Al di là del mare Jesolo, un viaggio di gusto tutto italiano

La città lagunare è molto più che mare e stabilmente balneari. Il suo è un turismo che punta anche su un’ottima offerta enogastronomica per valorizzare la sua laguna, patrimonio Unesco dal 1987

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Mare, relax, divertimento. Notti di musica, spiaggia. Jesolo da sempre rappresenta l’idea di estate all’italiana. Perfetta per i più giovani che ricercano sole e serate da vivere sino all’alba e anche per le famiglie desiderose di trascorrere le settimane di ferie tra castelli di sabbia e servizi super organizzati per i più piccoli. La dolce vita del Bel Paese, insomma. Quella che le coste dell’Adriatico sono riuscite a creare negli anni Trenta e che ancora oggi hanno appeal per quell’idea di vacanza semplice, ma assolutamente indimenticabile.

Jesolo però non è solo stabilimenti balneari, “struscio” in via Basile e nottate al Muretto. Jesolo è la scoperta di un territorio, di produttori e di ristoratori, in grado di dare un nuovo aspetto e una diversa spinta a un turismo che ha bisogno di guardare oltre i classici cliché.

In questo i dati parlano chiaro: chi viaggia è stanco delle solite proposte. Ha bisogno di stimoli che vanno al di là dell’assioma città costiera-mare-estate. Si viaggia per scoprire le destinazioni e in questo il cibo è in assoluto uno dei vettori più importanti nella crescita turistica di un territorio. Non solo il cibo servito nel ristorante di turno, ma un qualcosa di differente: la ricerca dell’anima vera di un luogo passa infatti per la sua terra, per i suoi prodotti, per quei piatti che possono trasmettere una personalità distinta e riconoscibile.

Jesolo tutti questi ingredienti li ha e li mescola per trovare la ricetta perfetta. Al di là delle spiagge, delle attività all’aria aperta, dei siti di divertimento, della storia, delle manifestazioni e degli eventi che coinvolgono i vari settori della cultura, Jesolo ha in mano gli elementi di una narrazione capace di attrarre e sedurre. Ed ecco perché è nato Taste Jesolo, il progetto di promozione del Consorzio di Imprese Turistiche JesoloVenice, che ha come obiettivo quello di dare a Jesolo una vita 365 giorni all’anno e non solo durante la stagione estiva.

Una laguna da scoprire
Jesolo è natura, è verde, è laguna. Nel suo territorio, nella Valle Dragojesolo, tra il fiume Piave e il Sile, è un rincorrersi di paesaggi che virano in base allo scandire delle stagioni e una fauna variopinta, con i fenicotteri rosa che impreziosiscono gli occhi e il cuore. In questa laguna, a nord di Venezia, è possibile dedicarsi davvero alla vita all’aria aperta, scoprendo le sue peculiarità attraverso il trekking o nei cinquecento chilometri di percorsi ciclabili, perfetti anche da fare con una pratica bicicletta a pedalata assistita, nell’ottica proprio di un turismo consapevole e sostenibile.

La laguna offre scorci suadenti e anche diversi spunti, attraverso i quali conoscere il territorio partendo dai prodotti che lo rappresentano. In zona Salsi, ad esempio, si trova Il Giogo, una piccola ma organizzata realtà agricola familiare, che punta sul latte vaccino di alta qualità. Latte con cui vengono prodotti artigianalmente formaggi freschi e stagionati, con caglio naturale, che acquisiscono un sapore unico proprio grazie alla salinità del terreno.

Il Giogo

Qui il latte appena munto si può anche acquistare nel distributore automatico aperto 24 ore su 24, e magari nella busta della spesa si può anche mettere il gelato e le golose marmellate preparate dalla frutta della fattoria.

Lungo il percorso, Valle Cavallino, un’oasi tra il mare e la laguna, dove rigenerarsi per una vacanza di lusso in mezzo alla natura, ma anche accostarsi alla conoscenza della tradizione ittica tipica delle valli da pesca venete. Qui infatti storicamente l’itticoltura è chiamata vallicoltura, dove le valli sono porzioni di laguna delimitate da recinzioni e gestite attraverso una complessa movimentazione dei flussi d’acqua, in base a quelle che sono le variazioni delle temperature.

Valle Cavallino

Il pesce biologico allevato a Valle Cavallino viene venduto nei principali mercati ittici ed è garanzia di qualità e bontà, oltre che testimonianza della salvaguardia di un ambiente costantemente bisognoso di cure attenzioni. Un ecosistema fragile e prezioso allo stesso tempo, dove la natura offre riparo a diversi tipi di fauna acquatica e dove la storia è testimoniata da varie residenze, che rappresentano il patrimonio storico e culturale di questo territorio.

