scienza e della tecnica

LaPresse

Non è bagnata dal mare, e non ha nemmeno un fiume ad attraversarla. Milano, però, è una città d’acqua con la “C” maiuscola. Grazie ai navigli, il capoluogo lombardo è stato uno dei primi centri urbani al mondo a realizzare un sistema di water management che ne ha cambiato radicalmente il volto, le ambizioni e le condizioni economiche. E poi c’è la Pianura Padana, uno dei principali bacini idrografici d’Europa e del mondo.

Queste caratteristiche, assieme alla sua rilevanza sul piano internazionale, hanno convinto One Ocean Foundation a scegliere Milano come location della Ocean Week 2023, un evento gratuito e diffuso che riempirà la città di iniziative, dibattiti e incontri inerenti ai temi dell’acqua e della salvaguardia dell’oceano, il vero termometro della crisi climatica innescata dalle attività antropiche.

Nel 2022, il riscaldamento oceanico ha infranto un nuovo (triste) record. La temperatura in questi ecosistemi cresce da sette anni consecutivi senza sosta, e il bacino che si sta scaldando più rapidamente è proprio quello del Mediterraneo. In più l’aumento della salinità e della stratificazione degli oceani può alterare gli scambi di calore, carbonio e ossigeno tra acqua e atmosfera. Le conseguenze sono estremamente ramificate e toccano sia la biodiversità marina, sia gli esseri umani. Agli oceani, infatti, sono spesso connesse le ondate di caldo che continuano a colpire tutti i continenti. Di questo e molto altro si parlerà dall’8 giugno – Giornata mondiale degli oceani secondo le Nazioni unite – al 12 giugno durante la settimana degli oceani. 

«Poche settimane fa, il fotografo Sebastião Salgado ha rilasciato un’intervista al Corriere in cui dichiara senza esitazione che siamo arrivati a un punto di non ritorno, che la razza umana si sta estinguendo senza possibilità di recupero. La nostra fondazione vuole smentire l’infausta visione di Salgado. In quanto esponente di una generazione passata, io mi sento chiaramente responsabile di ciò che sta accadendo al Pianeta. Sì, eravamo impegnati alla ricostruzione del Paese dopo la guerra, ma non è più una giustificazione sufficiente», spiega Riccardo Bonadeo, presidente di One Ocean Foundation, durante la conferenza stampa dell’evento a Palazzo Reale. 

Courtesy of antonella asnaghi & associati

Con il patrocinio del Comune di Milano, di Regione Lombardia e della Marina Militare, l’Ocean Week – alla sua seconda edizione – si articolerà principalmente in tre luoghi chiave di Milano, nella speranza di unire scienza, cultura ed economia per incrementare il livello di consapevolezza dei cittadini in merito alla prevenzione della salute degli oceani, dei fiumi e dei laghi. 

Si parte quindi l’8 giugno (dalle 9 alle 18:30) all’università Bocconi, teatro di conferenze e iniziative sul tema della blue economy, che non riguarda solo gli oceani ma tutto il calderone della gestione della risorsa idrica. Al Museo della scienza e della tecnica, invece, l’evento “Watercycle” (11 giugno) proporrà uno sguardo scientifico sul water management

L’Ocean Week 2023 si chiuderà al Teatro Franco Parenti il 12 giugno alle 21 con uno spettacolo dedicato all’importanza dell’acqua nella cultura umana, sotto la guida di Andreè Shammah. Scrittori, intellettuali e attori leggeranno poesie e stralci di romanzi (vecchi e nuovi) che parlano di oceani, mari, fiumi e laghi. Una preziosa occasione per celebrare il solido rapporto tra la risorsa idrica e tutte le sfare del campo culturale. Tre occasioni che, in maniera integrata, proporranno mezzi e strumenti per affrontare in modo concreto l’impatto della crisi climatica su mari e oceani.

Non mancherà, ovviamente, il coinvolgimento diretto delle scuole e delle università: «Nel momento in cui parliamo agli studenti dobbiamo essere positivi e approcciarci a loro con speranza, nonostante tutte le lezioni impartite dalla natura. Spetterà a loro prendere in mano le redini del mondo, e quindi un iniziativa come questa può servire per guardare al futuro con maggiore speranza», sottolinea Yuri Coppi, dirigente territoriale scolastico. 

«Per riuscire a cambiare le nostre abitudini c’è bisogno di muovere la parte più importante che abbiamo dentro: la volontà. Le trasformazioni devono attraversare tutta la società. Questa dimensione esperienziale è una nostalgia di bellezza che dobbiamo condividere. Dobbiamo recuperare il pragmatismo e la capacità di efficienza che caratterizza la nostra città», dice Anna Scavuzzo, vicesindaca di Milano. 

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