Apriti cieloLe stelle ci ricordano quanto è modesto il nostro posto nell’infinità del cosmo

In “Benvenuti nell’universo. Tour astrofisico”, di Neil Degrasse Tyson, Michael A. Strauss, J. Richard Gott, tradotto da Tullio Cannillo, vengono descritte le proprietà degli astri luminosi. Tra cicli di vita e composizione atomica, il saggio, edito da Hoepli, racconta la relatività del ruolo dell’uomo rispetto allo spazio e i suoi elementi

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Andate all’aperto in una notte serena e senza luna, in un posto lontano dalle luci cittadine, e vedrete un cielo pieno di stelle. Ci sono circa 6000 stelle in tutto il cielo abbastanza luminose per essere viste a occhio nudo, e in qualunque momento metà di esse sono sopra l’orizzonte. uno dei grandi trionfi dell’astrofisica del ventesimo secolo è stato l’aver compreso che cosa sono le stelle (tra cui anche il nostro Sole), nonché l’intera gamma delle loro proprietà.

Una stella è una sfera di gas, tenuta insieme dalla propria gravità e sostenuta dalla propria pressione interna. Le stelle vengono classificate in base alla loro composizione atomica (in cui prevalgono idrogeno ed elio […] ), oltre che in base alla loro massa, alla temperatura superficiale, alle dimensioni, alla luminosità (la quantità di energia che le stelle emettono ogni secondo) e all’età. Queste diverse proprietà delle stelle sono intimamente connesse tra loro e ci forniscono informazioni fondamentali sui cicli vitali di questi corpi celesti, dalla nascita alla morte.

[…] La luminosità di una stella dipende sia dalla sua temperatura sia dalle sue dimensioni. Non sarà una sorpresa il fatto che quanto più calda è la stella tanta più energia emette ogni secondo. Analogamente, quanto più grande è la stella, tanto maggiore è la sua luminosità. Ciò significa che, disponendo di misure della luminosità e della temperatura di una stella, se ne possono calcolare le dimensioni. In altre parole, luminosità, temperatura e dimensioni di una stella sono interdipendenti, connesse da una semplice equazione che consente di calcolare una qualsiasi delle grandezze conoscendo le altre due. […]

Ma al momento questi elementi rimangono confinati all’interno della stella, e devono trovare il modo di fuoriuscire. Come facciamo a saperlo? Perché siamo fatti di questi elementi. Sappiamo anche che il ferro è la fine del percorso. Se una stella tenta di fondere il ferro, con ciò risucchia energia da se stessa, accelerando ulteriormente il proprio collasso. Le stelle, si rammenti, sono impegnate a generare energia, non ad assorbirla. Quando il nocciolo subisce il collasso sempre più rapido, la stella implode, generando al centro una minuscola e superdensa stella di neutroni, mentre gli strati esterni subiscono una fusione nucleare spontanea a una velocità esplosiva. Questo improvviso getto di energia spazza via l’intero involucro e il nocciolo esterno della stella, causando una titanica esplosione di supernova, che risulta per diverse settimane miliardi di volte più luminosa del Sole. Analizzeremo tra poco i particolari dell’esplosione di supernova. Ma per il momento la cosa importante è che le viscere di questa stella vengono espulse nella galassia – in quello che viene detto mezzo interstellare – arricchendo chimicamente di elementi pesanti le nubi di gas e consentendo a tali nubi di formare sistemi stellari dotati di pianeti e anche di persone. […]

Quanto siamo importanti noi in questo quadro? Da un punto di vista cosmico, siamo insignificanti. Il nostro minuscolo pianeta orbita intorno a una stella ordinaria in una galassia affollata da centinaia di miliardi di stelle: una scoperta deprimente per quanti preferirebbero sentirsi grandi. Il problema è che, ogni volta in cui formuliamo una tesi per cui siamo speciali nel cosmo – che ci troviamo al centro, che l’intero universo ruota intorno a noi, che siamo fatti di ingredienti speciali, o che esistiamo fin dall’inizio – poi scopriamo che è vero il contrario. Questa situazione è stata codificata nel cosiddetto principio copernicano: è improbabile che la vostra posizione nell’universo e il momento in cui vivete siano speciali. Il principio prende nome da Niccolò Copernico, il quale nel 1543 dimostrò che la Terra era soltanto uno tra numerosi pianeti in orbita intorno al Sole e quindi non era al centro dell’universo. In realtà noi occupiamo un umile angolo della galassia, che a sua volta occupa il suo umile angolo nell’universo. Ogni astrofisico convive con questa realtà. E anche voi dovreste farlo.


Tratto da “Benvenuti nell’universo. Tour astrofisico”, di Neil Degrasse Tyson, Michael A. Strauss, J. Richard Gott, traduzione di Tullio Cannillo, edito da Hoepli, 192 pagine, 17,10 €.

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