Episodio 4Un tempo un po’ meno dolce

Il Festival si riascolta in podcast, nella serie Affamati, che per questa nuova puntata cerca di raccontare quale sarà il futuro di panifici, pasticcerie e locali in cui la dolcezza non è solo in quello che si mangia, ma anche in quello che si sceglie per il proprio lavoro

(Pixabay)

Per il quarto podcast di questa seconda serie è arrivato il momento di parlare del mondo del pane, e del dolce. Sono tre i principali punti chiave emersi nel corso della mattinata di discussione e confronto durante l’hackathon che ha caratterizzato il Festival di Gastronomika, che aveva come tema il tempo. Il tempo che si declina nelle pieghe di un lavoro apparentemente sfavillante ma in realtà piuttosto complicato. Il tempo che serve per la lievitazione, ma anche per tutte le altre attività proprie di questo settore. Ma anche il tempo che ci si prende, da cliente, per gustare una colazione con lentezza e iniziare la giornata con calma, oppure per prenderla e portarla via con sé, con velocità, perché si va sempre di fretta.

Il tempo di cambiare la propria visione delle cose, che chi lavora in questo settore sta sempre più modificando per dare spazio alla sostenibilità, declinata in varie sfumature: da quella ambientale a quella economica, fino a quella che li vede impegnati nella ricerca di una soluzione per trovare il maggior equilibrio possibile tra vita e lavoro.

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Se c’è un momento della giornata in cui pasticceria e panificazione trovano la loro espressione più emblematica, è di sicuro quello della colazione. Lento o veloce, da soli o in compagnia, a casa o fuori, fatto di sapori e scelte “confortevoli” oppure di continua sperimentazione di gusti e consistenze nuovi, il primo pasto della giornata riveste un ruolo cruciale.

È un rituale con cui chiunque può dedicare del tempo a se stesso o alle relazioni e dunque un momento che diventa una vera e propria scelta di benessere non solo in termini di gusto, ma mentale. È un’esperienza a tutto tondo e in continua evoluzione fra sperimentazione e proposte più tradizionali, ma che ha nella qualità una caratteristica fondamentale.

Questo lo sanno bene panificatori e pasticcieri, sempre alla ricerca del modo migliore per soddisfare (e magari provare ad anticipare) le esigenze dei clienti tenendo fede alla propria visione e ai propri valori.

C’è chi ha poco tempo a disposizione e quindi predilige chi propone i prodotti del proprio forno in un formato “da passeggio”, magari con un’attenzione in più alla sostenibilità del packaging. Chi invece può concedersi qualche minuto in più va alla ricerca di un locale con spazi ampi, confortevoli e connessi dove la colazione va a braccetto con il relax, soprattutto nel fine settimana.

Ma il tempo non è solo quello del cliente che varca la soglia del forno, della pasticceria o della bakery. Il tempo è anche uno dei valori portanti di un’attività di questo genere che vuole – deve – essere comunicato al consumatore insieme alla storia di un determinato prodotto, al “saper fare” dell’artigiano o all’importanza della filiera, come ha ben espresso Leonardo Acucella del Mercato del Pane.

Un racconto efficace e semplice, capace di trasmettere emozioni, ma anche di generare fiducia e riconoscibilità, dare nuovi stimoli e – non da ultimo – di educare al fatto che la qualità non può più essere un’opzione, bensì uno standard: è questo uno degli obiettivi che i giovani si sono posti nel corso del confronto tra i tavoli.

Questo perché ci si rende sempre più conto di quanto la comunicazione porti valore a ciò che si fa e di quanto sia sempre più necessario investire risorse ed energie anche in questo ambito, spesso privilegiando una comunicazione interna in grado di far nascere e conservare una connessione con il cliente sui social – strumento con un’importanza in continua crescita in questo senso – e su qualsiasi altro tipo di media.

E dopo aver parlato di pasticceria, nella prossima puntata racconteremo il mondo dell’enologia, con voci da enologi, agronomi, produttori e consulenti. Il modello dell’hackathon è un format innovativo e dirompente di condividere idee e opinioni, mutuato dagli sviluppatori di software. Lo abbiamo declinato nell’ambito enogastronomico portando al Festival di Gastronomika 360 professionisti under40 a dialogare e confrontarsi tra loro, in una giornata densa ed entusiasmante, i cui contenuti riassumiamo in questo podcast. Alla prossima puntata!

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