Economia di guerraIn Ucraina milioni di dollari in aiuti umanitari. Ma servono più armi

Zelenski spinge sul Congresso, Cameron offre beni di prima necessità. La situazione sul fronte è stabile, ma Kherson è di nuovo sotto attacco. Intanto Putin fa un salto in Medioriente

AP

Dal Gabinetto del presidente ucraino Zelensky, Andriy Yermak ha fatto sapere a Unian che gli Stati Uniti sono fondamentali per il prosieguo della resistenza e senza di loro l’Ucraina potrebbe perdere la guerra. Yermak, in visita a Washington, ha chiesto al Congresso ad approvare ulteriori finanziamenti aggiuntivi per la difesa dell’Ucraina. «Se gli aiuti attualmente in discussione al Congresso saranno ritardati è continuare la liberazione dei territori in mano russa sarà impossibile». Nel frattempo la Gran Bretagna si è impegnata a fornire aiuti umanitari a per 46 milioni di dollari di cui 9,8 milioni di dollari per affrontare l’inverno.

David Cameron, capo della diplomazia di Londra è in arrivo a Washington,  primo viaggio negli Stati Uniti da quando è ministro degli Esteri. Vedrà il segretario di Stato americano Antony Blinken con l’obiettivo di attivare con più forza il sostegno internazionale all’Ucraina. Il pacchetto aiuti appena annunciato fa parte di un fondo complessivo di 160 milioni di dollari promesso dal Regno Unito lo scorso giugno.

Sul fronte di guerra si apprende che le Forze di difesa ucraine hanno abbattuto nella notte 41 droni kamikaze su un totale di 48 lanciati secondo quanto riferito da Rbc-Ucraina. I droni sono arrivati da due fronti diversi: dalla Crimea occupata e dalla regione russa di Kursk. L’attacco è stato respinto dalla’Aeronautica Militare anche con l’aiuto di aerei da combattimento e sistemi missilistici terra-aria.

Si riparla anche di Kherson, nell’Ucraina meridionale, dove si sono intensificati gli attacchi russi. Le autorità locali hanno mostrato un video nel quale si vedono vittime riverse in strada. Due i civili morti e quattro i feriti. Colpita anche una struttura medica. Dopo la liberazione di Kherson nel novembre 2022, le forze russe hanno riparato a est del fiume Dnipro e da lì hanno continuato a colpire, spesso uccidendo civili. Lo scorso 1 dicembre l’esercito russo aveva attaccato la regione di Kherson per 91 volte in 24 ore.

Gli attacchi continuano però anche nella zona del Donetsk: nelle immagini diffuse dalla polizia ucraina, i vigili del fuoco sono impegnati a spegnere un incendio in un edificio danneggiato, due le persone rimaste ferite.

Ma la Federazione Russa sta anche muovendo molti passi sullo scacchiere africano e medioorientale. Dopo la visita del vice ministro della Difesa Iounous-bek Bamatguireïevitch Evkourov in Mali e Niger, Vladimir Putin è tornato in prima persona a calcare la scena, puntando le sue carte sul Medio Oriente. Una visita lampo in Arabia Saudita e negli Emirati e un incontro a Mosca con il presidente iraniano non sembrano affatto casuali agli osservatori internazionali. Anzi, aumenta il suo credito all’estero, al punto da assumere di fatto con Riad la guida dell’Opec+, la lobby dei produttori di petrolio. Dat la stabilità della situazione ucraina Putin sarebbe convinto di essere in vantaggio.