Se questa è l’ItaliaIl silenzio sull’assalto contro gli stand di Israele alla fiera di Vicenza

Solo Piero Fassino ha provato a dire che forse non c’è da assistere con allegra indifferenza all’irruzione dei manifestanti dei centri sociali nella kermesse vicentina. È stato sommerso dai berci e, soprattutto, dalla completa assenza del suo partito

(Unsplash)

La politica democratica e antifascista fondata sulla Costituzione della Repubblica antifascista fondata sulla resistenza antifascista dei padri della patria democratica e antifascista fondata sull’antifascismo ha ritenuto di non fare un plissé, di non dire una parola, nada, nisba, nulla, a proposito delle squadracce nazicomuniste che hanno tentato l’assalto alla Fiera del Gioiello di Vicenza, un evento che oltraggiosamente non è ancora Judenfrei.

Uno – il solito Piero Fassino, che già a suo tempo si è distinto per l’irresponsabilità di prendere la parola alla manifestazione organizzata dal Foglio e dalle Comunità Ebraiche in ricordo del pogrom del 7 ottobre – ha provato venerdì scorso, giorno delle prove vicentine di Kristallnacht, a dire che forse non c’è da assistere con allegra indifferenza al tentativo dei mazzieri «dal fiume al mare» di irrompere in una manifestazione fieristica per fare piazza pulita degli stand israeliani. È stato sommerso dai berci della plebaglia antisemita e, ciò che fa più impressione, dal completo silenzio del suo partito.

È dalle nove del mattino del 7 ottobre, mentre ancora quelle belve stavano assassinando uomini, donne e bambini, sgozzandoli uno a uno, bruciandoli vivi, mutilandone i corpi ricoperti di sputi e di escrementi, è da quel mattino che spira e si rafforza ovunque il più aggressivo e pervasivo fiato antisemita dai tempi della Shoah: ma quell’Italia democratica rimane girata dall’altra parte, esattamente come l’Italia (ma io direi peggio di quell’Italia) girata dall’altra parte al tempo delle leggi razziali e dei vagoni su cui erano caricati gli omologhi degli espositori ebrei alla fiera di Vicenza.

Il peggio che può fare questa sporca Italia democratica è esattamente ciò che sta facendo: il nulla davanti allo scempio dell’antisemitismo ammantato di antisionismo, di «Free Palestine», di «Fuori i sionisti da Roma», di «Fermiamo il genocidio», di «Stop apartheid», tutta la porcheria democraticamente implementata nelle stelle disegnate sulle case degli ebrei, nelle sinagoghe incendiate, nei cimiteri ebraici devastati, nelle sassate ai bambini con la kippah, nella caccia agli ebrei negli aeroporti, negli alberghi, nelle università e appunto, come l’altro giorno, nelle manifestazioni fieristiche inadempienti al dovere di escludere la presenza giudaica.

Chissà se questa malvissuta schiatta democratica capisce di rendersi responsabile – così facendo, e cioè nulla facendo – del crimine che essa è abituata a imputare agli altri, e su cui fonda la propria stolida e pluridecennale retorica accusatoria: chissà se capisce che c’è qualcosa di peggio del lavoro di quelle squadracce, e cioè il negazionismo che non lo riconosce e non lo denuncia per quel che è.

Le newsletter
de Linkiesta

X

Un altro formidabile modo di approfondire l’attualità politica, economica, culturale italiana e internazionale.

Iscriviti alle newsletter