Pescato, formaggi e anche vino. Come quello della famiglia Colla, che negli anni sessanta fondò la sua azienda agricola dedita alla produzione di barbatelle. Il Miglio Rosso oggi produce anche il suo vino, oltre all’uva in conto terzi. E quel vino è espressione di etichette che raccontano le tre denominazioni del Veneto orientale. Prosecco Doc, Doc Piave e Doc Venezia.

Miglio Rosso

Tra le etichette, quindi, le celebri bollicine italiane, Chardonnay Doc Venezia e i rossi Cabernet Franc e Cabernet Sauvignon Doc Piave, da degustare insieme a formaggi e salumi tipici di questa zona. Quattro vini fermi e due prosecco per venticinquemila bottiglie all’anno: questi i numeri del Miglio Rosso, che conta su un terreno di 110 vigneti.

Miglio Rosso

Una pausa per ricaricare le batterie è quasi d’obbligo. E farlo in una delle trattorie tradizionali lagunari diventa un’esperienza immersiva nella cultura gastronomica del territorio. La Barena si trova a Lio Maggiore ed è un esempio calzante di una buona pratica agricola.

Si tratta di un’azienda agrituristica, con sei camere adibite a bed & breakfast, e una cucina casalinga semplice, ma buonissima. In tavola arrivano infatti i prodotti di casa, trasformati in piatti da terminare con una golosa scarpetta. I cardi sono sottolio, il cefalo è preparato in saor e la bosega mantecata come si fa con il baccalà.

Barena

Anche i primi piatti rispecchiano la laguna e i suoi abitanti, ed ecco quindi servite le seppie con la polentina, a pasta con il granchietto o quella con la portulaca. Se avete ancora spazio, lasciatevi tentare dal gelato fatto con la frutta che si coltiva qui: leggero e gustoso, una vera chicca introvabile da altri parti.

Barena

La voglia del dolce in laguna si soddisfa anche con una delle attività maggiormente rappresentative del territorio, la M.G. Biscotteria Veneziana, una vera e propria istituzione da queste parti, nata nel 1950 nella coloratissima Burano dall’idea di Carmelina Palmisano. Una vita dedicata ai dolci, la sua, che oggi, nonostante mantenga una forma e un’ampiezza familiare, sforna biscotti famosi in tutto il mondo. Al limone, al cioccolato. E anche quelli che firmano tutta una tradizione veneziana. Non può mancare infatti il classico Bussolà, nato per accompagnare i pescatori nei lunghi viaggi in mare e oggi simbolo di un luogo.

Biscotteria Veneziana

Da qualche tempo, la linea dolce è affiancata a quella salata, firmata Marco Seno, nipote di Carmelina, in cui la tradizione dolciaria di Burano si sposa con abbinamenti insoliti. Tanti i gusti da provare: da quelli alla cipolla, mais e Asiago, ai classici pomodoro e basilico, arrivando a quelli con la ricotta affumicata e i semi di zucca: insomma un modo nuovo per interpretare l’aperitivo all’italiana.

Attraversando la laguna, poi, si arriva in un luogo a metà strada tra la Provenza e le casine delle fate. Onde della Terra è la sfida che ha voluto cavalcare Elisabetta, che durante la pandemia ha avuto l’idea di prendere dei vecchi terreni di famiglia per creare un’azienda di erbe aromatiche e officinali. Infusi, sali aromatizzati, olio: prodotti realizzati con lo zafferano, la lavanda, l’elicriso e tutto ciò che compone il mondo delle erbe. Un piccolo scrigno che cerca di coniugare il mondo urbano con quello agricolo e cerca di portare a conoscenza quello che la terra può regalare ad ognuno.

Onde della Terra

Jesolo, tra storia e contaminazioni
La proposta gastronomica di Jesolo racconta una tavola ispirata al mare dell’Adriatico e della laguna. Una tradizione che viene portata avanti dai tanti ristoranti presenti in città e che in alcuni casi guarda con curiosità verso influenze lontane, che accarezzano la tradizione e la portano a un livello diverso.

Taste Jesolo raccoglie quindici dei ristoranti presenti in città, ognuno con punti di vista e focus differenti, ma tutti con lo stesso obiettivo: portare Jesolo a diventare meta gastronomica vivace e frizzante. Qui vi proponiamo alcuni indirizzi provati, gustati e amati.

J44
Ovviamente non si può non partire da un aperitivo per brindare alla fine della giornata. In questo caso una tappa è d’obbligo al Tacco 11, sky bar del J44, hotel cinque stelle tra le novità di Jesolo nel panorama alberghiero. Una vista mozzafiato e una filosofia ispirata dal desiderio di creare un luogo destinato al bello. I drink sono realizzati con materie prime provenienti da ogni parte del mondo e miscelate per creare un’esperienza sempre diversa. Dai classici, fino ad arrivare a un’ampia scelta di gin che comprende etichette di nicchia, locali e non.

