Operazione DragonflyL’Ucraina ha usato per la prima volta i missili Atacms inviati dagli Stati Uniti

Le forze di Kyjiv hanno colpito due aeroporti occupati dai russi nel sud e nell’est del Paese grazie ai sistemi d’arma a lungo raggio, in grado di raggiungere bersagli distanti trecento chilometri

AP/Lapresse

L’Ucraina ha usato missili statunitensi Atamcs contro dei bersagli militari nei territori controllati dalla Russia, nel Sud-Est del Paese. Questi sistemi d’arma sono potenzialmente decisivi nel conflitto, in quanto in grado di colpire l’esercito di Mosca anche oltre le sue prime linee. «Un nuovo capitolo di questa guerra è iniziato», ha scritto su Telegram Mikhaylo Podolyak, consigliere del presidente Volodymyr Zelensky. «Non importa quante volte i territori occupati vengano inseriti nella “Costituzione della Russia”. Non ci sono più luoghi sicuri per le truppe russe all’interno dei confini internazionalmente riconosciuti dell’Ucraina. Ciò significa che non c’è alcuna possibilità di mantenere il Sud, la Crimea e la Flotta del Mar Nero nel medio termine».

Gli Atamcs – acronimo di advanced, long-range Army Tactical Missile Systems – sono dei sistemi d’arma particolarmente avanzati, capaci di colpire a lunga distanza: hanno una portata di circa trecento chilometri. I missili sono stati consegnati nelle ultime settimane, con una fornitura che, come scrive il Washington Post, è dotata al suo interno di munizioni a grappolo, quindi bombe più piccole che possono causare danni su una vasta area.

Per più di un anno dopo l’inizio della guerra, la Casa Bianca aveva respinto le richieste ucraine sull’invio di questi sistemi d’arma. Poi la situazione è cambiata a partire dalla seconda metà del mese scorso. Il 23 settembre, durante la visita a Washington di Zelensky, Joe Biden aveva annunciato la fornitura di armi, senza specificare la quantità precisa. Un cambio di passo deciso nella strategia dell’amministrazione americana.

Il ministero degli Affari Esteri russo aveva avvertito all’inizio di questo mese che la fornitura di missili a lungo raggio a Kyjiv avrebbe oltrepassato una «linea rossa» e che gli Stati Uniti sarebbero stati visti come «una parte in conflitto» in Ucraina se avessero fornito queste armi che potenzialmente cambiano gli equilibri del conflitto, o almeno su alcuni fronti. Effettivamente una linea è stata superata, è quella dell’esercito russo.

Le forze di Kyjiv ha colpito con gli Atacms due basi aeree, una nei pressi della città di Berdiansk (a sud), l’altra dalle parti di Luhansk (a est), e distrutto nove elicotteri russi, un deposito di munizioni e diverse attrezzature militari, oltre ad aver danneggiato le infrastrutture circostanti. Ma le testate internazionali che riportano la notizia, come ad esempio il New York Times e il Wall Street Journal, specificano che l’unica fonte sono i vertici militari ucraini e non è ancora possibile verificare in modo indipendente le loro affermazioni.