L’impero di Silvio Il testamento di Berlusconi è stato letto agli eredi

Secondo le indiscrezioni, conterrebbe anche un lascito a Fascina (su cui vagliare eventuali bigliettini dall’ospedale) e indicazioni sul futuro di Forza Italia. Oggi dovrebbero diventare di dominio pubblico i dettagli, con la registrazione dell’atto in tribunale

LaPresse / Roberto Monaldo

Il testamento di Silvio Berlusconi è stato letto agli eredi ieri, oggi diventerà pubblico. Per conoscere i dettagli delle ultime volontà del leader politico e imprenditore, scomparso lo scorso 12 giugno, occorre attendere che il notaio Arrigo Roveda di Milano pubblichi l’atto presso la cancelleria del tribunale di Monza. Per ora, ne sono a conoscenza i cinque figli Marina, Pier Silvio, Barbara, Eleonora e Luigi, che si sarebbero collegati a distanza con lo studio del notaio, dove erano invece presenti due testimoni.

In base i retroscena, il documento sarebbe di sole tre pagine: una di queste sarebbe dedicata alla compagna, Marta Fascina, come scrive La Stampa. L’impero del Cav. ha un valore stimato di sei miliardi di euro, quattro e mezzo passano dalla Fininvest, che controlla le televisioni di Mediateset e la Mondadori (quote, rispettivamente, del cinquanta e 53 per cento), il teatro Manzoni del capoluogo lombardo, l’ultima avventura calcistica del Monza Calcio e il trenta per cento di banca Mediolanum.

Stamattina, prima dell’apertura delle borse, è atteso un comunicato del gruppo alla Consob con le indicazioni sui futuri assetti della Fininvest, per come sarà stata ridisegnata da Berlusconi dopo la redistribuzione del suo sessantuno per cento. Mediaset è quotata a Piazza Affari, dove vale 1,8 miliardi di euro. I titoli, nei primi sei mesi dell’anno, hanno segnato una crescita del quarantuno per cento.

L’ex premier si sarebbe assicurato la possibilità di destinare un terzo del suo patrimonio a chi desidera. È la cosiddetta «quota disponibile». Per definirla, però, i legali dovranno procedere a una valutazione complessiva. Il punto più importate resta la ripartizione del 61,21% della Fininvest: secondo Repubblica, i due terzi della quota dovrebbero comunque essere divisi in parti uguali e quindi tutti i cinque figli salirebbero al 15,8 per cento. L’incognita del testamento è come spartire il restante venti per cento.

Un altro aspetto su cui ancora non c’è chiarezza è il lascito a Fascina, citata nelle tre pagine. Indiscrezioni giornalistiche parlavano di cento milioni di euro, ma non è detto che tocchi a lei la Villa di Arcore (che non dovrebbe diventare un museo)

Secondo il Corriere, nel documento vi sarebbero anche indicazioni sul futuro di Forza Italia, il «partito-azienda» di Berlusconi. Pier Silvio, alla presentazione dei palinsesti Mediaset, ha detto di aver pensato «dal punto di vista emotivo» a una discesa in campo sull’esempio del padre («Ho pensato che il suo rapporto con gli italiani e con l’Italia, fatto di amore e di libertà, è un lascito che deve vivere»).

Per tre ragioni, però, stoppa questa suggestione: «Penso che la politica sia un mestiere serio, da studiare e imparare, quindi non mi pare giusto buttarsi così, senza esperienza. Allo stesso tempo non è giusto lasciare le cose a metà: Mediaset è importante, non potrei andarmene all’improvviso. Il terzo motivo è che non vedo emergenze nazionali: c’è un governo votato dagli elettori, Forza Italia può garantire la stabilità di governo».

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