Sulle sponde del lago Arancio L’arte come mezzo di riflessione sul cambiamento climatico

A Sambuca di Sicilia (Agrigento), un antico casale sul lago si trasforma un centro di cultura e autocoscienza, dove vari artisti descrivono con linguaggi innovativo il rapporto tra uomo e collasso ambientale

Corpo Fragile, di Ignazio Mortellaro. Courtesy of MariaLoMeo

Lui, Ignazio Mortellaro, è artista visivo ma anche architetto e ingegnere. Loro, i Planeta, sono i baby boomer dell’enologia siciliana. Lui utilizza diversi media (scultura, disegno, fotografia, video e installazioni) per analizzare e descrivere il rapporto tra uomo e natura. Loro, invece, hanno creato il protocollo Planeta Terra, un insieme di pratiche ecoattente, declinate verso la tutela dell’ambiente e la promozione di un concetto ampio di agricoltura.

In una Sicilia plurale (il copyright è dello scrittore Gesualdo Bufalino) è quasi naturale che identità diverse tra di loro parlino la stessa lingua. Ed è quello che è successo per Mortellaro e i Planeta, che già si erano incontrati nel contesto di Viaggio in Sicilia, il progetto di residenza nomade d’artista che vede impegnati talenti italiani e stranieri in un viaggio nell’isola alla ricerca di luoghi, storie e atmosfere sconosciute al grande pubblico. E succede, oggi, a distanza di qualche anno, con Versoterra|Earthwards.

Ulmo, Planeta.

In casa Planeta, infatti, si è deciso di trasformare in un nuovo spazio per l’arte un antico casale della Tenuta Ulmo, sede storica dell’Azienda, sulle sponde del lago Arancio, nel territorio di Sambuca. Il progetto, nato in collaborazione con Radiceterna e con Fondazione Merz e realizzato in occasione del riconoscimento di Menfi Città Italiana del Vino 2023, vuole stimolare attraverso lo sguardo creativo degli artisti una riflessione sugli effetti del cambiamento climatico nei luoghi dove questo si manifesta e influenza il rapporto tra l’uomo e la natura. Il nuovo spazio culturale è pensato, così, per ospitare installazioni e creazioni che svolgono tematiche ecologiche attraverso l’utilizzo dell’arte contemporanea, linguaggio capace di creare collegamenti tra discipline, nuove immagini e metafore per immaginare il nostro futuro.

Versoterra|Earthwards, insomma, è un altro capitolo del progetto Planeta Cultura per il Territorio, un ricchissimo palinsesto che spazia dalla musica al teatro, dall’arte contemporanea alla letteratura. Dopo Viaggio in Sicilia (in cui artisti di ogni latitudine vanno alla ricerca di luoghi, storie e atmosfere siciliane che confluiscono in una mostra frutto delle suggestioni del loro viaggio), Sciaranuova Festival (felice esempio di teatro nel cuore dei vigneti etnei) e Planeta Session & Santa Cecilia in Musica (arte contemporanea e musica elettronica in un ciclo di incontri e concerti al tramonto), Versoterra|Earthwards chiede a studiosi e artisti di uscire dalle gallerie d’arte e dalle accademie per confrontarsi con il territorio produttivo e rurale dove sono ben visibili le conseguenze dell’emergenza ambientale. Gli artisti, quindi, sono invitati a realizzare un’installazione site-specific per la Casina dell’Ulmo come contributo per affrontare problematiche globali partendo dalle loro specificità.

Ulmo vigneti Didacus Chardonnay, Planeta

Ed ecco che Ignazio Mortellaro ha inaugurato lo spazio, lo scorso 14 maggio, con il suo lavoro Corpo fragile dove affronta il problema della desertificazione. L’opera è costituita da un grande piano sospeso in acciaio e sabbia di quarzo, diviso in dodici quadranti da barre dorate e disseminato di piccole fusioni in ottone. I quadranti non sono altro che i dodici mesi del 2022 e sulla loro superficie desertica sono state depositate, come reperti in un’area archeologica, piccole sculture in ottone che rappresentano ossa di volpe. «A distanza – racconta Mortellaro – le sculture sembrano disegnare delle costellazioni, in realtà sono la rappresentazione dei millimetri di acqua piovana caduta nella zona di Sambuca nei mesi del 2022 secondo il Report Siccità della Regione Sicilia, trasformato in peso di ossa. La volpe è uno degli ultimi animali selvatici rimasti ad abitare questo territorio e nell’incontrarlo si prova spesso un certo disagio, perché forse ci suggerisce la nostra origine animale e vulnerabile».

Corpo Fragile, di Ignazio Mortellaro. Courtesy of Maria Lo Meo e Ignazio Mortellaro

La questione della crisi climatica e dei suoi effetti sul paesaggio rurale è, da tempo, al centro della riflessione di Mortellaro ed ecco, quindi, la rappresentazione di un territorio reale (quello di Sambuca) pensato e raffigurato come un organismo vivente, fragile e indifeso nei confronti dei cambiamenti climatici globali.

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