ForzalavoroIl decreto lavoro, il sogno infranto delle politiche attive e la Gen Z che vuol tornare in ufficio

Nella newsletter di questa settimana: lo sdoppiamento del reddito di cittadinanza, la nuova miracolosa piattaforma digitale di Meloni e il flop (per il momento) della Garanzia di occupabilità dei lavoratori (Gol). Ma anche i sindacati da Salvini, il commissariamento di Inps e Inail e la lite tra Fitto e Corte dei Conti sul Pnrr. E poi il gossip da smart working e i senior che preferiscono andare in pensione anziché lavorare a distanza. Ascolta il podcast!

(Fotogramma dal Secondo tragico Fantozzi)

SCUSI, CHI HA FATTO PALO?
Il decreto lavoro approvato dal governo il Primo maggio, tra le varie cose, ha sdoppiato il reddito di cittadinanza tra non occupabili e occupabili. Per i primi ci sarà l’Assegno di inclusione, molto simile all’attuale reddito. Per i secondi il Supporto per la formazione e il lavoro: in pratica un assegno di massimo 350 euro sotto forma di indennità di partecipazione a progetti di formazione o altre politiche attive, valido per la durata di queste attività e comunque non oltre i 12 mesi, non ripetibili.

Il governo scommette così che 615mila individui percettori del reddito troveranno un lavoro entro un anno al massimo

Ho visto la luce! Tutto grazie al Siisl, il nuovo Sistema informativo per l’inclusione sociale e lavorativa, una piattaforma digitale che dovrebbe risolvere l’annoso problema italiano a incrociare domanda e offerta di lavoro, addirittura con un percorso personalizzato. Il sistema informatico sarà realizzato dal nuovo Inps meloniano neocommissariato, per sottoscrivere quello che viene chiamato “Patto di attivazione digitale”. Portando a termine una missione impossibile: far dialogare Regioni, Centri per l’impiego e Agenzie private del lavoro, mettendo in rete tutti i dati degli occupabili percettori del reddito da incrociare con le offerte delle imprese. Una promessa fatta già dai Cinque Stelle. E poi, abbiamo visto com’è andata. Il tutto, tra l’altro, senza mettere un euro in più nelle politiche attive. «Senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica», dice il decreto. Un miracolo, insomma.

Gol mancato? Dove invece i soldi per le politiche attive ci sono, e sono pure tanti, è il sistema chiamato Garanzia per la occupabilità dei lavoratori. Acronimo: Gol. Di cui però in pochissimi – inclusi i lettori affezionati di questa newsletter 😉 – hanno sentito parlare. Eppure è il progetto portante della missione 5, quella del lavoro, del Piano nazionale di ripresa e resilienza. L’Unione europea in pratica ci dà quasi 5 miliardi e in cambio ci chiede di aiutare 3 milioni di disoccupati a trovare un lavoro, coinvolgendone 800mila in attività formative, con quattro percorsi diversi a seconda del livello di occupabilità. Il problema, però, è proprio qui: aiutarli a trovare un lavoro. Non trovare loro un lavoro. Che è diverso.

Diamo i numeri Ma andiamo con ordine. Ovviamente, come per le politiche attive del reddito, anche in questo caso dei disoccupati devono occuparsi le regioni. Lo scorso anno sono stati suddivisi i primi 880 milioni di euro tra i venti enti regionali. L’obiettivo iniziale era la “presa in carico” di 300mila persone entro fine anno. Ma siccome le prese in carico andavano spedite, il governo Draghi aveva innalzato l’asticella puntando a 600mila. A fine anno, il numero complessivo dei partecipanti al programma era di di 709.127. Ben oltre ogni aspettativa. Al 31 marzo si superava il milione. Bene-bravi-bis. Ci sono quindi più di 1 milione disoccupati in meno? Perché nessuno lo ha raccontato? Calmi, calmi, non è così. Tutt’altro.

Come ti calcolo il beneficiario Il problema è come si contabilizzano i beneficiari raggiunti dal Gol. Perché ai fini della contabilizzazione dei beneficiari inseriti nel programma, serve solo la “presa in carico”. Insomma, basta aver varcato la soglia del centro per l’impiego, aver fatto un colloquio di orientamento di base per l’assessment, cioè la valutazione, e aver sottoscritto il patto di servizio o il patto per il lavoro. Nulla di nuovo rispetto a quello che i centri per l’impiego avrebbero dovuto fare dal 2018, quando è stato emanato il decreto sui livelli essenziali delle prestazioni – ricorda Lucia Valente su Lavoce.info.

  • Per la contabilizzazione dei beneficiari avviati alla formazione, si deve tener conto del “completamento” del percorso formativo, ma è anche sufficiente rendicontare anche solo la proposta della attività di formazione concordata. Per i beneficiari percettori di reddito di cittadinanza e di ammortizzatori sociali, si rinvia alle singole regioni la definizione in via autonoma delle modalità per la tracciabilità delle attività.

