TerroirQuando il nome del progetto è il messaggio da condividere

Il ventesimo anniversario dell’azienda di importazione di vini di Ceretto diventa un momento di studio e approfondimento per conoscere e condividere una filosofia tanto forte e radicata da diventare un modello da seguire giorno per giorno

Era il 2003 l’anno in cui la famiglia Ceretto e l’omonima cantina hanno deciso di inaugurare Terroirs, un progetto di importazione di vini stranieri con lo scopo non solo di espandere le conoscenze, ma anche di stringere importanti sinergie in grado di esprimere e valorizzare ogni potenzialità. Il lavoro fatto nel corso degli anni si è contraddistinto grazie a un approccio sempre diretto, personalizzato, realizzato cercando di andare a toccare con mano ogni nuova realtà che via via si univa alle altre. Le scelte fatte sono state tutte motivate da una conoscenza reale, costruita attraverso degustazioni e confronti con i produttori, seguendo le sensazioni del palato, e costruendo veri legami con nuove realtà.

Courtesy Ceretto Aziende Vitivinicole

Oggi il progetto compie vent’anni, e per celebrare questo importante traguardo il punto di partenza è stato l’analisi del significato del nome stesso: terroir. Un termine proveniente dal vocabolario francese, intraducibile in qualsiasi altra lingua, che racchiude in sé numerosi valori tra cui il quello del territorio, della terra e di una delimitata area geografica. Per far luce sul significato di questo termine è stato invitato al magnifico Palazzo Carignano di Torino, Armando Castagno, critico, degustatore, esperto del territorio della Borgogna e autore di numerosi libri sul vino. È stato lui a tenere una lectio magistralis sul complesso significato del termine terroir. Inizialmente nell’800 e nella prima metà del ’900 questa parola è stata caratterizzata da un’accezione negativa, Jullien scriveva infatti: «Il vino che presentava “gusto di terroir” non era reputato adatto al commercio per la gente di città. Si contrapponeva in questo al vino nobile, al cru». Nel tempo questo concetto si è evoluto, è stato valorizzato e apprezzato e capito, fino ad arrivare alla definizione fornita da Inao (Institut National de l’Origine et de la Qualité, ex Institut National des Appellations d’Origine) nel 1999 che recita:«Il terroir è uno spazio geografico delimitato nel quale una comunità umana ha costruito, nel corso della sua storia, un sapere collettivo fondato su un sistema di interazioni tra un mezzo fisico e biologico e un insieme di fattori umani. Gli itinerari sociali e tecnici così messi in gioco rivelano una originalità, delineano una tipicità e sfociano in una reputazione per un qualunque bene originario di questo spazio geografico». Il fulcro di questa composita definizione si può ravvisare in primo luogo nel ruolo importante della comunità e della interazione di essa con l’attività agricola e il territorio. Il prodotto che scaturisce è frutto dunque della sinergia e delle interazioni dell’uomo, dello spazio geografico e del vitigno. È un’espressione unica, che può essere regalata unicamente in quella determinata area perché risultato di un lavoro comune, delle caratteristiche di quel luogo e della sua particolare biodiversità.

La stessa idea di comunità, quindi di unione di uomini che collaborano, discutono, elaborano e crescono sta anche alla base del progetto Ceretto Terroirs, costruito su scelte motivate dallo studio, da una conoscenza reale e diretta dei vini e con l’obiettivo di selezionare etichette dal mondo che possano favorire una reale collaborazione e una rete di alleanze tra le regioni vinicole più preziose. Dietro ci sono  famiglie, alcune storiche, altre più recenti, ma tutte impegnate nella produzione di vini in grado di raccontarsi da soli, di trasmettere storie e tradizioni, e quindi di produrre vini di terroir.

Le newsletter de Linkiesta

X

Un altro formidabile modo di approfondire l’attualità politica, economica, culturale italiana e internazionale.

Iscriviti alle newsletter