Il dato più alto dell’affluenza alle elezioni europee s’è registrato la prima volta che si è votato per eleggerlo. Nel 1979 andò alle urne il sessantadue per cento degli aventi diritto: poi quel dato è entrato in una flessione durata fino al 2014. Nel 2019, la scorsa tornata, è tornato a superare la quota del cinquanta per cento. Tra un anno, l’obiettivo è confermare la crescita e la partecipazione. L’ultimo sondaggio Eurobarometro rileva maggiore consapevolezza sull’appuntamento del giugno 2024 tra i cittadini dei ventisette Stati membri.
In particolare, è aumentato l’interesse del pubblico: lo manifesta il cinquantasei per cento degli intervistati (più sei punti rispetto al 2018). In Italia lo scarto è ancora più marcato: si dice interessato alle elezioni il cinquantotto per cento, più undici punti rispetto al 2018. Si tratta di uno degli incrementi più netti tra gli Stati membri. A livello europeo, due terzi di chi ha risposto (67 per cento, 64 in Italia) si dichiara pronto a votare qualora le elezioni fossero la settimana prossima. Non lo sono, ovviamente, ma con quesiti come questo i ricercatori si fanno un’idea della possibile affluenza.

Nonostante la propaganda russa, la maggioranza della popolazione negli Stati membri – per la precisione il 69 per cento – è a favore del sostegno europeo al Paese sotto attacco. Come si vede nella mappa qui sopra, i picchi di consenso si registrano nella parte di Europa più vicina alle minacce russe: a Nord e a Oriente.
L’Italia, ritratta nel grafico a torta qui sopra, si “ferma” al sessantasette per cento. Comunque, non pare un dato scontato, di fronte alla retorica deteriore dei talk show e di alcuni media frettolosi di raccontare «maggioranze silenziose» che semplicemente non esistono.
Infine, può essere interessante notare che «ancora non si vede un “effetto Qatargate” sull’immagine del Parlamento europeo», come è stato detto durante la presentazione dei risultati. È ancora prevalentemente una visione positiva dell’istituzione. Alla domanda su quale sia il valore più importante che l’Eurocamera dovrebbe difendere, la maggioranza (trentasette per cento) dei cittadini ha replicato così: la difesa della democrazia.
Sulle priorità per la prossima legislatura, invece, al primo posto c’è la lotta contro la povertà e l’esclusione sociale (38 per cento), seguite dalla salute pubblica (33 per cento), dall’azione contro i cambiamenti climatici e dal sostegno all’economia e alla creazione di nuovi posti di lavoro (entrambi trentuno per cento). Quest’ultimo punto – l’occupazione – è invece il più sentito dagli italiani (trentotto per cento).



