Da sud a nord Il progetto culturale che valorizza le «linee d’acqua» tra Crotone e Siracusa

Conto alla rovescia per la quinta edizione di “Mediterranei invisibili” (19-22 ottobre), la rassegna ideata dall’architetto Alfonso Femia per riflettere sul ruolo storico, culturale e artistico dello Stretto (ma non solo)

©Stefano Anzini

Il viaggio parte da qui, dalla linea di costa che prospetta il versante ionico, confine naturale di Crotone. Dalla città calabrese comincia la quinta edizione di Mediterranei Invisibili, il progetto culturale ideato dall’architetto Alfonso Femia e realizzato dall’associazione “500×100”. Dal 19 al 22 ottobre 2023, quattro giorni di incontri tra Crotone e Siracusa – con una tappa a Palermo – per parlare di acqua in tutte le sue sfumature. Le molecole composte da idrogeno e ossigeno sono infatti il filo conduttore tra l’ambiente e l’Homo faber.

Il progetto Mediterranei Invisibili è iniziato nel 2018. Si tratta di un programma di esplorazione territoriale finalizzato a scoprire l’inatteso e il non visto del Mediterraneo. Poi è nata l’idea di una Biennale dello Stretto, organizzata per la prima volta nel 2022 tra Reggio Calabria e Messina. È stata una sorta di sintesi e ampliamento di Mediterranei Invisibili, in cui si sono (ri)unite architettura, arte, fotografia, scrittura e design del “Mare nostrum”. L’edizione di ottobre 2023 di Mediterranei Invisibili sarà la prima dopo la Biennale. L’obiettivo? Continuare il dialogo tra Sicilia e Calabria stimolando le persone a guardare l’Italia da sud a nord.

A Mediterranei Invisibili 2023 interverranno rappresentanti delle istituzioni, architetti, geologi e studiosi. A Crotone si parlerà delle vicende di natura geologica, geografica e politica che hanno modificato il territorio calabrese. Il porto naturale di Crotone è stato la chiave della stabilità e della ricchezza della città nel tempo passato, in grado di accogliere navi di grandi dimensioni che attraversavano e collegavano i maggiori centri del Mediterraneo.

Non solo mare, però. Si discuterà anche della linea di piana, disegnata dal fiume Esaro che nasce sulle colline di Cutro e si snoda nel territorio crotonese fino a sfociare in prossimità del porto. Esondato molte volte – l’ultimo drammatico episodio nel 2020 – il fiume non è navigabile e rappresenta, per la sua conformazione, un fattore di rischio ambientale in caso di piogge estreme. E poi, un confronto sui temi della contaminazione delle acque e dei territori circostanti gli stabilimenti ex Pertusola ed ex Fosfatec, oggi aree di degradata archeologia industriale.

Prima di arrivare all’esplorazione di Siracusa, Mediterranei Invisibili farà tappa a Palermo per un incontro con l’architetto Alfonso Femia sulle città d’acqua e i porti urbani da rigenerare. Poi sarà il turno della provincia di Siracusa, l’angolo più meridionale d’Italia. Mediterranei invisibili è, per vocazione, sempre alla ricerca di luoghi fuori circuito e di un modo diverso di osservare il territorio. Condividendo questo modello esplorativo, Sonia Di Giacomo, presidente dell’Ordine degli Architetti di Siracusa, ci porterà ad Augusta, comune del territorio siracusano, città dotata di due porti naturali, Megarese e Xifonio, e di un centro storico particolarissimo, insediato in un’isola ricavata dal taglio di un istmo, eseguito per motivi difensivi nel XVI secolo.

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