Banchina culturaleUn progetto di riqualificazione per non arrendersi alle città fantasma

Incorniciato dal carattere aspro e selvaggio della Sardegna, Frontemare è un tentativo di riconvertire l’ex borgo minerario dell’Argentiera in un centro di sperimentazione culturale, destinato alla socialità, al gioco e all’aggregazione

Fronte Mare Argentiera. Courtesy of Andrea Maspero

Una ghost town che parla sardo: questo è l’Argentiera, un villaggio minerario che, grazie ai suoi ricchi giacimenti di zinco e piombo argentifero, è stato fino ad una sessantina di anni fa il principale distretto estrattivo del nordovest dell’isola (da qui, Sassari e Alghero sono a poche manciate di chilometri). Oggi le montagne di scarti brillanti e le lust ruins di quello che un tempo era uno dei capisaldi dell’economia locale non sono solo un sito di archeologia industriale tra i più suggestivi d’Europa, buono per catturare l’attenzione degli abandonalist più accaniti, bensì anche un coraggioso progetto di riqualificazione di un antico borgo minerario.

Fronte Mare Argentiera. Courtesy of Andrea Maspero

Dopo l’apertura nel 2019 del MAR-MinieraARgentiera – un museo a cielo aperto a realtà aumentata – e l’inaugurazione, nel 2022, del cineteatro all’aperto SCALA, la scorsa estate è arrivato FRONTEMARE, un nuovo spazio destinato alla socialità, al gioco e agli eventi culturali e sportivi. Il tutto è stato reso possibile da un intervento di rigenerazione urbana (voluto da LandWorks insieme al Comune di Sassari) tra i vincitori della quarta edizione del Premio Creative Living Lab, promosso dal Ministero della Cultura. Riqualificazione di un’area in degrado e vera e propria piazza affacciata sul Mar di Sardegna, FRONTEMARE rappresenta l’ulteriore tassello del progetto di rivitalizzazione dell’Argentiera per riconvertire l’ex borgo minerario in un hub di sperimentazione e produzione culturale.

Fronte Mare Argentiera. Courtesy of Andrea Maspero

Lo spazio situato nel cuore del borgo, sulla strada che dalla piazza centrale porta al mare e si affaccia sui ruderi dei magazzini e di un vecchio cinema, è diventata così FRONTEMARE, un luogo scenico d’eccezione (c’è una quinta naturale aperta sull’orizzonte e sul mare), uno spazio aperto e inclusivo dedicato alla relazione, alla socialità e capace di ospitare eventi culturali, sportivi e ricreativi. Una vera e propria “banchina culturale”, insomma, animata da una serie di elementi d’arredo urbano mobili e componibili, strutture in legno pensate per essere fruibili e abitabili dal pubblico in forma di sedute oppure dagli artisti come palcoscenico.

Fronte Mare Argentiera. Courtesy of Andrea Maspero

A completare quest’arena naturale ci pensa un’opera d’arte di Tellas (Fabio Schirru) e 2bleene (Natalia Nicole Rodriguez) già coinvolti nel 2022 per la riqualificazione della SCALA: il loro intervento artistico,  dipinto a pavimento e a parete, unisce idealmente mare, terra e cielo, delimitando lo spazio dedicato alle attività culturali e sportive e tracciando i confini dei campi da basket, pallavolo e pickleball.

A fare da sfondo c’è la bellezza del paesaggio dell’Argentiera: pareti rocciose a strapiombo, promontori tappezzati da una profumatissima macchia mediterranea, baie dalla bellezza aspra e selvaggia, accessibili dal mare o via terra lungo sentieri ideali per camminate no limits, cale sabbiose – come quella dell’Argentiera – un tempo usata come carico dei minerali.

Fronte Mare Argentiera. Courtesy of Andrea Maspero

Un luogo magico in cui perdersi anche (e soprattutto) fuori stagione, tra spiagge deserte e giornate senza orari. Per scoprire un entroterra aspro e ignorato dall’overtourism insieme ai ricordi aragonesi e catalani nel centro storico di Alghero, le spiagge della Riviera del Corallo, il promontorio di Capocaccia con le Grotte di Nettuno e la piana della Nurra con il lago di Baratz, l’unico lago naturale dell’Isola, delimitato verso il mare da imponenti dune di sabbia, che lo separano dalla bellissima spiaggia Porto Ferro.

Fronte Mare Argentiera. Courtesy of Andrea Maspero

Per non perdere nulla del fascino decadente dell’ex borgo minerario, a poca distanza dalle strutture della miniera Il Relais Bellavista 5 è un miraggio di inizio autunno, dove materialità e spiritualità si rigenerano con corsi di yoga personalizzati, massaggi total body, giri in canoa e in mountain bike. Vista spettacolare sui tramonti e cucina supertradizionale con ingredienti a chilometro 0 da Filargionus: malloreddus, culurgiones, porceddu qui sono assicurati.

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