Mare LiberumChe cosa è successo al Festival di Geopolitica di Catania

All'evento organizzato dalla Associazione Diplomatici il 5 e 6 ottobre, analisti ed esperti hanno dialogato su temi di stringente attualità: dal ruolo dell’informazione alle sfide dell'Intelligenza Artificiale fino alla guerra in Ucraina

Kateryna Zarembo

Si è concluso il 6 ottobre con la partecipazione di settecento studenti fra scuole superiori di primo e secondo grado del territorio e provincia e grande partecipazione di pubblico il Festival di Geopolitica “Mare Liberum”, giunto alla sua settima edizione, organizzato da Associazione Diplomatici, in partnership con Eastwest European Institute, in collaborazione con l’Università degli studi di Catania, il quotidiano La Sicilia e il quotidiano Linkiesta, con il patrocinio del Comune di Catania. 

Il Festival ha inaugurato l’anno sociale e didattico di un’associazione attiva nella formazione da più di venti anni, in chiave di una circolarità che si applica, sempre di più, in tutti i campi e in tutti i settori. Sostenibilità, cambiamenti climatici, Intelligenza Artificiale, giornalismo, politica, giovani, democrazia, economia, letteratura, religione, arte, teatro, sport sono stati gli argomenti dai quali si è partiti per cercare di proporre soluzioni, punti di vista, spunti di riflessione con l’ambizione di restituire una visione plurima del mondo globale in cui viviamo.

Tra gli ospiti del Festival: Giuseppe Ayala, Salvatore Carrubba, Giuseppe De Bellis, Enrico Giovannini, Yaryna Grusha, Maria Latella, Myrta Merlino, Maurizio Molinari, Francesco Priolo, Fabrizio Rindi, Christian Rocca, Cecilia Sala, Boris Tadic, Antonio Tajani, Marco Tardelli, Nathalie Tocci, Enrico Trantino, Kateryna Zarembo. Evento speciale, il concerto di Francesco De Gregori per Associazione Diplomatici presso il Teatro Bellini, evento privato su inviti. 

I panel più interessanti del Festival
Particolare menzione per il panel di apertura con Boris Tadic: «Stiamo vivendo in un periodo delicato della storia dell’uomo e dobbiamo essere veramente attenti alle decisioni che prendiamo e a quello che vogliamo fare se vogliamo trasformare il mondo in un posto migliore», così il già presidente della Serbia, nella conversazione con Salvatore Carrubba, già Direttore del Sole 24Ore e Presidente dell’International Board di Associazione Diplomatici. 

Degno di menzione anche il panel dedicato alla questione femminile tra Europa e Mediterraneo, con Stefania Mazzone, docente degli Università degli Studi di Catania, Lucia Andreano, scrittrice e insegnante presso l’IIS Marconi di Catania e Cecilia Sala, giornalista e scrittrice, con un excursus sulla storia dei diritti delle donne in Italia e in Europa, per giungere poi alle questioni di stringente attualità. 

Parlando di Occidente e di Ucraina, la Direttrice dell’Istituto Affari Internazionali Nathalie Tocci, oltre a dirsi consapevole di una guerra ancora lunga, ha riconosciuto una grande unità politica fin dall’inizio tra gli Stati membri dell’Unione Europea, e questo nonostante il dibattito politico, a partire dall’estate 2022, si sia concentrato proprio su un’unità che iniziava, secondo alcuni, a vacillare. In realtà, a oggi, l’Unione Europea è ancora unita, forte anche di aver vinto la guerra energetica contro Putin: probabilmente, se così non fosse stato, se l’Europa si fosse arresa alla guerra energetica, avremmo avuto delle divisioni significative. «Io credo fortemente nella necessità di avere un’Europa unita, che si allarghi anche. Noi abbiamo bisogno dell’Europa e credo personalmente che dobbiamo andare verso un’Europa federale, gli Stati Uniti d’Europa», così Antonio Tajani, ministro degli Affari Esteri e vicepresidente del Consiglio. 

E di Ucraina ha parlato l’analista politica ucraina Kateryna Zarembo, che ha presentato il suo libro nella sua unica tappa italiana, “Il Donbas è Ucraina” (edito da Linkiesta Books) assieme a Yaryna Grusha, docente presso l’Università Statale di Milano e responsabile di Slava Evropi, il giornale europeo in lingua ucraina su Linkiesta, sottolineando come la zona comunemente nota sotto il nome “Donbas” sia in realtà una frottola della propaganda russa. Cecilia Sala nel suo libro, “L’Incendio”, ha raccontato gli incendi della quotidianità, attraverso storie raccolte in loco, partendo da Teheran per arrivare a Kyjiv. Francesco Priolo, Rettore dell’Università di Catania, nel panel dedicato all’Intelligenza Artificiale ha affermato che governare l’evoluzione è propria dell’uomo e quindi, se da un lato l’IA entrerà sempre di più a far parte delle nostre vite, dall’altro dovrà essere sempre l’uomo a governarla. 

Nell’ultimo panel, quello dedicato al ruolo dell’informazione tra televisione, podcast e realtà, moderato da Christian Rocca, Maurizio Molinari ha ricordato che chi fa informazione lo fa a prescindere dalla piattaforma che utilizza e Giuseppe De Bellis ha condiviso con il pubblico presente, prevalentemente studentesco, il privilegio di intervistare in diretta il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che ha dimostrato grande coraggio e onestà intellettuale degno di una leadership. 

«Attraverso Mare Liberum cerchiamo di sollecitare un dibattito pubblico informato che solleciti i soggetti decisori nei loro campi di discussione al principio di realtà. Dobbiamo smettere di raccontare ai ragazzi i fatti per come vorremmo che fossero e piuttosto cercare di spiegare le vere ragioni che li determinano per come essi sono realmente», ha dichiarato il Presidente di Associazione Diplomatici Claudio Corbino.

I laboratori dei ragazzi
Studenti e studentesse dagli undici ai ventiquattro anni, provenienti dagli istituti Galileo Galilei, Boggio Lera, Cutelli, Nicola Spedalieri, Tommaso Gargallo e ISS Marconi e Cavour, sono stati impegnati in attività laboratoriali: da una parte il gioco di simulazione “Change the World”, dall’altra il laboratorio a cura di Amnesty International “Difendi i tuoi diritti”. 

I corridoi, le aule, gli spazi aperti e le vie delle città di Catania, fra i locali del Rettorato dell’Università e del Comune, hanno visto inoltre la partecipazione di una cittadinanza attiva fra universitari, giovani professionisti, esperti di ogni settore, docenti, tecnici che si sono accreditati e hanno seguito con interesse i dibattiti su Democrazia, Energia, Clima, e Intelligenza Artificiale con uno sguardo anche alla situazione dell’Italia e dell’Europa nel quadro di politiche come quelle migratorie. 

«Siamo qui a parlare di sfide del presente per costruire il futuro, sappiate leggere le sfide del presente per costruire il futuro, ragazzi: il futuro lo costruirete voi, siatene consapevoli», così il primo cittadino di Catania, Enrico Trantino. «Mi piace parlare di Comunità e non di Città. Perché la città è un’entità astratta e invece la comunità è importante. Non bisogna andare a cercare altrove quello di cui già si dispone. Bisogna essere protagonisti e orgogliosi del nostro presente. Nel momento in cui una comunità è più felice e orgogliosa per tutti quanti sarà più facile» – ha commentato Francesco Priolo, Rettore dell’Università degli Studi di Catania.

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