Ma stavolta ci sono i soldi L’unica novità rispetto al passato riguarda l’individuazione nei patti di uno dei quattro percorsi Gol, per cui ora sono previsti cospicui finanziamenti. A fine marzo, oltre mezzo milione dei disoccupati presi in carico era nel percorso uno del reinserimento lavorativo, più di 275mila in quello della formazione.

Formatori! È chiaro che il reinserimento lavorativo è la parte più difficile della Gol. La formazione sembra quella più semplice. E l’Italia, nonostante non sembri, ha una lunga storia di corsi di formazione. Il problema è che sono il più delle volte inutili. E non è un caso, come racconta il Dataroom del Corriere, che nel frattempo siano aumentate le società che si accreditano per fare formazione, molte delle quali non rispondono nemmeno al telefono.

  • Secondo le tariffe definite dall’Anpal, un’ora di corso è pagata mediamente 131 euro, più 90 centesimi a partecipante. A dicembre 2022 in Italia c’erano 12.487 società di formazione, 1.463 in più rispetto a dicembre 2018.

E i corsi proposti ai disoccupati non tengono conto dei bisogni delle imprese. Non c’è un effettivo monitoraggio della programmazione dei corsi regionali, né un incrocio con i bisogni delle imprese. Le società propongono i corsi che hanno in catalogo e si procede così, senza bussola. Né il decreto lavoro né il Gol prevedono grandi rivoluzioni. E il finale è già scritto: entro il 2026 avremo speso i 4,9 miliardi senza aver cambiato una virgola alle politiche attive.

Postilla Ora c’è pure una contraddizione tra quanto prevede il nuovo Rdc e quanto prevede Gol. Il primo esclude infatti gli stranieri non residenti in Italia da almeno cinque anni di cui gli ultimi due in modo continuativo: la prima formulazione del governo gialloverde prevedeva dieci anni e su questo la Commissione europea ha aperto una procedura di infrazione contro l’Italia. Il programma Gol invece non richiede anni di residenza per poter aderire. Un cortocircuito. Mentre lo straniero povero, magari entrato in Italia grazie ai decreti flussi che il governo intende allargare non potrà ricevere il reddito e inserirsi al lavoro se non è residente in Italia regolarmente da minino cinque anni, potrà però partecipare al programma Gol. Un fatto positivo in tutto questo caos.

Postilla 2 Il titolo di oggi è una citazione dal Secondo tragico Fantozzi.

 

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MOBILITATI
Dopo le scintille tra governo e sindacati sul decreto lavoro del Primo maggio (qui in Gazzetta Ufficiale) e la manifestazione di Bologna di sabato 6 maggio, le prossime tappe della mobilitazione unitaria di Cgil, Cisl e Uil contro le nuove misure decise dall’esecutivo Meloni sono il 13 maggio a Milano e il 20 a Napoli.

Poliziotto buono Intanto, le sigle sindacali sono state convocate mercoledì 10 maggio da Matteo Salvini al ministero delle Infrastrutture. La ministra del Lavoro Marina Calderone ha detto ad Avvenire di essere aperta al confronto. Il decreto lavoro dovrà ora essere convertito in legge entro 60 giorni.

  • Nel decreto, c’è pure un aiutino ai datori di lavoro che non pagano i contributi.

 

NUMERI & PAGELLE
Decreti inutili Il mercato del lavoro però va in un’altra direzione rispetto ai contenuti del provvedimento varato il Primo maggio: a marzo 2023, stando ai dati Istat, continua la crescita delle stabilizzazioni con i contratti a tempo indeterminato, che sono 78mila in più rispetto agli ultimi tre mesi del 2022, 367mila in più in un anno, raggiungendo il numero più alto da quando esistono le serie storiche. Mentre i contratti a termine, quelli sui quali il governo è intervenuto rendendo più flessibili le regole sulle casuali per rinnovi e proroghe dopo i 12 mesi, nel primo trimestre dell’anno sono 3mila in meno, in un anno 85mila in meno.

Paese per vecchi Secondo uno studio dell’Inps anticipato dalla Stampa, il divario salariale tra le generazioni in Italia è raddoppiato in 40 anni. Ora arriva al 40% dello stipendio. Le cause: paghe basse all’ingresso e anziani che non lasciano i posti migliori.

Stacanovisti In Italia si lavora pure troppo: secondo i dati Eurostat, circa 2 milioni di lavoratori restano in ufficio per 50 ore a settimana, contro le canoniche 40 ore. Si tratta del 9,4% dei lavoratori totali. Ci superano i francesi con il 10,2%.

