Il comasco più famosoUna mostra per capire la crisi climatica grazie all’eredità di Plinio il Vecchio

Il pittore e scultore Vanni Cuoghi, ispirandosi alla più celebre enciclopedia del filosofo naturalista, ha realizzato un percorso artistico dedicato al rapporto tra uomo e Pianeta. Dove e quando? A Villa Bernasconi (Cernobbio) fino al 2 ottobre

Il comasco più famoso della storia è nato tra il 23 e il 24 d.C., è morto nell’ottobre del 79 d.C. e ha creato una vasta enciclopedia – intitolata Naturalis Historia e conservata presso la Biblioteca nazionale Marciana di Venezia – che ancora oggi influenza il nostro modo di concepire le discipline che riguardano lo studio del Pianeta: astronomia, geografia, zoologia e molto altro. Stiamo parlando di Plinio il Vecchio, un visionario senza mezzi termini, che duemila anni fa ebbe la lucidità di criticare l’applicazione della magia nei campi della medicina e dell’astrologia. 

È proprio Plinio, e i trentasette libri della sua Naturalis Historia, ad aver ispirato lo scultore e pittore Vanni Cuoghi, in mostra a Villa Bernasconi (Cernobbio, provincia di Como) con Plinio: Effetto Serra. Artwork by Vanni Cuoghi (fino al 2 ottobre 2023). Il percorso espositivo, curato da Aldo Premoli, cerca di approfondire gli innumerevoli impatti della crisi climatica, ammettendo la presenza di un rischio tanto inquietante quanto plausibile: la natura, nonostante i maltrattamenti umani, continuerà in futuro la propria rappresentazione, mentre non è certo che la razza umana vi assisterà. 

D’altro canto, Plinio ha sempre ritenuto la natura come l’unico Dio in grado di assisterci. Il filosofo e scrittore, con curiosità e rispetto, non ha mai trattato la natura come un contorno o una scenografia, ma come il senso di ogni cosa. Noi, insomma, siamo solo dei puntini, degli ospiti. Non sempre desiderati. 

Qual è la struttura del percorso artistico? Al centro della hall della villa, Cuoghi ha installato elementi botanici ricostruiti come grandi quinte teatrali, a loro volta inseriti in un’enorme scenografia verde. Ma passiamo alle stanze accanto, dove sono esposti dodici diorami, minuscole sculture ottiche e teatri in miniatura che raccontano storie ricavate da leggende orali o scritture che, tra gli altri, vedono protagonisti Plinio, Leonardo e Bramante presenti ne La scuola di Atene dipinta da Raffaello o Michelangelo con la sua Cacciata dal paradiso terrestre dipinta per la Cappella Sistina. Non si tratta, quindi, di una mera mostra retorica o celebrativa: senza gli scritti di Plinio, la mostra di Cuoghi non sarebbe esistita. 

E non è tutto, perché in parallelo alla mostra c’è anche uno spin off: un collegamento con la fonte d’acqua che, stando alle numerose testimonianze, era il ristoro naturale utilizzato da Plinio durante le sue permanenze sul lago di Como. La fonte è situata nel parco di Villa Plinia a Solzago. 

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