Lista della spesa Consigli per comprare il pesce senza spendere una fortuna

Buono ed economico? Sembra una missione impossibile, ma si può, anche quando si parla di mercato ittico: bisogna solo prestare attenzione ad alcuni criteri fondamentali

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Ostriche e aragoste, rombi chiodati e gamberoni, tonno rosso e pregiatissimi percebes. Quando pensiamo al pesce pensiamo spesso, troppo spesso, a prodotti preziosi e costosi. In realtà è possibile cucinare squisiti piatti di pesce senza spremere eccessivamente il portafogli. Per farlo non bisogna ricorrere a super offerte che spesso nascondono fregature, a prodotti di allevamento o a surgelati di importazione. Meglio affidarci a criteri consolidati, come tradizione, località, stagionalità: nel fare la spesa sono vere e proprie bussole, che consentono di coniugare qualità e risparmio.

Pesce azzurro e co.
La prima scelta, quella che subito salta alla mente è il pesce azzurro. Acciughe e sarde (no, non sono la stessa cosa, le sarde sono più grosse e grasse), ma anche e soprattutto sgombri, troppo spesso ignorati ma in realtà deliziosi e facili da preparare. Si possono grigliare, soprattutto sgombri e sarde, queste ultime magari leggermente impanate per assicurarne la tenerezza, oppure cuocere al forno, o anche in umido, senza dimenticare il fritto, ideale per le acciughe. Se ne pescano grande quantità, di qui il prezzo contenuto. Ma non basta: ci sono varietà come l’alaccia, l’aguglia, la palamita o il pesce spatola, meno note ma non meno gustose, che hanno un prezzo ancora più contenuto.

Le varietà meno note
Come l’alaccia o lo spatola, ci sono altri pesci che raramente vengono presi in considerazione ma che sono buonissimi. Il pesce serra, la mormora, ottima al forno, il cefalo, lo zerro, da provare fritto o in carpione, l’occhiata, il pagello, la lampuga, buonissima al cartoccio: sono tutte specie meno conosciute, che vale la pena provare per l’ottimo risultato nel piatto, per il costo decisamente contenuto e anche perché costituiscono una scelta green. Abbondanti e poco “gettonati”, questi pesci non vanno a intaccare le già scarse riserve di altre specie considerate e rischio. Se si cercano crostacei e molluschi, si possono preferire i totani, un po’ più consistenti, ai più pregiati calamari, oppure si possono acquistare le canocchie, chiamate anche cicale di mare, un po’ più laboriose da sgusciare dei gamberi ma davvero deliziose, mentre un’alternativa low cost alle vongole è offerta da telline o arselle o più banalmente dalle cozze.

Stagionalità e vicinanza
I criteri che consentono di acquistare pesce a prezzi contenuti, si è visto, spesso coincidono con quelli che tutelano l’aspetto ecologico e la ricchezza di fauna dei mari. Per questo è sempre bene scegliere pesci del nostro Mediterraneo, ma anche guardare al periodo di pesca. Perché, come per frutta e verdura, anche per i pesci esiste un canone di stagionalità. Così potremo gustare in inverno alici, sarde, sgombri, ma anche saraghi e triglie, o concederci un polpo o delle seppie, mentre in primavera privilegeremo sarago, palamita e pagello, e in estate torneremo a trovare acciughe e sardine, ma anche le deliziose sogliole e le orate; e l’autunno porterà in tavola branzini e, per un piatto speciale, il pregiato rombo chiodato. Seguendo la stagionalità ci si può concedere anche qualche “extra” di lusso, mentre è meglio prestare attenzione ai pesci a buon mercato perché allevati: gli allevamenti intensivi non sono certo un ambiente salutare per i pesci, e le loro carni quando arrivano a noi rischiano di non essere né buone né sane. Attenzione quindi, se si acquista pesce di allevamento: occorre essere sicuri di come è stato allevato, e il prezzo troppo basso è spesso un cattivo indicatore. Per questo è sempre bene verificare che, quando acquistiamo, il banco del pescivendolo esponga cartelli che riportano la specie e il luogo di provenienza e che informino se l’esemplare è stato pescato o allevato e con quale tecnica.

Pesce d’acqua dolce
Ebbene sì, ci sono anche i pesci di lago e di fiume. Troppo spesso abbiamo la tendenza a non prenderli nemmeno in considerazione, ma proprio nelle acque dolci di cui è ricco il nostro Paese si celano prelibatezze a buon mercato. Forse un po’ più difficili da trovare, perché spesso il commercio è limitato alle aree circostanti gli specchi d’acqua di provenienza, ma vale la pena tentare. Luccio, agone, gambero di lago, tinca e pesce gatto, ma soprattutto trota possono essere una vera e propria sorpresa. Da ricordare che, per quanto riguarda le trote, che hanno bisogno di acqua fresca e pulita, anche l’allevamento è un’ottima scelta.