Tacco 11

Al J44 si può anche cenare. E che cena, è il caso di dirlo. Jolà è accoglienza, tecnologia e design. Emotional cuisine, come viene definita, proprio perché quello che si pone come obiettivo è creare un percorso di degustazione capace di far vivere qualcosa di diverso.

Lo chef Sander Wildenberg, olandese trasferitosi sulla costa veneta, ha creato un menu ispirato ai prodotti locali, ma in completa connessione con il suo animo fusion. Si può ordinare alla carta o lasciarsi guidare da un menu a mano libera dello chef. E il nostro consiglio è esattamente questo. Verrete catapultati in un viaggio denso e lungo, che vi porterà attraverso i sapori della laguna, lasciandovi con il sogno di terre lontane.

Jola

L’anatra, lo sgombro. E ancora, la sarda in carpione con salsa all’ostrica e cipolla disidratata, il tonno rosso con foie gras, rabarbaro, crema di miso, scalogno e ponzu, lo storione cotto a bassa temperatura con il suo caviale e il kefir: gli antipasti raccontano lo spirito dello chef e invitano alla scoperta. Lo spaghetto con fasolari, canestrelli e burro di Normandia affumicato sono un invito a voler di più, così come il risotto con garusoli, erbe e limone è una coccola cremosa.

Anche i secondi sono un inno a questa terra. La lampuga, pesce infestante dei mari tropicali che ora si trova anche da noi, qui viene proposta cotta sulla sua pelle, con un dressing di nocciola e soia, asparago verde, aria di cozze e Champagne: un riassunto gastronomico del pensiero che sta dietro la cucina del Jolà.

Jola

La stessa idea di territorialità la si ritrova in tutto l’hotel, dagli spazi alla colazione, dove a buffet vengono proposti tanti prodotti locali, sia salati che dolci. Come quelli dell’azienda agricola biodinamica San Michele, che, in circa 170 ettari di terreno sparsi per il Veneto produce ortaggi, cereali, foraggi, frutti, latte e formaggio, riproposti qui al J44.

Flora
Se parliamo di contemporaneità, non possiamo non menzionare il Flora, un luogo dalla formula inclusiva e polivalente che si fregia del claim “cucina, bottega, vino”. Un posticino da vivere dal pranzo alla cena, passando per l’aperitivo e l’after dinner, con proposte informali, ma tecnicamente perfette. Qui si possono gustare gli ottimi crudi locali, uno spaghettino freddo con colatura di alici di Cetara, pomodorini confit, crema di pistacchi di Bronte e gamberi rossi, meravigliosamente adatto alla stagione calda, l’anguilla alla griglia e tante proposte vegane, sempre in un’ottica di condivisione di felicità. La carta dei drink presenta una bella offerta di miscelati, insieme a quella dei vini che ben si sposano al menu.

Flora

Amarmio
Tra i luoghi più famosi di Jesolo, senza dubbio, troviamo la Casa Bianca al Mare, struttura alberghiera che lo scorso anno ha compiuto cento anni di storia e vanta il titolo di primo hotel della città. Un luogo che ha visto tra i suoi saloni e le sue camere personaggi come Gabriele D’Annunzio, Domenico Modugno e Mina e che oggi è una struttura totalmente rinnovata, ma con la stessa essenza vacanziera glamour mantenuta negli anni.

Qui si può gustare un pranzo o una cena da Amarmio con gli occhi fissi verso il Lido, in un’atmosfera elegantemente rilassata e un menu curato dallo chef Alessio Rigon. Partite con la sarda servita insieme ad una maionese alla salicornia, per poi gustare il salmone con creme fraîche al miso e lattuga brasata. Piatto signature dello chef è probabilmente la piovra scottata con mousse di melanzana, maionese al basilico e lime e pomodorino giallo marinato, ma lasciatevi tentare anche dal fusillone con canocchie al pomodoro e crumble di pane alle acciughe o dall’astice con millefoglie di patate e ristretto di porro. Non mancano però anche le proposte vegetariane.

Amarmi

Per il wine pairing lasciatevi guidare dal sommelier presente in sala, una guida discreta e attenta, che vi condurrà in un percorso di gusto adriatico da accompagnare a una carta di etichette locali, ma con una grande curiosità verso i vini italiani ed esteri.

Agriturismo La Barena
Via Lio Maggiore, 21- Jesolo (Ve)

J44 Lifestyle Hotel
Via Dante Alighieri, 46 – Jesolo (Ve)

Flora
Largo Tempini, 13 – Jesolo (Ve)

Ristorante Amarmio
Piazzetta Casa Bianca, 1 – Lido di Jesolo (Ve)

Tutte le foto sono di Globetrotter Gourmet

Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

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