Labour WeeklyLautaro Martinez e l’autogol sul lavoro domestico

L’attuale capitano dell’Inter ha licenziato la baby sitter, nonostante la lavoratrice fosse in malattia a causa di una grave patologia oncologica che ne ha poi causato il decesso. E ora deve risarcire gli eredi. Ma perché?

(La Presse)

L’attuale capitano dell’Inter, nota squadra meneghina di cui mi onoro di essere tifoso, ha recentemente perso una causa davanti alla Sezione Lavoro del Tribunale di Milano. Il contenzioso aveva a oggetto il licenziamento intimato da Lautaro Martinez a una dipendente domestica, con mansioni di baby sitter, nonostante la lavoratrice fosse in malattia a causa di una grave patologia oncologica che ne ha poi causato il decesso. Questa triste vicenda mi consente tuttavia di chiarire un paio di aspetti relativi alla risoluzione di un rapporto di lavoro domestico in Italia.

In conformità a quanto previsto dalla legge e dalla contrattazione collettiva, i lavoratori domestici possono essere licenziati ad nutum, con il rispetto di un periodo di preavviso. Ad nutum è un latinismo che piace tanto ai giuristi e viene utilizzato per indicare la possibilità di terminare un rapporto di lavoro senza una motivazione specifica. Per fare un altro esempio, è generalmente possibile recedere ad nutum da un rapporto di lavoro durante il periodo di prova. Come è stato possibile, dunque, che il signor Martinez abbia perso una causa riguardante un licenziamento relativamente libero da formalismi?

Per fortuna, la contrattazione collettiva applicabile ai lavoratori domestici prevede che, in caso di malattia, il dipendente abbia diritto a non essere licenziato per un determinato periodo di tempo. Si tratta del cosiddetto periodo di comporto che abbiamo già analizzato in un precedente numero di questa newsletter. Inoltre, nel caso di patologia oncologica, il periodo di comporto del lavoratore è aumentato del 50 per cento.

Secondo quanto affermato dal Tribunale di Milano, Lautaro Martinez non avrebbe rispettato il periodo di comporto garantito dalla contrattazione collettiva alla baby sitter e avrebbe proceduto al licenziamento nonostante il grave stato di malattia della dipendente. Il Giudice è stato dunque costretto ad accertare l’invalidità del licenziamento con la conseguente condanna del capitano dell’Inter al risarcimento dei danni nei confronti degli eredi della dipendente. A livello economico non sarà una tragedia per un calciatore con lo stipendio di Lautaro Martinez. A livello etico ho qualche dubbio (eufemismo) in più.

*La newsletter “Labour Weekly. Una pillola di lavoro una volta alla settimana” è prodotta dallo studio legale Laward e curata dall’avvocato Alessio Amorelli. Linkiesta ne pubblica i contenuti ogni. Qui per iscriversi

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