Cara inflazione La Bce intanto ha alzato i tassi di interesse di altri 25 punti base, mentre in Italia l’inflazione non scende. Ad aprile supera ancora l’8%. Non sarà che alcune aziende continuano a scaricare i rincari sui listini, anche se non è più necessario (o quasi)? Se lo chiede Ferruccio de Bortoli sul Corriere.

I voti Venerdì 12 maggio l’Italia torna sotto i riflettori delle agenzie di rating: a esprimersi questa volta sarà Fitch. Un giudizio atteso dopo che Moody’s aveva avanzato preoccupazioni in vista del proprio pronunciamento atteso il 19 maggio.

MONDO CALDERONE
Abbiamo continuato a documentare nelle scorse settimane l’anomalo intreccio tra la ministra del Lavoro Marina Calderone e l’ordine dei consulenti del lavoro, che ha presieduto fino alla nomina di ministra e che oggi è guidato dal marito Rosario De Luca. Alla vigilia del Primo maggio, i due erano insieme al congresso regionale dei consulenti della Sardegna. Tra gli ospiti, anche il capo degli ispettori del lavoro e il neopresidente di Anpal Servizi nonché consulente della ministra. Qui il racconto.

Nomine Il governo ha commissariato Inps e Inail, mandando a casa Pasquale Tridico e Franco Bettoni. Ci sono venti giorni di tempo dall’entrata in vigore del decreto legge per scegliere i commissari. I nomi più forti in circolazione sono quelli di Gabriele Fava e Concetta Ferrari, quest’ultima segretaria generale del ministero del Lavoro scelta da Calderone.

 

DOSSIER ECONOMICI
Scadenze Questa è una settimana decisiva per due dossier economici importanti.

  • Venerdì 12 maggio scade la proroga chiesta da Lufthansa per chiudere la trattativa con il Tesoro per l’ingresso in Ita con una quota del 40%.
  • Mercoledì 10 maggio ci sarà l’assemblea Enel, da cui arriverà un’indicazione definitiva dei soci sul presidente, dopo che il nome indicato dal Mef per la presidenza, quello di Paolo Scaroni, ha incontrato diverse resistenze tra gli azionisti di minoranza.

Ancora tu Il 9 maggio al Mimit, ex ministero dello Sviluppo economico, ci sarà un incontro con i sindacati sull’ex Ilva. Solo una segnalazione: dice Salvini che vuole fare il Ponte sullo stretto di Messina con l’acciaio di Taranto.

E il Pnrr? Il ministro degli Affari economici Raffaele Fitto se l’è presa con la Corte dei Conti per le critiche sui ritardi del Piano nazionale di ripresa e resilienza. I giudici contabili hanno chiesto pure di sanzionare i funzionari responsabili dei ritardi. Intanto sugli asili nido si pensa di prorogare la scadenza o addirittura tagliare i posti. E i tecnici che erano stati scelti da Draghi preferiscono defilarsi.

Agenda Oggi a Napoli comincia il Festival dello Sviluppo sostenibile.

 

COSE DI LAVORO
Correva l’anno 2023 Nelle città cinesi, un giovane su cinque è al di fuori del mercato del lavoro e il governo sta pensando di inviarli nelle campagne per due o tre anni a cercare lavoro in agricoltura. Negli Stati Uniti, un McDonald’s del Kentucky avrebbe fatto lavorare i bambini di dieci anni gratuitamente e fino alle 2 del mattino, secondo il dipartimento del lavoro americano.

Senza script Lo sciopero degli sceneggiatori di Hollywood, iniziato il 2 maggio, non si ferma e crea le prime “vittime”. Ne ha subito le conseguenze la cerimonia di consegna degli Mtv Movie & Tv Awards: i premi sono stati assegnati nel corso di un evento registrato e mandato in onda in differita. Drew Barrymore ha deciso di non presentare la cerimonia in solidarietà con gli sceneggiatori della Writers Guild of America.

Chi è remoto e chi no Business Insider racconta dei lavoratori più anziani che hanno preferito anticipare la pensione anziché lavorare da remoto. Mentre ci sono i più giovani della Gen Z che hanno capito che andare in ufficio cinque giorni a settimana li aiuta a fare carriera.

Occhio al gossip! Con il lavoro remoto e ibrido, il gossip e le dicerie su colleghi e capi passano a loro volta spesso dal digitale. Ma diffondere tutto online può essere molto rischioso, avverte la Bbc.

Save the date Il 21 e 22 maggio ritorna il Festival di Gastronomika. Parleremo anche del lavoro nel mondo della ristorazione e del perché non si trovano cuochi e camerieri. Vi aspettiamo! Qui per iscriversi.

 

Per oggi è tutto.

Buona settimana,

Lidia Baratta

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Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

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