«Più lontani da Roma, più vicini all’Europa», era uno slogan leghista della prima ora. Eccola qui, l’Europa, nel Pirellone che avrebbe potuto ospitare la sede dell’Ema, ma quello è il passato. Il presente e il futuro passano dall’ufficio Europe Direct appena aperto, al pianterreno del grattacielo. La ragione sociale dice «Centro informazioni dell’Unione europea», di un’Ue che vorrebbe essere soprattutto di prossimità, affacciarsi per strada sulle vetrate di queste vie di Milano a pochi passi dalla Stazione Centrale.
Il nuovo «Spazio Europa» nasce per essere un luogo di scambio e dialogo. «Sarà possibile saperne di più sull’Europa che per molti versi è ancora una grande sconosciuta», è il messaggio della vicepresidente del Parlamento europeo, Pina Picierno. Capire l’impatto dell’Unione sulla vita dei cittadini, dice Picierno, è ancora più importante «con l’approssimarsi delle elezioni europee», a cui manca un anno esatto.
«Questi centri dimostrano che la democrazia può mantenere gli impegni, sono un fattore chiave per avvicinare l’Unione alle persone», spiega la vicepresidente della Commissione europea con delega a Democrazia e demografia, Dubravka Šuica. Da ex sindaca di Dubrovnik, in Croazia, che ha amministrato per una decina di anni, Šuica sottolinea la posizione privilegiata della Regione, tra istituzioni locali ed europee.
«I cittadini vogliono un’Unione più vicina a loro», conclude Šuica a proposito della Conferenza sul futuro dell’Europa. «Vogliono saperne di più», dice, sulle richieste del forum: tra queste, l’inclusione di tematiche europee nei curricula di studio, ma quella è una competenza degli Stati membri. Centri come quello di Milano proveranno a colmare il gap. Tra i tavoli e una mostra interattiva sulle tappe storiche dell’integrazione comunitaria.
È un modo per conoscere meglio le opportunità che l’Europa ci dà, ed è fondamentale che tutto il territorio abbia le stesse, perché è una realtà che rappresenta il nostro presente e il nostro futuro», aggiunge il governatore lombardo Attilio Fontana, tagliando il nastro di quello che definisce innanzitutto «un luogo di lavoro».
Anche grazie a due sportelli: uno dedicato ai giovani, per conoscere le occasioni di volontariato, studio, tirocinio e lavoro nell’Ue. Il secondo centrato sui bandi e i programmi a favore degli enti locali. Un’area interattiva permetterà, infine, ai visitatori di partecipare alla formulazione di proposte per il futuro dell’Unione.
Entrando, sulla destra, sul muro svetta una frase di Jean Monnet. «Ho sempre pensato che l’Europa si farà nelle crisi e sarà la somma delle soluzioni che si daranno a queste crisi. Noi non coalizziamo degli Stati, uniamo degli uomini». Da oggi, Milano ha una nuova finestra sull’Europa: per scoprire finalmente cosa fa per noi e, parafrasando lo statista francese, per continuare a sommare soluzioni.

