In mostra a VeneziaL’arte al servizio della scienza per parlare del meteo nell’epoca della crisi climatica

“Everybody Talks About the Weather”, presentata da Fondazione Prada, intreccia due dimensioni di ricerca per allargare lo sguardo sulla più grave minaccia dei nostri anni. Al palazzo di Ca’ Corner della Regina si passa, senza forzature, da un ledwall con le previsioni del tempo di tutto il mondo a opere di maestri come Gustave Courbet

Courtesy of Fondazione Prada

A Venezia nel palazzo di Ca’ Corner della Regina, Fondazione Prada sta presentando una mostra che esplora i significati del tempo meteorologico nell’arte. Everybody Talks About the Weather stabilisce un’equazione empirica tra meteorologia e climatologia, utilizzando insieme gli strumenti dell’arte e della scienza. 

Ancora una volta – e questo è un merito mai abbastanza sottolineato – Fondazione Prada ha allestito senza risparmio una mostra forse “difficile”, che si colloca programmaticamente all’opposto delle mille esposizioni blockbuster che fioriscono ogni estate nel Paese.

Il “tempo” è ciò di cui tutti parliamo ogni giorno. Non solo perché  le condizioni atmosferiche hanno un impatto fisico immediato sulla nostra vita, ma perché parlare del tempo, al mercato o in ufficio, per la strada o al telefono, è piacevole, rilassante e persino ovvio: risponde al bisogno di condividere informazioni al livello più basilare.

Courtesy of Fondazione Prada

L’attuale crisi climatica (forse la più grande minaccia che l’umanità abbia dovuto affrontare nei suoi centomila anni), al contrario, ha reso la cosa quasi imbarazzante. Tralasciando gli irritanti balbettamenti negazionisti di fronte a un argomento del genere, diveniamo preda di impotenza, la stessa che sembra pervadere molti altri ambiti, tra cui il mondo dell’arte contemporanea. 

Nello specifico Everybody Talks About the Weather intreccia due dimensioni di ricerca: quella artistica e quella scientifica. Superata la porta d’ingresso del palazzo che si affaccia sul Canal Grande, ci si imbatte in un ledwall che trasmette senza sosta le previsioni del tempo fornite dai media di tutto il mondo. Le sale interne disposte su due piani ospitano invece opere d’arte storiche e contemporanee, dipinti allegorici, pitture en plein air, installazioni multimediali e segnali provenienti dall’attivismo internazionale. 

La selezione delle opere, operata dal tedesco Dieter Roelstraete, è accompagnata da pannelli che includono brevi introduzioni agli artisti e ai loro lavori associati a grafici e dati scientifici. Questa lettura parallela offre una visione approfondita dei fenomeni fisici e delle questioni che contavano davvero per la maggioranza degli uomini e delle donne di questa o quell’epoca. 

Sono oltre cinquanta gli artisti presenti con le loro opere nel palazzo veneziano: un contenitore sontuoso ma di non facile gestione, dove risulta davvero apprezzabile l’allestimento – progettato dallo studio newyorkese 2×4 – che intreccia la dimensione artistica del progetto a una serie di approfondimenti scientifici sviluppati in collaborazione con il New institute centre for environmental humanities (Niche) dell’Università Ca’ Foscari di Venezia.  

Richard Onyango, Tsunami, 2005 (Courtesy of Fondazione Prada)

Opere di maestri come Gustave Courbet o stampe di Katsushika Hokusai, Plinio Nomellini e Carlo Francesco Nuvolone condividono gli spazi con lavori recenti e nuove commissioni di artisti come Giorgio Andreotta Calò, Theaster Gates e Beate Geissler & Oliver Sann. Il belga Pieter Vermeersch è ad esempio presente con due elementi: al primo piano, una nuova opera che incorpora un elemento geologico; al piano terra, invece, un’installazione che comprende otto repliche di capolavori storici di Giorgione, Pieter Bruegel il Vecchio, Hendrick Avercamp, Nicolas Poussin, John Constable, Caspar David Friedrich, William Turner e Claude Monet. Un modo per evidenziare l’influenza dei cambiamenti meteorologici nella storia dell’arte.

Courtesy of Fondazione Prada

Su ambedue i piani sono inoltre presenti desk che sommano più di cinquecento tra libri, pubblicazioni scientifiche e articoli consultabili, oltre a materiali video e interviste con studiosi e attivisti. Questo non comune accumulo di materiali disparati non suggerisce però soluzioni: un’indicazione utile e preziosa. Parlare oggi di meteo significa preoccuparsi del futuro di tutti.

Le newsletter de Linkiesta

X

Un altro formidabile modo di approfondire l’attualità politica, economica, culturale italiana e internazionale.

Iscriviti alle newsletter